La Casa di Leo, nuovi spazi per l’accoglienza di bambini e famiglie in cura all’Ospedale di Bergamo
Aggiunto un ulteriore tassello al progetto “Leo diventa grande”
“Con l’ampliamento della Casa di Leo, abbiamo potuto realizzare un sogno nato dal bisogno concreto: quello di tante famiglie che, nel momento più difficile della loro vita,
cercano un luogo sicuro in cui stare, ma un ambiente in cui sentirsi accolte, ascoltate e sostenute – dichiara Susanna Berlendis, mamma di Leo e presidente di Eos Aps –. Inaugurati martedì 9 luglio i nuovi spazi de La Casa di Leo a Treviolo, grazie al progetto “Leo diventa grande” di EOS Aps sostenuto da Intesa Sanpaolo, attraverso il Programma Formula, in collaborazione con Cesvi, che ha permesso di potenziare l’accoglienza di famiglie e bambini durante le degenze all’Ospedale Papa Giovanni XXIII. L’ampliamento permetterà ora di poter gestire oltre 140 ingressi l’anno, rispetto agli attuali 50 annui e prevede l’intensificarsi delle relazioni fra l’ospedale e la Casa grazie a professionisti sanitari di psicomotricità, riabilitazione e assistenza psicologica a pazienti e familiari.
Il progetto, selezionato da Intesa Sanpaolo nell’ambito della Divisione Banca dei Territori è stato sostenuto attraverso una raccolta fondi su For Funding, la piattaforma di crowdfunding di Intesa Sanpaolo dedicata a sostenibilità ambientale, inclusione sociale e accesso al mercato del lavoro per le persone in difficoltà. In tre mesi, sono stati raccolti oltre 120.000 euro grazie alla generosità di cittadini, imprese e della Banca stessa che ha partecipato attivamente contribuendo con 2 euro per molti dei prodotti acquistati dai clienti in modalità online.
“Una così rapida ed estesa diffusione sul territorio è stata resa possibile – sottolinea Daniele Pastore, Direttore Regionale Lombardia Nord di Intesa Sanpaolo – dal
racconto orgoglioso dei colleghi, che si impegnano a fare banca per il bene presentando l’iniziativa ai clienti.” Il progetto ha contribuito alla sfida prioritaria dell’integrazione e della coesione sociale, obiettivo di Intesa Sanpaolo, che si pone come Istituzione al servizio del Paese per promuovere una società più equa, a beneficio di una crescita sociale inclusiva.

La Casa di Leo, fino ad oggi, ha accolto in un anno circa 40 bambini e bambine, italiani e stranieri, tra gli 0 e i 18 anni, in cura presso l’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo per patologie oncologiche, cardiologiche, con necessità di trapianto, malattie rare o altro, con anche i loro fratelli e sorelle, provenienti da nuclei familiari in situazione di fragilità economica. Del progetto hanno infine beneficiato anche i genitori che, durante i momenti di gioco, i laboratori, le attività in palestra o all’esterno, hanno potuto riposare e recuperare energie fisiche e mentali.
“Leo diventa grande” ha previsto l’ampliamento dell’attuale struttura di accoglienza, prestando particolare attenzione agli spazi comuni interni ed esterni. Fra gli spazi comuni interni le due playrooms, presentate da Sabrina Locatelli, responsabile area minori di EOS Aps .
“La prima, pensata per i bambini fino a 10 anni, prevede spazi di gioco e laboratori con la costante presenza di psicologhe e pedagogiste ad assistenza dei bambini. La seconda, più intima, è destinata agli adolescenti e prevede un arredamento informatico e tecnologico per scoprire e condividere passioni” – sottolinea Sabrina -.
In queste playrooms si svolgeranno sia momenti di gioco sia laboratori con educatori, professionisti sanitari e volontari, e permetteranno ai bambini di superare l’isolamento forzato, partecipare a momenti di crescita e di condivisione delle paure e ritrovare lo svago e la leggerezza spesso portati via dalla malattia.
È stata inoltre realizzata una palestra polifunzionale dedicata ad attività riabilitative specifiche, al gioco e al movimento indoor insieme a fisioterapisti e psicomotricisti.
Questa palestra, disponibile anche per i genitori dei pazienti, è pensata per concedere loro momenti di pausa dall’assistenza dei figli, affinché ritrovino la forza necessaria per affiancare i figli nella malattia.

Nella grande area verde esterna sono invece stati potenziati il parco giochi, l’orto ed i luoghi per l’organizzazione di laboratori all’aperto, per dare la possibilità ai bambini di svolgere sempre le attività, in qualsiasi condizione meteorologica, grazie all’offerta in funzione dell’età e delle specificità di ciascuno. Sono stati realizzati inoltre nuovi appartamenti per le famiglie, anche le più numerose. All’interno della struttura recentemente inaugurata si trovano infatti, oltre a diversi piani cottura negli spazi comuni, anche diverse camere, luminose e dall’arredamento moderno, in grado di far sentire a proprio agio i pazienti e le loro famiglie in un contesto che ricordi il più fedelmente possibile l’atmosfera accogliente e informale di casa.
“Con l’ampliamento della Casa di Leo, abbiamo potuto realizzare un sogno nato dal bisogno concreto: quello di tante famiglie che, nel momento più difficile della loro vita,
cercano un luogo sicuro in cui stare, ma un ambiente in cui sentirsi accolte, ascoltate e sostenute – dichiara Susanna Berlendis, mamma di Leo e presidente di Eos Aps –. Da domani, l’accoglienza di un numero maggiore di bambini e genitori non sarà più un progetto, ma diventa finalmente realtà: offrire loro spazi dedicati al gioco, alla
condivisione e al benessere, sia fisico che psicologico, sono elementi fondamentali per affrontare con maggiore forza il percorso della malattia”.
Per conto di Intesa, Pastore afferma inoltre: “Abbiamo scelto insieme a Cesvi di accompagnare l’Associazione EOS in questo percorso perché siamo convinti che La
Casa di Leo e i suoi nuovi spazi rappresentano un sostegno concreto per famiglie e bambini che vivono situazioni di fragilità, come quelle di una malattia e della degenza
ospedaliera. L’approccio del nostro Progetto Formula promuove solidarietà e senso di comunità e dimostra come unendo le forze si crei valore per l’intera comunità. In
Lombardia, abbiamo sostenuto ad oggi circa 40 iniziative con donazioni per oltre 4,5 milioni di euro a favore di giovani, famiglie, anziani per una crescita sociale inclusiva”.
“Dal 2021, il Programma Formula ci vede come partner strategico di Intesa Sanpaolo nel selezionare le migliori progettualità in tutta Italia, con l’ambizione di perseguire
cambiamenti sostenibili ed inclusivi. Attraverso Formula, vengono sostenuti progetti sui temi di: emergenza e povertà; supporto sanitario e fragilità; inclusione sociale e Welfare di comunità; educazione, formazione e orientamento; rigenerazione urbana e ambientale; e conservazione del patrimonio culturale. Ad oggi, abbiamo ottenuto dei risultati significativi con oltre 170 progetti sostenuti. Formula è la dimostrazione di come il connubio tra i mondi non profit e profit possa rispondere alle tematiche territoriali, sociali e ambientali, in maniera mirata ed efficace”, dichiara Roberto Vignola, Vice Direttore generale di Cesvi, , fondazione no profit bergamasca che si occupa di “cooperazione, emergenze e sviluppo”.

“Siamo profondamente grati a EOS Aps, a Intesa Sanpaolo e a Cesvi per aver reso possibile un progetto che rafforza concretamente la nostra capacità di prenderci cura, in modo globale, dei piccoli pazienti e delle loro famiglie – afferma Simonetta Cesa, direttore socio sanitario della ASST Papa Giovanni XXIII –. “Leo diventa grande” non ha soltanto ampliato gli spazi di accoglienza della Casa di Leo, ma ha anche potenziato gli strumenti a disposizione del nostro personale sanitario: è infatti attualmente in fase di definizione il progetto di portare ad operare i nostri professionisti sanitari della riabilitazione direttamente negli spazi della Casa di Leo. La nuova palestra polifunzionale e le attrezzature riabilitative saranno fondamentali per supportare percorsi terapeutici personalizzati, contribuendo al recupero fisico e al benessere
psicologico dei bambini, in particolare dopo lunghi periodi di degenza. Questa sinergia tra istituzioni pubbliche, terzo settore e privati rappresenta un modello virtuoso di
alleanza territoriale al servizio della salute e della dignità delle persone più fragili”.
Con questo ampliamento, La Casa di Leo si riconferma una struttura sempre più in grado di accogliere giovani pazienti e le loro famiglie, facendo sì che questi possano ricevere le cure e le attenzioni necessarie, trascorrendo la degenza in un ambiente più familiare e accogliente, priorità assoluta della fondatrice Susanna.


