Rifiuti industriali nei fondali del lago d’Iseo, primi fondi per la pulizia dopo più di 50 anni
Regione Lombardia ha stanziato 373mila euro: in tutto ne serviranno 3,4 milioni. Le guarnizioni si trovano nella zona Corna a Tavernola Bergamasca
Tavernola Bergamasca. Regione Lombardia ha stanziato i primi 373mila euro per avviare le operazioni di recupero dei rifiuti presenti sul fondo del lago d’Iseo nell’area di Tavernola Bergamasca.
La misura segna un passo concreto per il risanamento del bacino lacustre ed è contenuta nel progetto di legge “Assestamento al Bilancio 2025-2027” approvato venerdì 20 giugno dalla Giunta regionale che dovrà ora passare al vaglio del Consiglio regionale.
In un canalone nei fondali del Sebino, in zona Corna a Tavernola, dal secolo scorso giace un’enorme mole di scarti di guarnizioni industriali, ispezionati nel dicembre 2021 dai carabinieri subacquei di Genova Voltri. I campioni recuperati vennero poi analizzati da Arpa, dai ricercatori del Cnr e di Ispra che ne consigliarono la rimozione per la presenza di metalli pesanti.
Il costo complessivo delle operazioni è stimato in 3,4 milioni di euro, con una durata complessiva dei lavori prevista di circa 2 anni. I primi fondi regionali permetteranno di avviare le operazioni di pulizia.
“Abbiamo a disposizione – spiega l’assessore regionale all’Ambiente e Clima Giorgio Maione – la mappatura precisa dei due cumuli: una prima area di circa 450 metri cubi e una seconda più piccola di circa 22 metri cubi. Siamo pronti a concludere la progettazione dell’intervento per poi dare il via alla gara”.
“Dopo più di cinquant’anni di attesa abbiamo trovato la soluzione – aggiunge Maione – L’obiettivo è completare l’intero progetto di rimozione dei rifiuti, restituire al territorio un ambiente di maggiore qualità per rafforzare la bellezza e la vivibilità di queste zone”.
Soddisfazione è stata espressa anche da Alessio Rinaldi, presidente dell’Autorità di Bacino Lacuale dei laghi Iseo, Endine e Moro: “Ci siamo messi a disposizione del territorio assicurando la propria disponibilità ad operare e dimostrando, non solo di recepire le richieste dei propri Comuni soci, ma anche di porre attenzione alla qualità dell’ambiente che ci circonda”.


