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Cartellonistica contro la violenza di genere: la proposta all’Amministrazione della Rete Bergamasca

L’incontro con la sindaca Carnevali e l’assessora Marchesi per la condivisione delle idee dei “taxi rosa” e la creazione di un point in città

Bergamo. Una cartellonistica da diffondere nei luoghi ed esercizi pubblici, con messaggi di contrasto alla discriminazione e alla violenza di genere. È una delle proposte avanzate dalla Rete Bergamasca contro la Violenza di Genere nell’incontro con la Sindaca ElenaCarnevali e l’Assessora MarziaMarchesi che si è svolto il 16 giugno. “Un momento di ascolto e di dialogo, concluso con l’impegno di considerare tutti gli aspetti e iter con gli uffici preposti e condurre opportune verifiche per valutare la fattibilità”, spiegano le rappresentanti della Rete.

Oltre a questo, è stata rinnovata anche la proposta di creazione nella città di Bergamo di un luogo fisico (una “rete” installata in città) che possa accogliere informazioni, messaggi, arte, iniziative sul tema della violenza di genere, oltre alla proposta di istituire i “taxi rosa” per facilitare la sicurezza nelle ore notturne, già sul tavolo da diverso tempo.

Martedì 8 luglio in Largo Rezzara dalle ore 18.30 è previsto un presidio, che vedrà anche la partecipazione di Rose & The Captain, trio musicale. Cme di consueto ci sarà un momento di microfono aperto nel quale cittadini e cittadine potranno condividere riflessioni, richieste, proposte.

“Il periodo estivo, che per tanti e tante di noi significa vacanza, momenti di meritato riposo da trascorrere insieme alle persone che amiamo, non ha lo stesso significato quando si vivono situazioni di violenza. Il clima caldo e la vicinanza esasperano i comportamenti. In città che si svuotano, le vittime di violenza rischiano di essere ancora più sole”.

“Il mese di giugno è stato una strage continua: 14 femminicidi, uno ogni due giorni, tra i quali si conta anche la vittima più piccola, Andromeda, una bambina di meno di un anno uccisa a Roma insieme alla madre. La violenza nella sua forma peggiore ha investito nuovamente anche la nostra comunità con il femminicidio di Elena Belloli, uccisa a Cene dal marito. Elena, noi ti ricordiamo”.

“Come si fa a non gridare “basta”? La Rete conferma la sua presenza e allarga le braccia con il suo presidio per accogliere, sostenere e per continuare a chiedere azioni concrete e impegno per fermare la violenza e trasformare la cultura patriarcale che opprime le donne e le persone LGBTQI+ e impedisce la loro libertà e la loro stessa vita. L’azione concreta richiede la collaborazione di tutti, in particolare delle istituzioni, e proposte, come quelle che la Rete ha lanciato nei mesi scorsi”.