Il 5 per mille alla ricerca, il rammarico di Ariela Benigni: “Perché lo Stato si trattiene una percentuale?”
Sottolineando quanto sia fondamentale il sostegno alla ricerca, il segretario scientifico dell’Istituto Mario Negri illustra la presenza di un limite che frena la solidarietà
5 per mille: un piccolo gesto, un grande valore
Il 5 per mille è un gesto di generosità che non costa nulla, ma che può davvero aiutare moltissimi enti, istituti, onlus e organizzazioni impegnate in ambito sociale, sanitario, scientifico e culturale. È una scelta che ogni contribuente può esprimere nella dichiarazione dei redditi, senza alcun onere aggiuntivo: è sufficiente indicare il codice fiscale dell’ente che si desidera sostenere e apporre la propria firma.
Lo Stato, in questo modo, rinuncia a una parte del gettito fiscale per destinarla, secondo la volontà dei contribuenti, a realtà e progetti di pubblica utilità. L’importo donato dipende dal numero di firme raccolte e dal reddito di chi le ha espresse: più è elevato il reddito, maggiore sarà il contributo associato a ciascuna firma.
Istituito nel 2006, il 5 per mille ha svolto negli anni un ruolo fondamentale nel sostenere il Terzo Settore. Nel 2024 ha registrato un traguardo importante: oltre 17,9 milioni di italiani hanno scelto di destinare il proprio 5 per mille, segno di una crescente consapevolezza e attenzione verso il bene comune.
Il 5 per mille per l’Istituto Mario Negri
Da sempre, l’Istituto Mario Negri è tra gli enti beneficiari. È grazie alla libera scelta di tanti contribuenti che possiamo sostenere e sviluppare progetti di ricerca, per i quali è difficile trovare fonti di finanziamento. Il contributo del 5 per mille rappresenta per l’Istituto una risorsa preziosa e insostituibile.
Uno degli ambiti in cui il sostegno del 5 per mille si rivela particolarmente determinante è quello degli studi clinici indipendenti. Prima che una terapia possa essere adottata nella pratica clinica, è indispensabile verificarne in modo rigoroso l’efficacia e la sicurezza. È necessario testare la validità del farmaco in un numero adeguato di pazienti e confrontarne l’efficacia con i farmaci già in uso.
La valutazione comparativa di farmaci nuovi rispetto a quelli già in commercio non rientra tra le priorità dell’industria farmaceutica, che ha poco o nessun interesse a finanziare questi studi. Per questo motivo, reperire fondi per realizzarli è spesso una vera sfida. Le firme dei cittadini ci permettono quindi di avviare e completare progetti che hanno un impatto diretto sulla loro salute. Grazie a questo sostegno, possiamo contribuire a migliorare la qualità delle cure, promuovere una medicina basata sulle prove e tutelare davvero l’interesse del paziente.
Il limite che frena la solidarietà
Nonostante il successo e l’ampia partecipazione, il meccanismo del 5 per mille presenta un grave limite: il tetto massimo fissato dallo Stato per l’erogazione delle risorse, attualmente è pari a 525 milioni di euro. Questo vincolo ha conseguenze dirette sull’effettivo contributo ricevuto dagli enti.
Nel 2024, le firme espresse avrebbero generato circa 604 milioni di euro, ma lo Stato ha erogato solo la somma prevista dal tetto, trattenendo circa 79 milioni. Anche nel 2023 si era verificato un simile “taglio”, con oltre 28 milioni di euro non assegnati. Il risultato? Gli enti ricevono meno fondi, nonostante l’aumento delle firme.
Un esempio concreto è Bergamo: tra il 2023 e il 2024, le firme raccolte da 1.795 enti del territorio sono salite da 147.151 a 154.196, ma le risorse erogate sono diminuite, passando da 5.265.971 euro a 5.251.793 euro. Questa contrazione può essere attribuita sia a una riduzione del reddito complessivo — indice di un possibile impoverimento del Paese — sia agli effetti del tetto massimo imposto.
Una scelta da rispettare
Ogni anno cresce il numero di cittadini che sceglie di destinare il 5 per mille — nel 2024 le firme sono aumentate di 714.000 rispetto al 2023 — così come aumenta il numero di enti iscritti al Registro dei beneficiari, oggi oltre 91.000 (oltre 10.000 in più rispetto all’anno precedente). Da un lato, questo testimonia la generosità della gente nei confronti della società; dall’altro, evidenzia come le risorse disponibili si riducano sempre di più, tanto che oggi si parla di un “4 per mille” in termini reali.
Il limite di spesa non solo riduce l’impatto del 5 per mille, ma rischia di minare la fiducia dei cittadini, i quali vedono disattesa la propria volontà. Molti enti hanno già lanciato appelli al governo affinché si adegui il tetto alle effettive scelte espresse dai contribuenti. Anche l’Istituto Mario Negri sostiene un sistema trasparente, coerente con la volontà dei cittadini e capace di garantire a tutte le realtà meritevoli il giusto contributo, senza le limitazioni attuali. È un impegno che portiamo avanti con responsabilità, grati alla fiducia che tanti italiani continuano a riporre in noi attraverso il loro 5 per mille. Speriamo che lo Stato ascolti le istanze di tante realtà “no profit”, come la nostra, che conta anche sulla generosità di chi crede nella ricerca indipendente.
Ariela Benigni
Segretario Scientifico, Coordinatore delle Ricerche Bergamo e Ranica
Istituto di Ricerche farmacologiche Mario Negri


