Schianto in Brebemi, muore a 50 anni papà di tre figli: “Betim, lavoratore infaticabile”
Tampona un tir con il furgone e lotta per ore al Niguarda, poi il cuore si ferma. Originario dell’Albania, era molto conosciuto a Cologno al Serio: “Una grande perdita per la nostra comunità”
Cologno al Serio. Ha lottato per alcune ore all’ospedale Niguarda di Milano, ma alla fine il suo cuore si è fermato. Betim Bilangu, operaio edile di 50 anni, non ce l’ha fatta: qualche ora dopo lo schianto ha smesso di combattere. Troppo gravi le ferite riportate nell’incidente avvenuto martedì mattina lungo l’autostrada A35 Brebemi, nel tratto tra Albignano e Trecella.
Il suo furgone ha tamponato un tir che stava uscendo da una piazzola di sosta: un impatto violentissimo, con l’uomo trovato in arresto cardiaco e rianimato sul posto prima del trasporto d’urgenza in elisoccorso.
Al Niguarda alcuni conoscenti molto vicini alla famiglia (che non ha voluto rilasciare dichiarazioni) affermano che Bilangu sarebbe rimasto cosciente per due o tre ore, fino a che le sue condizioni sarebbero poi rapidamente peggiorate.
L’uomo, originario dell’Albania, era molto conosciuto a Cologno al Serio, dove aveva vissuto per parecchi anni assieme a Aida, sua moglie. Dapprima in via Tasso e, attualmente, in una villetta, da lui stesso ristrutturata, lontana solo poche decine di metri in linea d’aria dalla precedente abitazione.
“Lo abbiamo visto pochi giorni fa – raccontano alcuni ex vicini con cui aveva mantenuto i rapporti – era fermo con il suo camioncino. Sempre gentile, sempre disponibile. Una grande perdita per la nostra comunità”. Il 50enne, padre di tre figli (due femmine e un maschio), si era perfettamente integrato nella comunità colognese, ancora sotto shock per la notizia della sua prematura scomparsa.
la precedente abitazione della famiglia Bilangu
Inarrestabile, infaticabile e sempre con il sorriso stampato sul volto. Dai racconti che rimbombavano nella tromba delle scale di uno dei palazzi di via Tasso 3 a emergere era soprattuto la bontà di Betim Bilangu. “Una grande persona”, lo ha definito qualcuno.
Era arrivato in Italia quando aveva appena 18 anni e da allora aveva sempre lavorato, soprattutto in ambito edile, spesso a Milano. Bilangu viveva per la famiglia. “Era una brava persona, e questa – raccontano ancora i residenti di via Tasso – è una grande perdita. Sempre pronta ad aiutare”.


