Sicurezza, l’appello a Regione Lombardia: “Serve una riforma della polizia locale nei capoluoghi”
Insieme a Brescia, Cremona e Mantova l’amministrazione di Bergamo ha presentato una piattaforma di 5 proposte condivise per migliorare l’attività del corpo
Mantova. Un appello a Regione Lombardia per la sicurezza nella città lombarde. L’amministrazione comunale di Bergamo – insieme a quelle di Brescia, Cremona e Mantova – è in prima linea per affrontare uno dei temi più sentiti nelle vie del capoluogo orobico.
Nella mattina di venerdì 4 luglio nella sede della polizia locale di Mantova si è svolto un vertice tra gli assessori alla Sicurezza delle 4 città per presentare una piattaforma congiunta costituita da 5 proposte operative che verranno sottoposte al tavolo di coordinamento delle polizie locali di Regione Lombardia.
Proposte che nascono dalla necessità di adeguare il quadro normativo e organizzativo che regola l’attività del corpo: gli agenti sono chiamati a svolgere funzioni sempre più complesse in materia di sicurezza urbana, prevenzione del degrado e presidio del territorio. I Comuni promotori chiedono a Regione di assumere un ruolo guida in un percorso condiviso di riforma e potenziamento del sistema delle polizie locali nei capoluoghi lombardi.
“I cinque punti rappresentare proposte che consentirebbero di migliorare la qualità del loro lavoro – dichiara l’assessore alla Sicurezza del Comune di Bergamo Giacomo Angeloni -. Chiediamo a Regione di prendere in considerazione un tema importante: in questo senso vediamo positivamente le interlocuzioni già intraprese”.
L’assessore regionale alla Sicurezza Romano La Russa si è mostrato infatti aperto al dialogo e ora sarà chiamato a prendere in considerazione nei fatti le proposte emerse dal vertice mantovano. “La speranza è di avere delle risposte entro la seconda metà di settembre”, aggiunge Angeloni. Al tavolo erano seduti l’assessore Valter Muchetti del Comune di Brescia, Santo Canale di Cremona e Iacopo Rebecchi di Mantova.
“Regione Lombardia è chiamata a esercitare pienamente il proprio ruolo di coordinamento e indirizzo – concludono gli assessori -. Le proposte presentate si muovono in questa direzione e si fondano su bisogni operativi. Aggiornamenti normativi, strumenti adeguati, accesso alle informazioni, formazione obbligatoria e risorse sono condizioni indispensabili per rafforzare la capacità operativa della polizia locale e rispondere alle richieste di sicurezza dei cittadini”.
I 5 punti
1. Aggiornamento del Regolamento regionale sugli strumenti di autotutela
L’attuale Regolamento n. 5/2019 non rispecchia più la dotazione effettiva in uso alle Polizie Locali (spray, bastoni estensibili, giubbotti protettivi, bodycam). Si chiede a Regione Lombardia d’integrare il regolamento con un elenco aggiornato delle dotazioni autorizzate, le modalità di formazione e abilitazione all’uso, e il necessario allineamento normativo al quadro nazionale. Per Bergamo questo punto è fondamentale, siccome agli agenti del comune capoluogo manca il bastone distanziatore, considerato fondamentale
2. Accesso diretto al sistema SDI per i Comuni capoluogo
L’accesso alla banca dati Sdi (Sistema di Indagine Interforze), fondamentale per i controlli su persone, veicoli e documenti, è attualmente precluso alle Polizie Locali. L’appello alla regione è quello di attivarsi con il Ministero dell’Interno, per avviare una sperimentazione nei Comuni capoluogo che consenta l’accesso diretto, tracciato e gratuito al sistema Sdi da parte di operatori formati e accreditati.
3. Formazione obbligatoria e regolare per operatori della Polizia Locale
La formazione risulta oggi discontinua e non strutturata. La richieste a Regione Lombardia sono quelle di organizzare corsi semestrali per agenti con accesso garantito entro sei mesi dall’assunzione, di attivare corsi annuali per ufficiali con tempi formativi certi e infine quella di avviare corsi biennali per comandanti, finalizzati al consolidamento delle competenze gestionali e strategiche.
4. Aumento stabile delle risorse regionali per la sicurezza locale
I Comuni sostengono direttamente la maggior parte dei costi relativi a dotazioni, mezzi, sistemi di videosorveglianza e tecnologie. Per tale motivo si chiede di incrementare in modo strutturale i fondi destinati alla sicurezza urbana, garantendo un co-finanziamento stabile per dotazioni tecnologiche, mezzi operativi e infrastrutture.
5. Legge regionale sugli Street Tutor
È già stata depositata in Consiglio Regionale una proposta di legge per introdurre la figura dello Street Tutor, sulla base del modello emiliano-romagnolo. Si chiede a Regione Lombardia di accelerare l’iter legislativo e sostenere con appositi finanziamenti i percorsi formativi per questa figura, destinata a svolgere funzioni di prevenzione e mediazione nei contesti urbani più sensibili, in affiancamento alla Polizia Locale.


