Logo

Temi del giorno:

Salme vietate nelle chiese, i politici bergamaschi: “Al lavoro per modificare l’attuale normativa”

Azione bipartisan dei politici bergamaschi per trovare una soluzione e una modifica della normativa regionale che vieta la veglia delle salme nelle chiese. Le dichiarazioni dei consiglieri regionali di Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega, Partito Democratico e il presidente provinciale di Italia Viva Bergamo

Può una tradizione, il vegliare le salme nelle chiese, essere soppiantata da una normativa regionale? La risposta sembra negativa. Sembra. Perché tutti i consiglieri regionali bergamaschi e altri politici si stanno muovendo per superare il divieto. E tutti lo stanno facendo in un’unica direzione: “Siamo al lavoro per trovare una soluzione concreta che modifichi l’attuale normativa.

Il caso del divieto di vegliare le salme nelle chiese era stato sollevato da un cittadino di Oltre il Colle . Un faro che ha illuminato una situazione incresciosa per molti, a partire dai familiari dei defunti, poi dai parroci che subiscono questo divieto previsto dalla normativa regionale.

L’appello sottoscritto da 64 sindaci della provincia di Bergamo, capitanati dalla prima cittadina di Ponteranica Susanna Pini, ha smosso qualcosa.
O meglio qualcuno: i consiglieri bergamaschi regionali Jonathan Lobati di Forza Italia, Pietro Macconi, Alberto Mazzoleni e Michele Schiavi di Fratelli d’Italia; Davide Casati e Jacopo Scandella del Partito Democratico; Giovanni Malanchini e Roberto Anelli  della LegaGianmarco Gabrieli, presidente provinciale di Italia Viva Bergamo.

Sullo sfondo anche la polemica sollevata dalle agenzie di pompe funebri .


Macconi, Mazzoleni e Schiavi di Fratelli d’Italia:“Stiamo lavorando a una proposta concreta”

“Fratelli d’Italia è al lavoro per individuare una modifica alla normativa e al regolamento regionale n. 4 del 2022 che consenta l’esposizione dei defunti nelle chiese, in condizioni igienico-sanitarie adeguate e nel pieno rispetto delle disposizioni di legge. Condividiamo le preoccupazioni espresse da sindaci, parroci e cittadini, in particolare nei piccoli comuni e nei territori montani, dove il legame con le tradizioni è da sempre un elemento di coesione della comunità”. Dichiarano i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia Pietro Macconi, Alberto Mazzoleni e Michele Schiavi.

“Questa vicenda – sottolineano i tre consiglieri – tocca corde delicate per le nostre comunità: non si tratta solo di un problema tecnico, ma di una questione profondamente culturale e sociale”.

Jonathan Lobati, consigliere regionale di Forza Italia aggiunge: “È responsabilità dei legislatori nazionali e regionali, trovare una soluzione coerente che permetta, da un lato di garantire un servizio in quei territori dove il privato non vuole e non ha interesse a investire per non obbligare i parenti dei defunti, in un periodo già di per sé triste e difficile, di doversi fare anche 30 chilometri per trovare un luogo adeguato per i propri cari scomparsi e dall’altro di semplificare il quadro normativo e regolamentare per chi gestisce o vuole investire nelle case del commiato, tutelando di fatto anche quelle realtà economiche che hanno fatto investimenti in questa direzione. Non devo essere visti come due servizi concorrenti, ma complementari, per dare ai Lombardi le stesse opportunità per affrontare il ” culto dei morti”. Ancora tantissimi comuni non hanno la casa del commiato ed è proprio in quelle realtà che vanno trovate soluzioni concrete”.


Malanchini e Anelli della Lega: “La Lega c’è da sempre”

“Sul tema dell’impossibilità di esporre le salme all’interno delle chiese la posizione della Lega è sempre stata chiara: serve una norma che rispetti le esigenze delle comunità e che risolva un problema concreto segnalato da anni da sindaci e parroci, soprattutto nei piccoli comuni e nei territori montani” affermano i consiglieri regionali Giovanni Malanchini e Roberto Anelli della Lega.

“Stiamo cercando una soluzione che sia conforme alle normative nazionali, ma che rappresenti anche una mediazione tra diverse posizioni responsabili. Vogliamo una legge che consenta, in condizioni igienico-sanitarie adeguate, di esporre le salme anche all’interno delle chiese parrocchiali, laddove è richiesto. In questi anni – proseguono Malanchini e Anelli – abbiamo aperto un dialogo con molti sindaci e parroci”.


Casati e Scandella, Pd: “Necessario trovare una soluzione condivisa”

Per Davide Casati e Jacopo Scandella, consiglieri regionali del Partito Democratico: “È necessario trovare una soluzione condivisa per modificare la legge regionale del 2009 e il regolamento del 2022 approvati dal centrodestra lombardo, noi siamo disponibili a lavorare insieme”.

“Il problema è ovviamente generale e coinvolge tutte le nostre comunità ma soprattutto i Comuni delle aree montane dove non sono presenti case del commiato e per usufruirne è necessario percorrere diversi chilometri” proseguono i democratici. “Il tema non è solo di mobilità, ma anche di sensibilità culturale e religiosa, perché diverse persone che non hanno l’abitazione di adeguate dimensioni preferirebbero usufruire di spazi parrocchiali ai quali sono legati”.

I consiglieri proseguono: “Da sempre il Partito Democratico segnala questa criticità, da quando il centrodestra in Lombardia ha approvato la legge regionale n.33/2009 e il regolamento regionale n. 4/2022 e di conseguenza le Ats devono intervenire per la loro applicazione. Siamo disponibili a dialogare con i partiti di maggioranza per trovare delle soluzioni condivise per modificare la normativa vigente coniugando il rispetto delle normative igienico-sanitarie, il rispetto delle sensibilità e delle tradizioni, considerando anche la conformazione dei territori soprattutto quelli più lontani e quindi meno serviti di servizi come le case funerarie”.


Gabrieli, Italia Viva: “Modificare una normativa ormai inadeguata”

“Non si tratta di scontri ideologici o di concorrenza tra strutture. Si tratta di valori. Di diritti . Di comunità che rivendicano, attraverso i loro sindaci, la possibilità di condividere l’ultimo saluto in luoghi che hanno sempre rappresentato un riferimento collettivo: le chiese, le cappelle, gli spazi simbolici del lutto e della memoria – evidenzia Gianmarco Gabrieli, presidente provinciale Italia Viva Bergamo -. Con tutto il rispetto per le esigenze imprenditoriali delle case funerarie – che svolgono un servizio essenziale – riteniamo che il diritto delle persone e delle comunità venga prima del mercato . È giusto discutere, ma è sbagliato ridurre una battaglia di civiltà a un tema di concorrenza economica. Per questo Italia Viva Bergamo sostenendo con convinzione l’appello dei sindaci e chiede alla Regione Lombardia, per il tramite della consigliera regionale Lisa Noja di aprire un confronto serio e costruttivo per modificare una normativa ormai inadeguata, consentendo deroghe regolamentate, fondate su criteri sanitari ma anche su buon senso, equità territoriale e libertà religiosa”.

bara feretro in chiesa (Unsplash)