Coldiretti Bergamo: “No al fondo unico europeo che penalizza l’agricoltura”
Gabriele Borella, presidente di Coldiretti Bergamo: “Pensare di ridurre il sostegno a questo settore per destinarlo ad altri scopi, come per esempio la difesa, è una scelta miope e profondamente ingiusta”
Bergamo. “Accorpare le risorse della Politica Agricola Comune in un unico fondo europeo, insieme ad altri capitoli di spesa, è un errore strategico gravissimo. Non solo mette a rischio la sicurezza alimentare dell’Europa, ma colpisce in modo diretto territori come il nostro, dove l’agricoltura è ancora una colonna portante dell’economia, dell’ambiente e della vita delle comunità”.
A parlare è il presidente di Coldiretti Bergamo, Gabriele Borella, che esprime forte preoccupazione per l’orientamento emerso a Bruxelles sull’impostazione delle risorse comunitarie.
“Nella nostra provincia – sottolinea – abbiamo un’agricoltura diversificata, fatta di allevamenti, coltivazioni e prodotti di grande eccellenza. Una realtà che dà lavoro, consente di presidiare le aree interne, sostenere la montagna e garantire cibo sano a migliaia di famiglie. Pensare di ridurre il sostegno a questo settore per destinarlo ad altri scopi, come per esempio la difesa, è una scelta miope e profondamente ingiusta”.
Secondo Coldiretti Bergamo, un fondo unico europeo rischia di annullare le specificità dell’agricoltura e aprire le porte a importazioni massicce di prodotti che non rispettano gli standard ambientali, sanitari e sociali oggi garantiti dagli agricoltori italiani.
“Non siamo contrari al commercio internazionale – precisa Borella – ma pretendiamo reciprocità: se ai nostri agricoltori vengono imposte regole stringenti su benessere animale, uso di fitofarmaci e tracciabilità, allora queste stesse regole devono valere anche per chi importa. Altrimenti è concorrenza sleale”.
A Bergamo, spiega Coldiretti, sono circa 5.000 le imprese agricole attive, molte delle quali a conduzione familiare, spesso gestite da giovani o da donne, che ogni giorno affrontano incertezze climatiche, instabilità dei mercati e burocrazia.
Gabriele Borella“Questa proposta di fondo unico europeo – aggiunge – arriva in un momento in cui gli agricoltori bergamaschi stanno facendo i conti con problemi reali: dal calo dei prezzi riconosciuti alla produzione all’aumento dei costi energetici, passando per normative che troppo spesso sembrano scritte senza conoscere il lavoro nei campi. L’ultimo segnale è arrivato dalla montagna, dove le difficoltà legate alla gestione del territorio rischiano di svuotare intere vallate”.
Per Coldiretti Bergamo, servono invece scelte coraggiose che rimettano al centro il valore del cibo e del lavoro agricolo.
“Siamo pronti a mobilitarci – conclude – insieme alle nostre aziende e ai cittadini che credono nella qualità del made in Italy. Non si può costruire un’Europa più forte indebolendo le sue fondamenta. Diciamo con forza no a chi vuole togliere risorse al cibo sano per destinarlo ai carri armati. Senza agricoltura, il territorio si spopola, alimentarsi diventa più complicato e la società si indebolisce. L’agricoltura non può essere la vittima sacrificale di logiche che nulla hanno a che fare con il bene


