Logo

Temi del giorno:

Bergamo, nel turismo l’occupazione doppia quella regionale: è in crescita del 13,5%

La Provincia di Bergamo registra performance occupazionali superiori alla media nazionale, con un tasso di occupazione che si attesta al 68,4% (in crescita rispetto al valore degli ultimi anni)

Turismo a Bergamo: a che punto siamo? È questa la domanda che caratterizza il Patto territoriale per le competenze e l’occupazione nella filiera del turismo che vede la Provincia di Bergamo capofila di partenariato che coinvolge 21 enti pubblici e privati, più 11 soggetti di supporto. Il progetto, attivo da ottobre 2024 a marzo 2026 – per inciso dopo l’esperienza di Bergamo Brescia capitale della cultura 2023 e Milano-Cortina 2026 – prevede un’analisi approfondita dei fabbisogni formativi e professionali oltre una raccolta dati che saranno fondamentali per dotare il territorio di nuove competenze.

Occupazione e sistema economico locale

La Provincia di Bergamo registra performance occupazionali superiori alla media nazionale, con un tasso di occupazione che si attesta al 68,4% (in crescita rispetto al valore degli ultimi anni) e un tasso di disoccupazione che nel 2024 è sceso al valore record dell’1,5%. Il settore turistico ha contribuito in modo sostanziale a questi risultati: tra il 2014 e il 2023, il numero di lavoratori dipendenti nel comparto è aumentato del 13,5%, una crescita che supera sia quella registrata a livello regionale (+6,8%) che quella riferita al contesto nazionale (+8,7%).

Restringendo il focus al settore dell’alloggio e della ristorazione, l’occupazione dipendente segna
un sorprendente +18,8%, superando così sia l’aumento regionale (+11,9%) che quello nazionale (+12,2%). La nomina della città di Bergamo a “Capitale Italiana della Cultura 2023” (insieme a Brescia) ha sicuramente rappresentato un volano importante, contribuendo ad intensificare la crescita occupazionale a livello locale.

Mobilità e dinamismo occupazionale

Il settore si caratterizza per un’elevata mobilità, con volumi consistenti di assunzioni e cessazioni. Tuttavia, il saldo tra ingressi e uscite resta positivo in quasi tutti i sottosettori. Si segnala, in particolare, la vitalità del comparto della ristorazione, che nel 2024 ha generato oltre 11.000 nuove assunzioni. Emergono segnali incoraggianti anche dal punto di vista dell’inclusione generazionale e di genere: le fasce d’età giovanili (20-24 anni) rappresentano il segmento più dinamico, mentre cresce il numero di assunzioni femminili nelle fasce senior.

Tessuto imprenditoriale dinamico

Nel 2024, le imprese registrate nella filiera del turismo nella Provincia di Bergamo superano le 11.000 unità, segnando un incremento rispetto al 2018 (+267 imprese),
nonostante il calo verificatosi nel periodo 2021-2022 riconducibile alla pandemia di Covid-19. I dati più recenti rivelano inoltre che oltre la metà delle imprese registrate
a livello provinciale operanti nel settore del turismo appartiene al segmento della ristorazione, con circa 5.800 unità.

presentazione dei dati turismo

Uno sguardo oltre i numeri: i cambiamenti in atto secondo la rassegna ragionata della letteratura di riferimento.

Dalla letteratura emergono alcuni elementi chiave che aiutano a interpretare le trasformazioni in corso nella filiera turistica:
1. Turismo come fenomeno trasversalee generatore di impatti territoriali. Il turismo non è più considerabile come un comparto isolato, ma come un fenomeno complesso che incide su settori trasversali – dalla cultura all’enogastronomia, dall’ambiente ai servizi – generando valore diffuso e coinvolgendo reti di attori pubblici e privati. Questo approccio richiede nuove modalità di governance multilivello e un forte radicamento territoriale.

2. Centralità della sostenibilità e del digitale. Le tendenze emergenti – turismo lento, esperienziale, rurale, culturale – sono accompagnate da una crescente attenzione alla sostenibilità ambientale e all’uso delle tecnologie. La letteratura parla di smart destinations e digitalizzazione dell’esperienza turistica come strumenti per coniugare innovazione e qualità della proposta.

3. Nuove competenze e mismatch formativo. La filiera turistica si conferma ad alta intensità di lavoro umano, ma presenta una crescente domanda di nuove competenze: digitali, relazionali, linguistiche e “green”. La letteratura evidenzia un forte disallineamento tra domanda e offerta di profili professionali. Si rende necessaria un’alleanza stabile tra istituzioni formative, imprese e attori del territorio per costruire percorsi formativi mirati e flessibili.

Prospettive future

Secondo le previsioni del Cedefop, il settore dell’ospitalità in Italia genererà oltre 300.000 nuove opportunità occupazionali entro il 2035. Anche per Bergamo si aprono spazi concreti di crescita, che richiederanno capacità di anticipare i fabbisogni e investire in capitale umano. Il turismo potrà continuare a essere un motore di sviluppo solo se accompagnato da una visione strategica, da politiche inclusive e da un sistema formativo capace di rispondere alle nuove sfide.