La manifestazione
|Anche gli agricoltori bergamaschi in piazza a Bruxelles contro il “fondo unico” europeo
Protesta per la proposta di bilancio che la Commissione presenterà nelle prossime ore, che priverebbe l’agricoltura europea di un budget chiaro e dedicato
Un’Europa senza agricoltura, senza cibo, senza democrazia. È questo lo scenario che Coldiretti denuncia con forza, scendendo in piazza a Bruxelles – davanti alla sede della Commissione Europea – e in luoghi simbolici della Capitale italiana: Colosseo, Fontana di Trevi, Piazza Navona e Senato.
La protesta è un grido d’allarme lanciato da centinaia di giovani agricoltori di Coldiretti per fermare la deriva tecnocratica dell’Unione Europea, che – sotto la guida della presidente Ursula Von der Leyen – rischia di cancellare decenni di politiche a tutela della produzione agricola e della sicurezza alimentare.
Anche da Bergamo una delegazione di giovani ha voluto far sentire la propria voce davanti alle istituzioni comunitarie.
“Sono qui a Bruxelles perché il mio futuro, e quello di tanti giovani come me, è appeso a un filo – spiega Riccardo Comi, giovane allevatore di Bonate Sotto -. Non chiediamo privilegi, ma dignità: vogliamo continuare a coltivare la terra, produrre cibo sano, vivere del nostro lavoro. Invece ci troviamo davanti a una Commissione Europea che parla di agricoltura senza conoscere la fatica che c’è dietro un campo seminato o un animale allevato. Se passano queste scelte, sarà la fine per tante aziende. Senza una politica agricola forte, l’Europa perderà la sua anima, il suo cibo, la sua identità. Io ci credo ancora in un’Europa vicina alla terra, ma non in questa Vonderland che ci ignora e decide tutto dall’alto. Oggi siamo qui per dire basta: senza agricoltura non c’è futuro”.
Riccardo ComiIn cima alla lista delle criticità denunciate c’è la proposta di bilancio che la Commissione presenterà nelle prossime ore, che prevede un “fondo unico” tra politica agricola e politiche di coesione. Una svolta che, per la prima volta dal 1962, farebbe venir meno un budget chiaro e dedicato all’agricoltura europea, con conseguenze gravi per la capacità del continente di garantire cibo sicuro, di qualità e prodotto nel rispetto dell’ambiente.
“Siamo in piazza non solo per difendere il lavoro degli agricoltori, ma per difendere la democrazia e l’idea stessa di Europa – dichiara da Bruxelles il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, mentre da Roma il segretario generale Vincenzo Gesmundo afferma che “senza agricoltura non c’è sovranità. Senza cibo non c’è pace. Coldiretti è in mobilitazione per difendere l’Europa vera: quella dei campi, del lavoro e delle persone”.
Gli striscioni con i messaggi “Non spegnere la democrazia”, “Non spegnere l’agricoltura”, “Non spegnere la salute” hanno invaso Bruxelles e Roma, mentre lo spettro di nuovi dazi USA fino al 30% incombe sull’economia europea.
Con lo slogan “Abbiamo bisogno dell’Europa come il pane, ma questa non è l’Europa che vogliamo”, Coldiretti ha dato vita a un’azione simbolica forte: la trasformazione della Commissione europea nella “Vonderland”, una terra immaginaria e autoritaria, sempre più lontana dalla realtà dei popoli, delle comunità e delle campagne.
“Cancellare un bilancio dedicato alla politica agricola – sottolinea il presidente di Coldiretti Bergamo Gabriele Borella – significa colpire direttamente chi ogni giorno garantisce cibo sano, lavoro e presidio del territorio. Non possiamo accettare che l’Europa ci lasci soli di fronte a regole imposte dall’alto, accordi sbilanciati e tagli insostenibili. Difendiamo il nostro futuro, la nostra terra e la dignità del nostro lavoro”.


