L'incontro
|Prendersi cura: uno sguardo plurale per porre al centro la persona
In occasione della trasformazione in Ente Filantropico, Fondazione Banca Popolare di Bergamo promuove un ciclo di tre incontri, in collaborazione con Intesa Sanpaolo. Protagonisti del primo appuntamento le voci del mondo dell’imprenditoria, della medicina e della solidarietà bergamasche
Cura come responsabilità di molti. Cura come banco di prova della tenuta delle relazioni della comunità. Cura come cartina di tornasole della consapevolezza della nostra interdipendenza. È stato dedicato al ‘Prendersi cura. Nuovi bisogni, nuove risposte’ l’incontro di mercoledì 18 giugno, primo della rassegna dal titolo ‘Comunità in dialogo. Dati, esperienze, visioni’, promossa, in collaborazione con Intesa Sanpaolo, da Fondazione Banca Popolare di Bergamo, in occasione della recente trasformazione in Ente Filantropico.
Una tavola rotonda ha visto alternarsi gli interventi di don Roberto Trussardi, direttore Caritas Bergamasca; Giovanna Ricuperati, presidente Confindustria Bergamo e Francesco Locati, direttore generale ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo.
“Un Ente Filantropico non deve solo elargire il dono, ma anche promuovere la cultura del dono nella comunità di riferimento”, ha esordito Armando Santus, presidente di Fondazione Banca Popolare di Bergamo. “Con questa rassegna vogliamo dialogare su temi che vanno dalla centralità della persona alla costruzione del futuro, fino al senso più profondo della finanza, con uno sguardo specifico su Bergamo”. Persona da riconoscere come “motore di sviluppo e crescita del territorio”, ha commentato Daniele Pastore, direttore regionale Lombardia Nord di Intesa Sanpaolo e consigliere di Fondazione Banca Popolare di Bergamo
Tra il pubblico, anche la sindaca di Bergamo Elena Carnevali, che ha evidenziato il carattere generativo dell’azione di Fondazione Banca Popolare di Bergamo, che ha assicurato “sostegno alle istituzioni culturali, come alla formazione e all’orientamento. Inoltre, ha fatto in modo che le nuove generazioni potessero riconoscere nella nostra città luoghi di appartenenza, luoghi per crescere bene. Enti come la Fondazione aiutano anche la nostra Amministrazione a governare meglio e a sostenere il bene comune”.
Non solo dalla crescita, ma anche da ricchezza, istruzione, mercato del lavoro ed intervento pubblico dipendono le disuguaglianze contemporanee dell’area UE, evidenziate nell’intervento introduttivo di Giovanni Foresti, Head of Regional Research Intesa Sanpaolo. Disuguaglianze che – tradotte in numeri che riguardano la nostra provincia – misurano il coinvolgimento dei giovani nel tessuto economico-sociale, ad esempio. In Italia è in riduzione il numero dei NEET (coloro che non studiano e non cercano lavoro) tra i 15 e i 29 anni; nonostante questa notizia positiva, la percentuale italiana resta alta rispetto ad altri Paesi europei (15,2% nel 2024 contro l’11% della media UE dei 27 e l’11,3% dei NEET a Bergamo nel 2023). Nel decennio 2014-2023, l’Italia ha perso circa 97mila giovani laureati italiani di età compresa tra i 25 e i 34 anni ed anche in provincia di Bergamo il saldo migratorio con l’estero è negativo (Istat, Rapporto annuale 2025).
Un presente non roseo anche per la condizione delle donne nel mondo del lavoro: In Italia il tasso di occupazione femminile è in crescita (per donne di età compresa tra i 25 e i 64 anni) con il 60,1%, ma siamo ancora all’ultimo posto nell’Unione europea (72,8% della media UE dei 27). Nel 2024, in provincia di Bergamo, il tasso di occupazione delle donne tra i 20 e i 64 anni è stato pari al 64,8%, una percentuale superiore alla media italiana (57,4%), ma inferiore all’UE dei 27 (70,8%).
Trasformazione sembra essere il leit-motiv degli interventi dei relatori dell’incontro. Trasformate sono le povertà a cui cerca quotidianamente di dare delle risposte la Caritas bergamasca. “Se una comunità pone al centro la dignità e le relazioni tra le persone, allora prova a partire dagli ultimi e a reinserirli, non solo dando loro un pacco di alimenti, ma costruendo un tessuto solidale, facendo in modo di far sentire apprezzate anche quelle persone i cui sbagli non si vogliono nascondere”, sono le parole di don Roberto Trussardi, direttore Caritas Bergamasca.
Trasformato è il mondo dell’impresa, ma è soprattutto lo sguardo su di essa oggi, ha evidenziato nel suo intervento Giovanna Ricuperati, presidente Confindustria Bergamo: “La crescita della produttività non è una questione che riguarda le imprese, ma tutti. Renderle produttive vuol dire costruire un ecosistema favorevole, creare le condizioni perché possano fare bene, come, ad esempio, infrastrutture, una Pubblica Amministrazione che non diventa un peso, semplificazioni, politiche che supportino investimenti. È una questione delle istituzioni, è una questione europea, è una dimensione politica”.
E naturalmente anche la medicina, con le sfide dell’invecchiamento della popolazione e delle malattie croniche, delle disuguaglianze sanitarie e dei costi in crescita, è chiamata a giocare una nuova partita: “Grazie al PNRR, che ha significato 15,6 miliardi di euro per la salute, ci stiamo misurando per realizzare vere reti di prossimità, portando servizi più vicini alle persone, partendo da una lettura del territorio che possa conciliare un ospedale di alta specializzazione come il nostro e la reale presa in carico dei pazienti”, così Francesco Locati, direttore generale ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Soprattutto, la sfida più urgente resta quella dell’equità, perché “a tutti siano garantire le migliori cure, a costi accessibili, tenendo conto anche delle barriere culturali e linguistiche dei pazienti”.
I prossimi incontri della rassegna, sempre in Sala Funi, sede Intesa Sanpaolo e Fondazione Banca Popolare di Bergamo (viale Roma 2, Bergamo) si terranno giovedì 18 settembre e giovedì 23 ottobre, entrambi alle ore 18. L’ingresso è libero e gratuito, previa registrazione online su eventbrite raggiungibile anche dal sito fondazionebpb.it/eventi.


