Contro la velocità del denim: il lino e la moda che rallenta
Il lino, quindi, negli outfit, diventa segno di comfort, maturità e autenticità, un rifiuto elegante dell’effimero e del troppo costruito
Il bisogno di una continua evoluzione, di uno straziante inseguimento di nuovi trend estetici sembra essere sempre stato parte integrante del mondo della moda; un mondo che, a essere sinceri, è davvero confuso. Un abito che appare su una modella in una sfilata è sperimentale, concettuale o teatrale, di solito è creato per sfidare forme, proporzioni e materiali e non è sicuramente come un capo esposto da Zara, che ha sicuramente una funzione più pratica e commerciale: deve essere indossabile, comodo, economico e vendibile.
Nel frastuono costante delle tendenze, la gente comune – che siano studenti, lavoratori o anziani – ha smesso di rincorrere la moda. Osserva, assimila e si adatta, comprando ciò che vede indossare dagli altri, più per conformità che per scelta autentica.
Quest’estate però, come la scorsa e quella prima ancora, porta ancora con sé un capo che non smette mai di piacere e blocca la fretta con cui il settore moda si muove: il pantalone in lino. Prima veniva relegato al periodo estivo per le vacanze: camicie larghe, infradito, copricostumi e cocktail al tramonto. Ma ormai, da un po’ di anni a questa parte, il lino ha fatto un salto enorme: è diventato urbano, sofisticato, quotidiano. Non più solo “da mare”, ma capo chiave di tutti i giorni, da giugno a settembre.
Questo è confermato dalle collezioni SS26 viste a Parigi e Milano, dove maison come Jil Sander, Lemaire e The Row hanno rivisitato il lino in chiave architettonica e minimale: tagli ampi, tessuti pregiati, palette polverose e dettagli sartoriali. Ma non è solo l’alta moda a dettare la rinascita del lino: anche le celebrità più osservate del momento ne hanno fatto un simbolo di stile consapevole. Meghan Markle lo indossa con blouse di seta e occhiali da sole oversize durante i suoi impegni informali a New York, mentre Jennifer Lopez lo declina in versione monocromatica con top strutturati e accessori oro, trasformandolo in un capo sofisticato.
Oltre al fatto che il pantalone di lino, qualunque sia il suo colore (solito essere pastello o neutro), è abbinabile praticamente con tutto, il suo punto di forza, sia per donne sia per uomini, è il suo essere adatto ad ogni tipo di occasione: è elegante e fresco, mai volgare, semplice e con un effetto raffinato e mai forzato.
Quando lo si indossa, ha quel modo inimitabile di far sentire il soggetto subito altrove: in una città bianca affacciata sul mare, in una terrazza silenziosa con un libro aperto, in un ufficio dove non serve gridare per sembrare competenti.
Inoltre, in un’epoca come questa in cui la moda si allinea sempre più a valori green, il lino è uno dei tessuti più ecologici nel panorama del vestiario contemporaneo. La sua coltivazione richiede meno acqua e pesticidi rispetto al cotone, al denim, ed è completamente biodegradabile. I pantaloni in lino diventano una scelta “consapevole” non solo dal punto di vista estetico ma anche etico.
Questa scelta non ha età, altezza o fisico, la forma che un pantalone di lino dà alle gambe sarà sempre più fine e slanciata di un comune jeans sudato (per la fatica di trovarlo), dal momento che per trovare il modello che sta bene su se stessi ci vogliono ore. La gamma va dal luxury (Aritzia, Reformation, Madewell) al retail accessibile (Uniqlo, Mango, H&M, Zara, Massimo Dutti), un capo quindi accessibile per tutti a livello di prezzi.
Il lino, quindi, negli outfit, diventa segno di comfort, maturità e autenticità, un rifiuto elegante dell’effimero e del troppo costruito. La moda 2025 continua perciò a valorizzare un tessuto che parla con discrezione ma lascia il segno e, lo classifica come “must have” dell’estate 2025.


