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Ucciso da un pioppo: il direttore del Crea patteggia 9 mesi, la direttrice rinviata a giudizio

Entrambi accusati di omicidio colposo per non aver evitato l’evento, dato che l’albero che colpì il motociclista Ferruccio Carminati doveva essere abbattuto perché malato

Bergamo.Nicola Pecchioni, 59 anni, direttore del Centro Crea di Bergamo, ha patteggiato 9 mesi con pena sospesa per l’omicidio colposo di Ferruccio Carminati, il 53enne di Osio Sotto travolto dal pioppo malato di un filare di proprietà dell’ente lungo la via Stezzano. Doveva rispondere del reato in cooperazione con Sabrina Locatelli, 53 anni, responsabile della sede di ricerca di Bergamo, che è stata rinviata a giudizio.

I due imputati, secondo il gup e la procura, sono responsabili di non aver evitato l’evento morte del motociclista, avvenuta il 17 aprile 2024. L’uomo stava tornando a casa in sella alla sua Yamaha quando, intorno alle 16.50, il ramo di un albero malato lo ha colpito in pieno, rompendogli addirittura il casco e uccidendolo sul colpo. Il tronco del pioppo era già danneggiato e in quei giorni il vento soffiava forte, indebolendo ancora di più la grossa pianta. Il crack proprio nell’esatto momento in cui il motociclista è transitato in quel punto.

L’albero era di proprietà, insieme agli altri del filare, del Crea, l’istituto di cerealicoltura e coltura industriale di Bergamo. Per questo motivo davanti al giudice sono finiti il direttore e la responsabile dell’ente, citato come responsabile civile.

Nell’ottobre 2023 i due imputati avevano commissionato una perizia allo studio Gpt di Bergamo e fu l’agronomo Marco Teli, collaboratore a tempo pieno dello studio, a stilare la relazione. Nella quale sottolineava la pericolosità di alcune piante malate, tra i quali il pioppo numero 15, ovvero quello che poi è caduto in strada uccidendo Carminati.

La richiesta del Crea del nulla osta al Comune di Bergamo, necessario per intervenire sulla pianta, è datata 9 febbraio 2024. La risposta da Palazzo Frizzoni che autorizzava le operazioni è arrivata una settimana dopo, il 16 febbraio. Fino a qui, secondo l’accusa, Locatelli e Pecchioni avevano avuto diversi contatti rispetto alla questione, poi più nulla. Nessuna iniziativa. Secondo le difese, per mancanza di fondi da destinare all’intervento di abbattimento.

Due mesi dopo, la tragedia.

incidente Stezzano