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Al via l’intervento di rigenerazione urbana alle ex caserme: entro gennaio 2028 pronto il primo studentato, nel 2030 la chiusura del cantiere. Ecco i primi rendering

Bergamo. L’ultimo presidio militare lasciò il complesso Montelungo-Colleoni nel giugno del 1998. Da allora 6 sindaci si sono succeduti a Palazzo Frizzoni, 4 rettori alla guida dell’Università di Bergamo.

Questo per rendere l’idea della complessità dell’intervento di rigenerazione urbana delle ex caserme che dopo più di un quarto di secolo ha preso il via giovedì 10 luglio con l’apertura del cantiere. Entro 5 anni sull’area di 25mila metri quadri sorgerà un moderno campus universitario con residenze che tenterà di rispondere al sentito bisogno di UniBg di mettere a disposizione ai suoi studenti appartamenti a prezzi accessibili.

Un obiettivo nel mirino dei vertici dell’amministrazione comunale e dell’ateneo da almeno una decina di anni: se non altro dal marzo 2017 quando, durante la prima amministrazione Gori, iniziarono le demolizioni. “Ci sono stati momenti difficili, c’era la preoccupazione che il progetto si incagliasse – ammette la sindaca Elena Carnevali -. Ma siamo stati capaci di superarli e per Bergamo oggi è un grande giorno”.

A realizzare il progetto sarà Redo sgr, la società che gestisce il fondo immobiliare creato per portare l’opera a compimento. “I lavori entreranno nel vivo ad inizio novembre ed entro un paio d’anni inizieremo a vedere i primi risultati”, svela l’ad di Redo Sgr Fabio Carlozzo.

Tra la fine del 2027 e gennaio 2028 saranno infatti pronti lo studentato pubblico con 282 posti letto e le aule didattiche nella Montelungo, mentre servirà tempo (la ‘deadline’ del fondo è il 2030, ndr) per le residenze, i parcheggi e gli 80 appartamenti per la vendita privata previsti nel progetto all’interno della Colleoni.

In questi primi mesi di cantiere saranno sgomberati gli edifici e verrà bonificata la vecchia ‘piazza d’armi’, oggi invasa dalla vegetazione che gradualmente aveva ripreso possesso del terreno. Tra i presenti alla cerimonia di posa della prima pietra anche l’ex sindaco Giorgio Gori e l’assessore alla Rigenerazione Urbana Francesco Valesini, anello di continuità dell’intera operazione fin dalla sua nascita.

Una volta pronti, studentati e spazi didattici saranno acquistati dall’Università anche grazie al contributo di 15 milioni di euro di Regione Lombardia. “Le due ex caserme sono l’espressione di un’operazione difficile portata a termine con visione e concretezza – osserva il rettore -. La residenzialità universitaria era diventata una necessità impellente, anche vista la crescita dell’ateneo negli ultimi anni”.

rendering montelungoUn rendering del futuro campus

“Una giornata significativa per tutta la Lombardia – dichiara l’assessore regionale alla Casa e all’Housing sociale, Paolo Franco -. Non è solo un cantiere, ma la visione della città del futuro. Ci abbiamo creduto, era nostro dovere farlo: così rispondiamo ai bisogni dei nostri giovani, dando un futuro al nostro passato”.

rendering montelungoUn rendering del futuro campus

Il fondo immobiliare, necessario per trovare l’equilibrio-finanziario per la realizzazione dell’opera, ha come principale sottoscrittore CDP Real Asset. “Il Dna della nostra attività è proprio questo: ridare vita ad un vuoto urbano creato dalla perdita di funzione di un complesso un tempo pubblico”, spiega Giancarlo Scotti, ad di CDP Real Asset.

Intesa Sanpaolo fornirà il proprio supporto con un contributo di circa 34 milioni di euro, mentre Fondazione Cariplo ha chiuso la partita dei finanziamenti con ulteriori 5 milioni. “Ogni tanto anche quello che sembra impossibile succede”, sentenzia il direttore generale e Ceo di Fondazione Cariplo Sergio Urbani. “Siamo convinti di essere entrati in un’alleanza strategica”, aggiunge Graziella Capucciati, responsabile area terzo settore Milano Monza e Brianza di Intesa Sanpaolo.

“Di fronte a noi si staglia una complessa sfida demografica – conclude la sindaca Carnevali -. Abbiamo il dovere di riconquistare la fiducia dei nostri giovani e far sì che riconoscano in questa città un luogo in cui vivere bene”.