Gioia ed entusiasmo alla festa di Fondazione Angelo Custode: “Fiori di speranza”
Le strutture della Fondazione sono state protagoniste dell’ormai consolidata iniziativa di fine anno pastorale alla sede di via Morelli a Bergamo
Bergamo. Alla Fondazione Angelo Custode sono “sbocciati” fiori bellissimi. Non si tratta delle varietà che comunemente colorano e abbelliscono giardini, prati e balconi, ma di originali manufatti, capolavori unici realizzati nel corso delle attività creative proposte all’interno delle strutture che compongono il polo della Fondazione a Bergamo. Sono il frutto della creatività, del cuore dell’impegno degli ospiti, degli educatori e dei collaboratori di RSD Michael, CDD Koinonia, RSD Casa Amoris Laetitia, Casa Don Bepo e Casa Betania: ognuna di queste realtà, con le sue peculiarità, si prende cura di persone che vivono situazioni di grave o gravissima fragilità, animata dall’obiettivo di valorizzarne le potenzialità e di consentire loro la miglior qualità della vita possibile.
A fare da cornice a questa speciale fioritura è stata la festa di fine anno pastorale di Fondazione Angelo Custode, che si è svolta nella sede di via Morelli, 6 a Bergamo.
Giovanni Petraldi e Verdiana De Riso, educatori rispettivamente di CDD Koinonia e di RSD Casa Amoris Laetitia, spiegano: “Il programma della festa ha previsto diverse iniziative a carattere ludico e aggregativo. L’evento si è aperto con i bagni sonori per chiunque volesse provare questa particolare esperienza in grado di favorire il benessere psico-fisico, poi il pomeriggio è proseguito con laboratori organizzati agli stand delle singole strutture, un momento di preghiera e riflessione, ma anche tanta musica”.
“Il tema scelto quest’anno – proseguono Giovanni e Verdiana – è quello dei fiori, simbolo di bellezza autentica, rinascita, crescita e speranza, la virtù al centro del Giubileo 2025. Il titolo di questa iniziativa, ‘Pane Fiori e Marmellata’, oltre al riferimento ai fiori, richiama l’attenzione al pane e alla marmellata, che sono due degli ingredienti protagonisti del buffet della festa, occasione di condivisione e convivialità. Nel segno dell’inclusione, il pane è quello prodotto dai detenuti della cooperativa Dolci sogni liberi mentre la marmellata è stata offerta dalle monache del Monastero della Clarisse di Bergamo, a indicare una vicinanza spirituale con loro”.
Diego Bonicchio, educatore della RSD Michael osserva: “Ognuna delle strutture ha scelto un fiore che ha ispirato la realizzazione dei lavori che sono stati presentati durante la festa attraverso laboratori aperti al pubblico. Più precisamente, RSD Michael ha optato per il fiore di loto, noto per la sua capacità di crescere in terreni fangosi e acque stagnanti. La sua caratteristica distintiva è quella di emergere dal fango per fiorire, quindi è simbolo di purezza e rinascita, ma anche di resistenza e resilienza”.
“Il CDD Koinonia – annota Ana Mendes, operatrice socio sanitaria di questa realtà – ha scelto il giglio di mare, che cresce spontaneamente lungo le coste sabbiose, adattandosi a terreni ben drenati e posizioni riparate, calde e soleggiate. Secondo un’antica leggenda, che ci riporta alla mitologia greca, avrebbe avuto origine da schizzi di latte fuoriusciti dal seno della dea Era, moglie di Zeus, mentre stava allattando Eracle. Questi schizzi caddero sulla terra e generarono i gigli di mare, che si associano a una notevole forza generatrice, ma anche alla resistenza e alla resilienza per la capacità di prosperare in ambienti aridi e sabbiosi”.
Illustrando alcuni fiori costruiti usando i mattoncini Lego, Salvatore De Rosa, educatore di CDD Koinonia continua: “Adoperando le costruzioni, gli adulti che vivono la nostra realtà hanno potuto avvalersi del gioco come strumento di apprendimento e socializzazione. La legoterapia è un approccio terapeutico che utilizza i Lego per favorire lo sviluppo delle abilità sociali e comunicative, in particolare in bambini e più in generale in soggetti con disturbi dello spettro autistico, ma è stata utile anche per le persone di cui ci occupiamo”.
Allo stand di RSD Casa Amoris Laetitia, struttura che accoglie minori in situazioni di grave e gravissima fragilità, invece, campeggiano straordinari girasoli. “Abbiamo puntato su questi fiori – evidenzia Verdiana – perché seguono il percorso del sole, che simbolicamente può rappresentare Dio. Sono simboli della ricerca della luce, di perseveranza e speranza, proprio come i nostri bambini e ragazzi che hanno colto con grandissimo entusiasmo la partecipazione a queste attività. Ognuno, in base a quello che riesce a fare, vi ha preso parte con gioia: è stata una bellissima opportunità per mettersi in gioco ed esprimere la propria creatività. A Casa Amoris Laetitia tutto è possibile: chi la vive, sia come educatore, professionista e collaboratore, ma anche come volontario, mette a disposizione le proprie competenze, ma quello che riceve è di gran lunga superiore in termini umani”.
Casa Betania e Casa Don Bepo, infine, hanno lavorato insieme e scelto la ginestra, come specifica l’educatrice Miriam Nava: “Anche questo fiore è spesso ritenuto emblema di resistenza, resilienza e speranza, specialmente in relazione alla sua capacità di crescere in ambienti difficili e di fronte a condizioni avverse. La poesia ‘La Ginestra’ di Giacomo Leopardi la eleva a simbolo della forza umana di fronte alla natura, esaltandone le caratteristiche”.
Ringraziando tutte le persone che si sono adoperate per la buona riuscita della festa, il presidente di Fondazione Angelo Custode, monsignor Vittorio Nozza, conclude: “Ogni anno questo appuntamento è occasione di sinergia fra le diverse realtà della Fondazione. Ci sono più case, strutture, legate a vicenda: ognuna ha un’anima, una capacità animativa che interroga l’una e l’altra sulle attività in atto. Non è solo un contesto di case che hanno un loro significato ma soprattutto un insieme di vite, attività e operatività, una comunione di competenze che unendosi è capace di promuovere una serie di risultati. È un esempio di singolarità nella pluralità, perché tutte le strutture hanno proprie peculiarità, ma al tempo stesso sono parte di un mondo più ampio e ricco di stimoli”.






