Dopo l’articolo pubblicato da Bergamonews intervengono Roberto Anelli, vicepresidente commissione sanità, e Davide Casati, componente commissione sanità in Regione Lombardia
Bergamo. Il culto dei morti, stravolto da un regolamento regionale, sta mettendo a dura prova molti Comuni di montagna nella provincia di Bergamo. Dopo l’articolo pubblicato da Bergamonews intervengono Roberto Anelli, vicepresidente commissione sanità, e Davide Casati, componente commissione sanità in Regione Lombardia.
“A seguito di diverse segnalazioni raccolte in merito all’impossibilità di ospitare salme e feretri all’interno delle chiese, abbiamo avviato alcuni approfondimenti tecnici e legali sul tema, avviando anche una interlocuzione con la DG Welfare – affermano Roberto Anelli, vicepresidente commissione sanità, e Davide Casati, componente commissione sanità -. L’obiettivo è valutare eventuali modifiche della legge regionale (n. 33/2009) e del regolamento regionale (n. 4/2022) che, al momento, non contemplano le chiese tra i luoghi indicati per l’osservazione delle ‘salme a feretro aperto e dei cadaveri a feretro chiuso’. L’auspicio è che accanto ad un chiarimento interpretativo della normativa vigente, si possa affiancare la valutazione delle possibili modifiche da apportare alle normative regionali per agevolare i cittadini in un momento difficile e delicato come la morte di un congiunto e la sua veglia, anche e soprattutto in luoghi dove le strutture ritenute idonee dalla leggi regionali si trovano a diversi chilometri di distanza”.