La fiera
IVS 2026, la fiera delle valvole verso un nuovo record: settore in crescita, un terzo della produzione italiana tra Milano e Bergamo
A 10 anni dalla fondazione, la manifestazione si appresta ad affrontare la sua sesta edizione (dal 19 al 21 maggio) che si annuncia la più ricca di sempre per numero di espositori, partecipanti ed eventi. In un contesto globale articolato, le aziende italiane si ritagliano prospettive migliori rispetto al resto del mondo
Una fiera sempre più internazionale, che aumenta nel tempo, negli spazi e si avvia verso un nuovo record di partecipazione a livello di espositori e pubblico: IVS-Industrial Valve Summit, il più importante evento dedicato alle tecnologie delle valvole industriali e alle soluzioni di flow control promosso da Confindustria Bergamo e Promoberg, si appresta a festeggiare così i 10 anni dalla fondazione e la sua sesta edizione, in programma dal 19 al 21 maggio 2026.
Nell’ambito di un percorso di crescita costante, l’edizione del prossimo anno si articolerà su tre giornate intere di apertura, con eventi ed esposizioni che copriranno 4 padiglioni e due strutture temporanee, oltre a un fitto corollario di appuntamenti.
“Nel 2015 siamo partiti quasi per scommessa, chiudendo con 5.700 visitatori e 150 espositori – ha ricordato il project manager di IVS, Luca Pandolfi – Nel 2024 siamo arrivati ad avere 15mila partecipanti provenienti da 69 Paesi e 325 aziende espositrici da 14 Nazioni. Siamo al lavoro per aumentare la quota estero e per rafforzare la competitività del nostro distretto produttivo in campo internazionale”.
Linee di indirizzo la cui bontà è confermata dai numeri che il settore fa registrare in termini di export, con circa l’85% della produzione nazionale che varca i confini italiani: il comparto conta 139 imprese, più di 10mila addetti e un fatturato annuo di 3,4 miliardi di euro, facendo dell’Italia il Paese leader nel mercato delle valvole per l’Oil&Gas (36,6% della produzione europea), con una specializzazione distintiva nella valvole a sfera e a maschio, nelle valvole a farfalla e nei componenti e parti di ricambio.
Evidenze emerse dall’aggiornamento 2025 dell’Osservatorio IVS-Prometeia dedicato nello specifico all’industria italiana delle valvole per l’Oil&Gas, che ha fotografato fedelmente lo stato di salute del settore, confermandone il posizionamento strategico all’interno del manifatturiero nazionale e l’assoluta eccellenza a livello competitivo europeo.
Motore del successo è la Lombardia, che detiene i due terzi dell’output italiano, con un terzo della produzione che si concentra tra Milano e Bergamo, polo industriale di assoluto riferimento e detentore del 13,3% del mercato che quasi fisiologicamente è diventato hub fieristico.
In campo internazionale l’Italia si erge al terzo posto tra i produttori di valvole e ha chiuso il 2024 con esportazioni in crescita del 16,9%: i mercati di riferimento rimangono l’Europa Occidentale e il Medio Oriente, con particolare spinta garantita dall’area MENA (Middle East e North Africa), che ha registrato un +60%. A livello territoriale, invece, balzo in avanti dell’Arabia Saudita, oggi primo Paese per relazioni, dove l’export è cresciuto a ritmo doppio rispetto ai competitor.
Dopo un 2024 da record, il commercio estero italiano di valvole Oil & Gas ha mostrato segnali di normalizzazione nel primo trimestre del 2025. Le esportazioni sono diminuite del 6,8% rispetto al trimestre precedente, pur rimanendo circa il 10% sopra i livelli del primo trimestre 2024 e quasi il 25% sopra la media quadriennale. A livello geografico, la riduzione è stata trainata soprattutto dai Paesi del Golfo, con un calo particolarmente marcato della stessa Arabia Saudita: -29% rispetto al quarto trimestre 2024, pur segnando un solido +30% anno su anno.

Quale futuro attende, quindi, il settore?
In base alle risultanze dello studio condotto da Prometeia, nel 2024 da un lato la domanda di petrolio si è notevolmente attenuata, mentre il mercato del gas naturale è tornato a crescere in modo strutturale, sostenuto dalla forte domanda elettrica dei Paesi asiatici.
Il 2025 non ha segnato alcuna inversione di tendenza: al calo prolungato dei prezzi del petrolio si è aggiunto anche quello relativo al costo del gas, che rimane però su quotazioni elevate.
Il trend osservato è quello di investimenti incanalati principalmente sulla sicurezza energetica, soprattutto in Paesi dove dominano le major o le compagnie petrolifere nazionali. Parallelamente, gli investimenti globali in energie rinnovabili hanno raggiunto livelli mai toccati prima, proseguendo il trend avviato nel post-pandemia. Nel 2024, l’energia pulita ha rappresentato la priorità negli investimenti di governi, aziende e fondi, con volumi che ormai superano quelli delle fonti fossili in un rapporto di 2 a 1.
Il CapEx (investimenti in conto capitale) è aumentato anche nel 2024, sebbene a un ritmo inferiore rispetto ai due anni precedenti. Tuttavia, se si tiene conto dell’inflazione, gli investimenti reali del 2024 risultano in linea con la media del 2019, segnalando un approccio più cauto e disciplinato da parte dei produttori.
Le prospettive di CapEx per il biennio 2025–2026 restano deboli ma l’Italia rimane ben posizionata, grazie a esportazioni destinate a mercati emergenti e in espansione, tra la già citata necessità di mettere in sicurezza gli impianti e quella di ammodernare le reti, elementi che dovrebbero attenuare le criticità alle quali sta andando incontro il settore.
In questo contesto articolato, la sesta edizione di IVS-Industrial Valve Summit si posiziona come appuntamento principe della primavera 2026, facendo di Bergamo la capitale del settore.
“C’è una grande voglia del territorio bergamasco di emergere – ha sottolineato Claudia Persico, vicepresidente di Confindustria Bergamo per l’internazionalizzazione – L’evento, di portata internazionale, porterà ricadute positive non solo per le aziende del comparto ma anche per tutta la filiera produttiva e al sistema locale”.
Un auspicio che ha rimarcato anche LucianoPatelli, presidente di Promoberg: “IVS è una delle fiere più importanti a livello mondiale, dalla quale traggono beneficio anche le imprese culturali e del turismo. Avremo centinaia di espositori, oltre 12mila operatori dal mondo. Questa è l’ennesima dimostrazione che quando il territorio fa sintesi è in grado di sviluppare un’attrattività senza pari: per dare ancora maggiore forza a tutto questo, come Promoberg ci siamo impegnati a raddoppiare gli spazi espositivi, come ormai ci chiedono tutti, e una volta a regime potremo dedicarci a una internazionalizzazione ancora più spinta”.
Grande lavoro anche da parte del comitato scientifico, guidato dal presidente di Valve Campus, FrancescoApuzzo: “In vista di IVS 2026, il Comitato Scientifico punta a connettere competenze, tecnologie e prospettive, consolidando una proposta già riconosciuta come riferimento per il confronto tecnico tra i professionisti del settore. Il programma proporrà contenuti rilevanti e strategici, in linea con le trasformazioni in atto nell’industria e aperti ai nuovi scenari applicativi. Particolare attenzione sarà riservata alle tecnologie emergenti e alle opportunità offerte da mercati in evoluzione come l’idrogeno e il GNL. Le sei aree tematiche spazieranno dall’aggiornamento normativo all’intelligenza artificiale, fino alla manifattura additiva. Le tavole rotonde, infine, offriranno spazi di confronto ad alto contenuto specialistico, pensati per rispondere alla domanda di conoscenza di una community tecnica sempre più preparata ed esigente. Crediamo che la differenza la possa fare la presenza, ed è una novità, dell’entità che si trova nel mezzo tra venditore e compratore, vale a dire gli Epc che progettano, acquistano e costruiscono impianti”.


