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Moschea a Treviglio? Giussani (Lega): “Voci sempre più insistenti”

Nel consiglio comunale di martedì si parla anche di data center, Comitati di Quartiere mai attivati e dimissioni all’hospice cittadino

Una moschea a Treviglio? Al momento si tratta solo di un’indiscrezione. A sollevarla, il capogruppo del Carroccio Francesco Giussani nel corso della seduta consiliare di martedì sera. In risposta a delle osservazioni presentate dalla consigliera di minoranza in quota Pd, Matilde Tura, in merito all’insediamento di un data center in un capannone abbandonato sito in zona Pip, Giussani ha fatto presente che nell’ultimo periodo le voci circa l’apertura di una moschea si sarebbero fatte sempre più insistenti. In quale punto della città, però, ancora non si sa.

“Gira una voce strana – ha detto rivolgendosi alla consigliera Tura –  ossia che a Treviglio si vuole portare avanti il progetto di una moschea. E non è solo una voce – ha aggiunto, mostrando una fotografia -: in un negozio c’è una raccolta fondi”.

Da tempo la comunità islamica, consolidata da circa vent’anni, chiede nuovi spazi per potersi ampliare. Lo spazio di via Veneto, gestito dall’associazione El Badere, ricavato in un’ex officina nei pressi della stazione centrale, non è più sufficiente. La struttura, utilizzata anche per le funzioni religiose, in particolare la preghiera del venerdì, ha infatti registrato spesso e volentieri una presenza superiore alla capienza, causando in passato disagi alla viabilità e al quartiere. Problemi poi attenuati grazie all’organizzazione in turni di accesso.

Al momento, però, nessuna indicazione precisa sulla presunta nuova sede che rimane top secret. La vicenda resta quindi avvolta nel riserbo in attesa di nuovi sviluppi.

Approvato l’accordo per il data center in via della Costa

L’assessore alla Pianificazione e riqualificazione urbana e all’Urbanistica Alessandro Nisoli ha poi illustrato l’accordo per trasformare l’ex Eurogravure, in via della Costa 2, in un data center. “Si tratta di usare un edificio esistente, attualmente vuoto, per realizzare il data center senza ampliamenti. L’area è di 43.268 metri quadrati e la società Savills Investment Management Sgr Spa deve presentare il permesso di costruire entro 180 giorni dalla firma dell’accordo. Abbiamo previsto – aggiunge Nisoli – anche la cancellazione della servitù di uso pubblico sul parcheggio, per cui la società verserà 3,2 milioni di euro in tre rate: metà entro fine settembre, il 40% entro gennaio 2026 e il resto entro sei mesi dal permesso edilizio”.

Generico giugno 2025il capannone dell'Eurogravure

Nisoli ha poi aggiunto: “Sono previsti anche contributi per urbanizzazione e smaltimento rifiuti, per un totale di circa un milione di euro. La società dovrà inoltre fornire una fideiussione bancaria per assicurare i pagamenti. Il progetto – conclude – sarà sottoposto a procedura di Valutazione di Impatto Ambientale ministeriale”.

La minoranza, pur apprezzando il recupero di un capannone abbandonato, ha espresso dubbi sulle deroghe concesse, soprattutto sull’altezza dell’edificio. La consigliera Tura ha chiesto di inserire nell’accordo prescrizioni precise per assicurare che il data center rispetti standard elevati di sostenibilità ambientale. Il consigliere Erik Molteni ha sottolineato l’impatto che strutture così grandi possono avere sul territorio, in particolare per i consumi energetici, e ha chiesto che il consiglio venga aggiornato passo dopo passo sull’iter.

Comitati di Quartiere mai nati: Tura chiede conto all’assessore Tugnoli 

Altro tema caldo della serata è stato quello della mancata attivazione dei Comitati di Quartiere. La consigliera Matilde Tura ha ripercorso i passaggi principali di un percorso iniziato nel 2021 con l’approvazione in aula della mozione della maggioranza, continuato nel 2022 con l’approvazione del nuovo regolamento e interrotto di fatto da allora. Nessun comitato è mai stato eletto, nessun percorso è stato avviato, nonostante le rassicurazioni fornite in passato dall’assessora alla Partecipazione Valentina Tugnoli.

“Erano stati promessi incontri, elezioni entro il 2023, un tour nei quartieri – ha detto Tura -. Ma ad oggi nulla è accaduto. L’assessora non ha risposto puntualmente alle sei domande dell’interrogazione e continuo a ricevere solo dichiarazioni generiche. A questo punto, valuti se non sia il caso di rimettere la delega nelle mani del sindaco”.

Secca la replica di Tugnoli: “Mi sembra di aver ribadito la mia posizione sui comitati. Ho già dato una risposta in una precedente interrogazione, se la vada a rileggere”.

Hospice, dimissioni e allarme: il vicesindaco si chiama fuori

Sul tavolo anche il futuro dell’hospice di Treviglio, dopo le dimissioni del dottor Valente e della dottoressa Angiolillo. L’interpellanza firmata da sei consiglieri di minoranza chiedeva chiarimenti alla vicesindaco Pinuccia Prandina, ma la risposta è stata netta: “La Fondazione Anni Sereni è una fondazione di diritto privato, con autonomia gestionale. Non è di mia competenza rispondere. Ho comunque invitato la presidente del Cda della fondazione al prossimo consiglio comunale del 29 luglio”.

Deluso il consigliere Erik Molteni, primo firmatario dell’interpellanza: “Volevo rassicurare i cittadini su un servizio delicato e molto apprezzato, ma dobbiamo aspettare ancora un mese. Le dimissioni del dottor Valente saranno effettive da domani, quelle della dottoressa Angiolillo dal 5 luglio. Al momento non sappiamo se e come il servizio continuerà. Dopo il mio intervento ho ricevuto decine di messaggi da cittadini preoccupati. Non mi interessano le polemiche, ma dare risposte certe ai trevigliesi”.