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A dieci anni dalla legge nazionale sull’agricoltura sociale
JGD-Unsplash

Bolis (Confai Bergamo e Lombardia): “Aziende vocate alla promozione del benessere economico e sociale dei territori in cui operano”

“La nostra organizzazione nutre un profondo rispetto per le aziende che aderiscono alle distinte proposte dell’agricoltura sociale, in quanto strutture vocate alla promozione del benessere economico e sociale dei territori in cui operano”: Leonardo Bolis, presidente di Confai Bergamo e Confai Lombardia, aderenti a CAI Agromec, ha cosí commentato l’evoluzione di questo comparto in occasione del compimento dei dieci anni dall’approvazione delle legge 141 del 2015 concernente disposizioni in materia di agricoltura sociale.
La legge nazionale, lo ricordiamo, definisce l’agricoltura sociale come un insieme di iniziative poste in essere da imprenditori agricoli e cooperative sociali, che integrano attività produttive del settore agroalimentare con pratiche di inserimento socio-lavorativo, attività educative, socio-sanitarie e ricreative, i cui destinatari siano principalmente soggetti svantaggiati o a rischio di marginalizzazione.
Tra le regioni particolarmente attente allo sviluppo dell’agricoltura sociale rientra la Lombardia, che con la legge regionale n.35 del 2017 ha posto l’accento in particolare sullo sviluppo di percorsi riabilitativi e il reinserimento di persone svantaggiate nel quadro di contesti lavorativi caratterizzati da sostenibilità ambientale e una marcata responsabilità etica.
Durante questi anni di operatività delle norme che regolano il comparto – ricorda il segretario provinciale di Confai Bergamo, Enzo Cattaneo -in provincia di Bergamo si è registrato un aumento costante del numero degli addetti, riuniti in oltre un centinaio di unità operative, facenti riferimento sia a cooperative che a singole aziende. Ciò ha permesso di delineare un percorso di crescita che ha potuto trovare un supporto anche in alcune politiche di sviluppo rurale previste nel quadro della Pac”.