Presentata la guida “Tra Bergamo e Brescia alla scoperta dei siti Unesco”, un volume che raccoglie e valorizza cinque eccellenze del patrimonio culturale lombardo riconosciute dall’Unesco
Attraverso testi evocativi e fotografie d’autore, la guida di Massimo Tedeschi accompagna il lettore in un viaggio che parte dalla Preistoria e arriva alla contemporaneità, conducendolo attraverso i cinque siti Unesco presenti sul territorio di Bergamo e Brescia.
È stata presentata lunedì 7 luglio nella cornice del Convento di San Francesco in Città Alta, la guida “Tra Bergamo e Brescia alla scoperta dei siti Unesco”, un volume che raccoglie e valorizza cinque eccellenze del patrimonio culturale lombardo riconosciute dall’Unesco. Pubblicato da Enrico Damiani Editore è il frutto di una preziosa sinergia tra Regione Lombardia, Comune di Bergamo e Museo delle storie di Bergamo, e nasce all’interno del progetto “Viaggio nel patrimonio Unesco lombardo: storie, percorsi, narrazioni tra reale e virtuale”, sostenuto dal Ministero della Cultura nell’ambito della Legge 77/2006.
Sotto la guida di Roberta Frigeni, direttore scientifico Museo delle storie di Bergamo, hanno partecipato alla presentazione l’assessore alla Cultura di Regione Lombardia, Francesca Caruso, la sindaca di Bergamo, Elena Carnevali, l’assessore al Turismo del Comune di Brescia, Andrea Poli, insieme all’autore Massimo Tedeschi, ai referenti dei cinque siti Unesco raccontati nella guida e ai rappresentanti della casa editrice Enrico Damiani.
“È un itinerario che abbraccia tredicimila anni di storia – ha spiegato l’Autore, Massimo Tedeschi – e che ci invita a guardare con occhi nuovi luoghi che spesso diamo per scontati. Questa guida è anche un lascito della Capitale italiana della cultura: una geografia affettiva e culturale da esplorare a passo lento”.
Attraverso testi evocativi e fotografie d’autore, la guida accompagna il lettore in un viaggio che parte dalla Preistoria e arriva alla contemporaneità, conducendolo attraverso i cinque siti Unesco
presenti sul territorio di Bergamo e Brescia. Dalle imponenti Mura veneziane di Bergamo, esempio di architettura militare del Rinascimento e oggi simbolo identitario della città, fino al villaggio operaio di Crespi d’Adda, raro esempio di città ideale operaia divenuto ora un prezioso esempio di archeologia industriale. Varcando i confini provinciali si approda a Brescia, dove il complesso monastico di Santa Giulia racconta secoli di spiritualità e potere, dall’Impero romano ai Longobardi. Da qui si sale verso la Valle Camonica, scrigno di arte rupestre e primo sito Unesco italiano: un viaggio nella memoria più antica, tra incisioni che affondano le radici nella Preistoria. Infine, ci si immerge nella suggestione dei siti palafitticoli del lago di Garda, dove i resti di villaggi sommersi rivelano, con sorprendente delicatezza, frammenti di vita quotidiana di migliaia di anni fa, portati alla luce grazie al prezioso contributo di archeologi e studiosi locali.
“Questo libro non è soltanto una guida – ha dichiarato la Sindaca di Bergamo, Elena Carnevali – ma è il racconto di un’identità condivisa, di un patrimonio culturale che ci unisce, narrato intrecciando storie del passato e del presente e frutto di una positiva sinergia tra istituzioni. Il valore del riconoscimento Unesco risiede proprio nella capacità di investire costantemente nella tutela e nella promozione di questi beni. Bergamo e il suo territorio possono vantare due patrimoni: le Mura veneziane e il villaggio operaio di Crespi d’Adda, quest’ultimo secondo sito di turismo industriale più visitato in Italia, dopo il Museo Ferrari, che quest’anno celebra il 30° anniversario dal riconoscimento come patrimonio Unesco. Un ringraziamento particolare va al nostro Museo delle Storie, che ha saputo assumere un ruolo fondamentale nella valorizzazione delle Mura capace di unire autorevolezza scientifica alla creatività e modernità della divulgazione, attenta ai pubblici locali e ai turisti, e al segretariato Unesco che la nostra città ospita per il sito seriale e transnazionale”.

La guida si distingue per lo spiccato tratto autoriale, che coniuga rigore storico e capacità divulgativa.
Come evidenziato dalla sindaca di Bergamo Elena Carnevali, particolare attenzione è dedicata al racconto dell’evoluzione dei siti e del loro inserimento nella lista del patrimonio Unesco, trasformando il volume in un itinerario tra storia, paesaggio e identità culturale.
“Viviamo in un tempo veloce – ha sottolineato l’Assessore alla Cultura di Regione Lombardia Francesca Caruso – ma abbiamo bisogno di storie che restano. Questo volume non è una vetrina, ma un invito a riscoprire ciò che ci circonda. Regione Lombardia ha voluto esserci, perché questi luoghi sono parte della nostra identità. Ora li restituiamo al pubblico in una forma che unisce rigore e poesia, con una versione audio – che oggi presentiamo – per rendere l’esperienza ancora più accessibile”.
Sul territorio italiano si contano infatti 60 siti Unesco: un primato mondiale, conteso con la Cina che ne vanta 59. E la Lombardia, come sottolinea Tedeschi, è la regione italiana che ne conta il
maggior numero: 10 patrimoni Unesco di cui 5 tra Bergamo e Brescia, la maggior parte collocati in contesti extraurbani. L’autore invita dunque a “guardare ai giacimenti straordinari presenti nelle province” e a “consolidare reti culturali internazionali” mirate a valorizzare il patrimonio storico, geografico e culturale.
“Occorre ridare a questi luoghi il giusto peso e la giusta importanza all’interno della nostra identità territoriale”. Questa la necessità messa in luce dall’Assessore al Turismo del Comune di Brescia
Andrea Poli, il quale afferma: “Questo volume rappresenta un’occasione davvero importante per valorizzare il nostro patrimonio Unesco e rafforzare il legame culturale con Bergamo, cresciuto e
consolidatosi durante l’esperienza di “Capitale italiana della cultura 2023”.
La guida si configura dunque non solo come un itinerario culturale, ma come un invito a riscoprire un patrimonio condiviso che abbraccia secoli di storia e identità. Un’opera che, grazie alla
collaborazione tra istituzioni e territorio, rafforza il legame culturale di Bergamo e Brescia e sottolinea l’importanza di una valorizzazione continua dei nostri siti Unesco.
