A Bergamo i primi bus elettrici da 18 metri in Lombardia: “Meno emissioni e più passeggeri”
La flotta di Atb accoglie 11 nuovi mezzi finanziati all’80% dal Pnrr, 5 dei quali U18 con spazio per 128 passeggeri e un’autonomia reale superiore a 400 chilometri
Bergamo. Già dai prossimi giorni inizieranno a viaggiare nella zona urbana. Gli utenti, forse, non se ne accorgeranno fin da subito: silenziosi nei movimenti e fedeli ai colori, il rosso e il giallo, che in omaggio alla città caratterizzano l’aspetto dei mezzi del trasporto pubblico di Bergamo.
Sono arrivati via nave dallo stabilimento cinese dell’azienda Yutong altri 11 bus elettrici, l’ultimo ingresso nella flotta a disposizione di Atb. “Il primo scopo dei nostri investimenti è ridurre l’impatto ambientale – spiega il direttore generale di Atb, Liliana Donato, mentre mostra ai giornalisti i nuovi mezzi -. L’obiettivo è trasportare sempre più passeggeri e alzare l’asticella abbassando l’età media dei nostri mezzi”.
Entro il 2027 i bus dell’azienda raggiungeranno la quota ideale di 6,5 anni di vita. “La manterremo almeno fino al 2033”, annuncia il direttore generale. Cinque dei nuovi mezzi sono autobus articolati elettrici da 18 metri, i primi U18 in Lombardia. Poi 4 modelli E9 da 9 metri e 2 modelli E12 da 12 metri. “Tutti altamente ecologici – dichiara Enrico Felli, presidente di Atb Servizi -. Il punto fermo dei nostri investimenti non è il risparmio, ma la ricerca della miglior soluzione per le diverse esigenze di trasporto in provincia”.
L’acquisto è stato finanziato all’80% dal Pnrr: la scelta, obbligata, era tra autobus elettrici o a idrogeno. “Ormai quasi tutti i bandi hanno il focus sull’elettrico o sul metano – precisa Donato -. Come Atb cerchiamo un mix equilibrato, anche perchè possediamo un impianto di distribuzione del gas di proprietà”.
Dal Pnrr sono arrivati circa 5,3 milioni: i restanti 1,3 – che portano al totale di 6,6 milioni – li ha aggiunti l’azienda dei trasporti, che ha partecipato al 30% anche all’acquisto degli 11 nuovi sistemi di ricarica costati poco più di mezzo milione di euro che verranno montati nel deposito di via Gleno.
In attesa dei mezzi dell’e-Brt, con l’ultima consegna la flotta di Atb è ormai per più di 1/3 full electric: gli 11 si aggiungono ai 32 elettrici già presenti, su un totale di 147 veicoli (7 ibridi, 67 a metano e 39 a gasolio, i prossimi ad essere sostituiti). “L’impatto sulla mobilità sarà rilevante – sentenzia la sindaca Elena Carnevali -. Bergamo è tra le 9 città italiane che hanno sottoscritto il contratto di clima europeo: i nuovi autobus rappresentano un tassello importante nel processo di riduzione delle emissioni di Co2″.
Gli U18 hanno una capienza di 128 passeggeri e saranno assegnati a tratte ad alta frequentazione, come la linea 8 che parte da Seriate e tocca Ponte San Pietro, il collegamento tra la stazione di Bergamo e l’aeroporto e le linee 5 e 6. Sono all’avanguardia sotto ogni aspetto: cerchi in lega, due postazioni disabili con rampe di accesso dedicate, sistema di videosorveglianza con telecamere anche esterne e monitor informativi a bordo. “Quello che sta avvenendo a Bergamo non può passare inosservato”, aggiunge l’assessore regionale ai Trasporti Franco Lucente.
I nuovi bus elettrici di Atb“I bus elettrici fino a qualche anno fa richiedevano una ricarica all’interno del turno – osserva ancora Marco Berlanda, assessore al Trasporto Pubblico del Comune di Bergamo -. La tecnologia si è evoluta, ora la ricarica è necessaria solamente a fine giornata”. I nuovi mezzi consumano infatti poco meno di un kWh al chilometro e hanno un’autonomia reale superiore a 400 chilometri.
“Sono diventati competitivi anche i costi di esercizio – aggiunge Donato -. L’elevata autonomia consente di non tornare in deposito, evitando viaggi a vuoto”. “Indietro non si torna – sentenzia Massimo Fiorese, ad di Powerbus, dealer per il mercato italiano di Yutong – La tecnologia cambia ogni giorno, è in continua evoluzione: i prossimi in arrivo raddoppieranno i chilometri di autonomia”. Amara la constatazione che, in un settore produttivo decisivo come quello del trasporto pubblico, la Cina appare essere anni luce avanti rispetto al mercato europeo.

