Treviglio, stretta sull’abbandono dei rifiuti: oltre 130 sanzioni dall’inizio del 2025
Controlli mirati, videosorveglianza e segnalazioni dei cittadini alla base del giro di vite contro gli incivili. Il Comune: “Non solo multe, ma anche educazione ambientale e sensibilizzazione”
Treviglio. Non si ferma il giro di vite dell’amministrazione comunale di Treviglio contro i cittadini che abbandonano rifiuti: dall’inizio dell’anno sono stati sanzionati oltre 130 trasgressori.
Il risultato è frutto della collaborazione tra polizia locale, ufficio ambiente e ispettori ambientali di G.Eco. In campo il nucleo composto dagli agenti Amos Moriggi e Matteo Fumagalli, coordinati dal vice commissario Besard Kokomani.
“Grazie ad un lavoro sinergico – annuncia il comandante della polizia locale di Treviglio, Giovanni Vinciguerra – sono già stati individuati e multati più di 130 trasgressori, con sanzioni singole che variano tra i 120 e i 500 euro. Un dato importante, considerando anche che i controlli sono molti di più e alcune verifiche richiedono tempo”.
Controlli, appostamenti, apertura dei sacchi, videosorveglianza fissa, fototrappole e telecamere mobili piazzate anche in aree boschive: il sistema è capillare e in continua rotazione. Fondamentali anche le segnalazioni dei cittadini.
“Siamo molto soddisfatti dei risultati – commenta il sindaco, Juri Imeri -, che evidenziano numeri significativi ed elevati. È un lavoro capillare e minuzioso che manterremo anche per i prossimi mesi. Da una parte vogliamo tutelare i tantissimi cittadini che rispettano la città e l’ambiente, rispettando le regole e le buone prassi della raccolta rifiuti. Dall’altra – sottolinea il primo cittadino – è doveroso sanzionare chi sbaglia, perché in una città che offre servizi importanti di raccolta porta a porta e che ha due centri di raccolta, è veramente irritante pensare che ci sia chi pensa ancora di abbandonare rifiuti”.
Difficile trattare un un’identikit coerente dei trasgressori in quanto i soggetti colpiti dalle sanzioni sono di ogni tipo: anziani che usano i cestini dei parchi come pattumiera, stranieri non in regola con la Tari – per i quali si attiva anche il recupero del tributo – e persone che scaricano sacchi lungo le rogge.
Diverse le situazioni documentate dalle fototrappole che hanno pizzicato persone in auto mentre abbandonavano rifiuti in periferia, oppure in bicicletta mentre lasciavano l’immondizia in un parco pubblico. “Tutti i soggetti sanzionati – fanno sapere dal comando – sono stati individuati e convocati al comando: nella maggior parte dei casi hanno ammesso il comportamento inadeguato, scusandosi e pagando tempestivamente la sanzione”.
Ma l’obiettivo non è solo sanzionare. “Lo spirito era e rimane sempre quello di sensibilizzare i trasgressori, e anche per questo continuiamo a notificare le sanzioni in presenza al Comando affinché si possano anche fornire tutte le informazioni utili facendo di fatto educazione ambientale”, ribadisce il sindaco Imeri.
Sul fronte dell’educazione ambientale è attivo anche l’assessorato alla Sostenibilità, con interventi nelle scuole e attività di informazione rivolte a tutta la cittadinanza. “Oltre a rinnovare l’apprezzamento per l’importante attività repressiva attuata dalla polizia locale – evidenzia l’assessore Michele Bornaghi -, mi preme sottolineare l’attenzione che il Comune di Treviglio sta dedicando alle azioni formative e di sensibilizzazione. È un lavoro di squadra importante – aggiunge -. Con l’ufficio ambiente e la polizia locale abbiamo promosso gli incontri nelle scuole, con l’ufficio tributi e l’ufficio ambiente abbiamo adottato la scelta di passare alla tariffa puntuale. E poi abbiamo confermato due centri di raccolta aperti per molte ore della settimana e abbiamo istituito il Nucleo di Polizia Ambientale. Azioni coordinate che, insieme al contrasto all’abbandono dei rifiuti, hanno garantito un costante incremento della percentuale di raccolta differenziata che è arrivato all’84.25%, un dato altissimo per una città di quasi 32mila abitanti”.
Chiude il comandante Vinciguerra: “Il fenomeno dell’abbandono è inaccettabile. La legge prevede violazioni sia amministrative sia penali e non intendiamo abbassare la guardia come confermano i numeri significativi di questi mesi di attività. Insisteremo con campagne educative per integrare la cultura ambientale fin dall’infanzia e continueremo ad ascoltare i cittadini affinché si sentano parte di un processo di cambiamento. L’educazione ambientale – conclude – non deve essere vista come un’imposizione, ma come un’opportunità di crescita collettiva”.


