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Chiese vietate ai defunti, la carica dei 64 sindaci per una revisione della normativa: “È una battaglia di valori”
Il santuario della Madonna del Caravaggio a San Pellegrino

Gli amministratori, su proposta della prima cittadina di Ponteranica Susanna Pini, chiedono alla Commissione Sanità una modifica legislativa per permettere di vegliare i propri cari negli spazi pubblici

In poco più di 24 ore sono stati 64 i sindaci bergamaschi che hanno deciso di mettere la loro firma alla lettera di richiesta di modifica della normativa regionale che vieta l’esposizione dei feretri nelle chiese prima dei funerali.

“Tutti raggiunti tramite il passaparola – confida la prima cittadina di Ponteranica Susanna Pini, prima firma e ideatrice della richiesta di audizione inviata alla Commissione Sanità di Regione Lombardia venerdì 20 giugno -. Un’iniziativa apartitica: più di 50 sindaci da tutta la provincia e di ogni posizione politica”.

Una manifestazione di dissenso condivisa con i parroci che in qualche modo testimonia come il tema non sia sentito solamente nei territori montani, ma coinvolga anche l’hinterland di Bergamo e alcune aree dell’Isola bergamasca.

“È una battaglia di valori – sostiene Pini -. Nel momento di una perdita nei nostri paesi ogni piccolo quartiere si stringe alla famiglia in lutto. I residenti anziani faticano a spostarsi: sono a conoscenza di persone morte all’ospedale di Monza che sono rimaste lì fino ai funerali”.

I sindaci firmatari della lettera sostengono che il quadro normativo attuale non solo “limita le scelte delle famiglie, spesso costrette a ricorrere a strutture lontane e costose, ma rischia anche di svuotare di significato il momento del commiato, che per molte persone è anche un fatto collettivo e spesso legato all’esercizio del culto”.

I primi cittadini chiedono una revisione della legge in vigore per introdurre la possibilità di utilizzare spazi pubblici e locali comunali per la veglia dei defunti a condizione che siano rispettati requisiti minimi di sicurezza igienico-sanitaria. Tra i firmatari della lettera si contano praticamente tutti i sindaci delle valli Seriana, Brembana e Imagna, ma anche amministratori dell’hinterland e dell’Isola.

“L’appello dei sindaci porta all’attenzione dell’istituzione regionale un tema importante e delicato – risponde il consigliere regionale Davide Casati, componente della III Commissione Sanità -. Un argomento che coinvolge sia il piano dei regolamenti, che quello della sensibilità, anche religiosa, delle nostre comunità”.

Nella lista dei sottoscrittori della richiesta di revisione figura anche la Comunità Montana Valle Brembana, alla cui assemblea è arrivata – nella seduta di venerdì 20 giugno – una proposta di ordine del giorno urgente del Comune di San Pellegrino Terme che sollecitava l’ente di farsi interprete della volontà della cittadinanza sul tema.

bara funerali morti generica (Unsplash)

Nella proposta il vicesindaco di San Pellegrino e componente dell’assemblea, Vittorio Milesi, ha parlato di un “susseguirsi di vicende incresciose e situazioni grottesche” e ha sottolineato come le case funerarie, per ragioni legati agli elevati costi di realizzazione, “non possono essere ragionevolmente pensate come possibili per Comuni di piccole dimensioni”.

La discussione in assemblea non è avvenuta, in quanto la proposta non era all’ordine del giorno ed è stata consegnata solamente a poche ore dalla seduta. Il presidente della Comunità Montana, Valeriano Bianchi, si impegnerà tuttavia per chiedere a tutti i Comuni la sottoscrizione del testo presentato dall’amministrazione di San Pellegrino.

“Serve provare a dare risposte efficaci e condivise con le altre forze politiche – ribadisce Casati -, a partire da un momento di confronto che crediamo debba essere portato avanti in sede di Commissione per valutare i margini utili a una eventuale modifica dei regolamenti in questione”.

La volontà degli amministratori è stata ribadita anche da Walter Semperboni, sindaco di Valbondione in Alta Val Seriana, che ha a sua volta scritto una lettera al presidente di Ats Bergamo Massimo Giupponi per esprimere il suo dissenso rispetto all’attuale normativa. “Le chiese sono da secoli il cuore pulsante delle nostre comunità – scrive Semperboni -. Privare i cittadini della possibilità di vegliare i propri defunti in chiesa significa infliggere un’ulteriore sofferenza a chi sta già affrontando il dolore della perdita”.

I firmatari della lettera scritta da Susanna Pini, sindaca di Ponteranica

Susanna Pini, sindaca di Ponteranica; Natalina Valoti, sindaca di Pradalunga; Simone Biffi, sindaco di Solza; Stefano Micheli, sindaco di Sedrina; Enrica Bonzi, sindaca di San Giovanni Bianco; Sara Peruzzini, sindaca di Lallio; Enzo Milesi, sindaco di Valnegra; Gianluigi Ubiali, sindaco di Mozzo; Carlo Previtali, sindaco di Bonate Sotto; Giuseppe Togni, sindaco di Cavernago; Veniero Arrigoni, sindaco di Valbrembo; Massimo Morstabilini, sindaco di Clusone; Gianmaria Brignoli, sindaco di Paladina; Ambrogio Quarteroni, sindaco di Ornica; Ferruccio Ghilardi, sindaco di Oltre il Colle; Stefania Siviero, sindaca di Mezzoldo; Mauro Egman, sindaco di Averara; Aldo Ruffini, sindaco di Carona; Fabio Bonzi, sindaco di Dossena; Fausto Dolci, sindaco di Costa Serina; Alessandro Balestra, sindaco di Moio de’ Calvi; Remo Calegari, sindaco di Lenna; Ilaria Rovelli, sindaca di Roncobello; Ersilio Gotti, sindaco di Ubiale Clanezzo; Valeriano Bianchi, sindaco Piazzatorre; Antonio Regazzoni, sindaco di Valtorta; Fabio Bordogna, sindaco di Cassiglio; Giuliano Ghisalberti, sindaco di Zogno; Manuel Rossi, sindaco di Santa Brigida; Giacomo Gentili, sindaco di Bracca; Gianluca Arnoldi, sindaco di Taleggio; Eli Pedretti, sindaca di Foppolo; Carmelo Goglio, sindaco di Olmo al Brembo; Fausto Galizzi, sindaco di San Pellegrino Terme; Luigi Marconi, sindaco di Algua; Luca Vistalli, sindaco di Cornalba; Andra Locatelli, sindaco di Camerata Cornello; Laura Arizzi, sindaca di Piazzolo; Leone Gervasoni, sindaco di Piazza Brembana; Luca Locatelli, sindaco di Vedeseta;  Alessandro Frigeni, sindaco di Almenno San Bartolomeo; Christian Bertocchi, sindaco di Peia; Valentina Ceruti, sindaca di Villa d’Almè; Marcello Carminati, sindaco di Val Brembilla; Angelo Rossi, sindaco di Branzi; Ivan Rossoni, sindaco di Comun Nuovo;
Gianfranco Ravasio, sindaco di Nembro; Giulio Scandella, sindaco di Fino del Monte; Stefano Mazzoleni, sindaco di Ponte Nossa; Daniele Esposito, sindaco di Albino; Stefano Vivi, sindaco di Sorisole; Gian Lorenzo Spinelli, sindaco di Colzate; Luca Pendezza, sindaco di Villa d’Ogna; Francesco Zanotti, sindaco di Piario; Gianfranco Lazzarini, sindaco di Valleve; Andrea Paleni, sindaco di Cusio; Mattia Carrara, sindaco di Aviatico; Giuliano Covelli, sindaco di Songavazzo; Ettore Schiavi, sindaco di Onore; Sergio Spampatti, sindaco di Cazzano Sant’Andrea; Marco Gallizioli, sindaco di Leffe; Sergio Parma, sindaco di Ranica; Camillo Bertocchi sindaco di Alzano Lombardo; Pasquale Gandolfi, sindaco di Treviolo; la Comunità Montana Valle Brembana e il responsabile dei Comuni della Valle Serina.