La sicurezza stradale
Già 30 morti quest’anno sulle strade bergamasche
Sanzioni più severe, ma ancora troppa indisciplina: velocità e distrazioni restano killer implacabili
La drammaticità delle cifre è da emergenza permanente. Prendiamo giugno. In uno scontro frontale a Chieti, 4 morti (3 ultraottantenni, l’uomo che guidava e due sorelle più il conducente 27enne della BMW che ha finito la sua corsa 80 metri dopo lo schianto, avvenuto l’8 giugno). In un altro frontale, a Frosinone, altri 4 morti (su un’auto due giovani di 25 e 31 anni e sull’altra due uomini di 65 e 71 anni nella notte sul 22 giugno). Sono i due incidenti più gravi di questo mese in cui l’elenco delle tragedie con morti e feriti ha continuato ad allungarsi in termini che non possono lasciare indifferenti. Le cause si ripetono monotone: per molti incidenti sono richiesti tempi di verifiche e accertamenti più lunghi, ma la velocità ricorre troppo spesso come fattore primario.
Sulle strade della nostra provincia, al 20 giugno abbiamo già avuto purtroppo 30 morti, a fronte dei 44 dell’intero anno passato. Il mese più colpito è stato febbraio con 8 vittime, seguito da giugno con 7 (a perdere la vita sono stati 4 automobilisti, 2 motociclisti e un pedone). Gli insistenti appelli alla prudenza che vengono fatti sembrano interessare sempre gli altri.
Ivanni Carminati, presidente e anima dell’Associazione familiari di vittime della strada è sempre sorretto dalla forza dell’ottimismo e dalla speranza di un soprassalto della ragione per tutti gli utenti, dai pedoni in su.
“Con l’entrata in vigore del nuovo Codice, lo scorso 14 dicembre, le sanzioni sono state inasprite, ma molti comportamenti sono rimasti immutati. Del resto basta osservare la circolazione e chiunque si rende conto che la velocità continua ad essere elevata sia nei centri abitati che fuori, l’inosservanza della segnaletica anche, le distrazioni con il telefonino non si contano. E dire che sono previste multe, con possibilità di ritiro della patente per qualche giorno. Sappiamo che il 98% degli incidenti è da far risalire a errori umani: quindi è qui che occorre intervenire accentuando le misure, di prevenzione e di controllo. Gli organici delle forse dell’ordine sono quelli che sono e non possono arrivare dappertutto, ma i controlli è fuori discussione che vanno accresciuti, anche con l’occhio tecnologico. È un discorso di responsabilità allargata, urgente visto qual è l’andamento”.
Analizzando il mese di giugno sulle strade bergamasche, Ivanni Carminati rileva che “la fascia anagrafica più colpita dagli incidenti mortali è quella dai 46 ai 65 anni, con 14 vittime che sono state 8 in quella dai 19 ai 30 anni. Per la fascia oraria, la più incidentata è stata quella dalle 12 alle 18 con 12 vittime, che sono la metà dalle 6 a mezzogiorno. La statistica aggiunge che il giorno più nero è stato il giovedì, con 7 vittime. Terribile però costatare che in media ogni 3-4 giorni di giugno abbiamo pianto un morto”.
Dal 20 marzo scorso è scattata sul territorio nazionale l’operazione “Mobilità sicura”, alla quale ha aderito e partecipa anche la nostra Provincia e tra i partner in prima linea c’è naturalmente l’ACI, che insiste sui tasti dell’educazione, della prevenzione e del più vasto coinvolgimento possibile: “È un orizzonte di impegno che ci imponiamo di intensificare al massimo – dice il presidente di AC Bergamo, Valerio Bettoni. Vogliamo raggiungere tutte le categorie, perché tutti siamo utenti della strada e la sicurezza è un diritto fondamentale di ciascuno. Lo facciamo già a partire dal supporto dei nostri quasi 29 mila soci AC bergamaschi”.


