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Il bambino di Maurizio Cattelan e l’Europa

Per l’Europa ci servirebbe un Garibaldi, non cruento ma ispiratore di sogni e spero che il bambino di Cattelan gli stia suggerendo alcune riflessioni

Non ho tutti gli strumenti per una valutazione artistica dell’opera di Maurizio Cattelan, a Bergamo con “Seasons” mostra diffusa in questi giorni del primo caldo estivo. Una cosa però è certa: la capacità dell’artista di provocare e di suscitare nella nostra memoria personale e sociale una reazione forte, fortissima.

Mi riferisco in particolare a quel bambino in camicia rossa a cavalcioni su Garibaldi alla Rotonda dei Mille . Anche perché da bambino ho abitato nella casa Sesti rossa di fronte al monumento e tutte le mattine, andando a scuola vedevo l’eroe dei due mondi e, penso oggi, mi sarebbe veramente piaciuto salirgli in groppa.

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Gli eroi sono uomini e donne normali, ma che la Storia ha messo nelle condizioni di suscitare sufficienti emozioni per indirizzare il corso delle cose verso un traguardo. Per Garibaldi di diventare simbolo dell’unità di Italia.

Per l’Europa ci servirebbe un Garibaldi, non cruento ma ispiratore di sogni e spero che il bambino di Cattelan gli stia suggerendo alcune riflessioni.

La prima riguarda la Russia. Siamo tutti stanchi della guerra ma non possiamo non ricordare che da quando Putin è al potere la Russia ha condotto una guerra in Cecenia (1999-2009) , in Georgia (2008), in Siria (non dimentichiamo il bombardamento di Aleppo nel 2012) e in Ucraina nel 2014 e nel 2022 fino ad oggi. Non dimentichiamoci che è, quello dell’Ucraina l’unico tentativo dalla Seconda guerra mondiale di cambiare i confini dei paesi europei con la forza. Non dimentichiamo che in Russia ci sono 1600 prigionieri politici. Non dimentichiamo che l’Ucraina è una democrazia piena di problemi, ma la Russia è un regime totalitario che si identifica in uno stato permanente di guerra. Non cediamo alla propaganda filo-putiniana e sediamoci al tavolo con le idee chiare di dove sta la ragione e poi trattiamo.

La seconda riguarda il Medio Oriente, Israele, Gaza, Iran. Anche gli amici di Israele sono attoniti per la strage di Gaza dopo quella di Hamas in Israele del 7 ottobre 2023. La ferma opposizione ad una reazione sproporzionata nei confronti dei palestinesi è stata messa in stand-by dall’attacco di Israele al regime totalitario dell’Iran, ai loro pericolosissimi armamenti nucleari. In Europa la confusione è grande tra un pericoloso scivolo antisemita che la giusta reazione ai fatti di Gaza sta prendendo, la messa in discussione di interessi economici giganteschi legati agli scambi di petrolio e gas, la salvaguardia dei valori di rispetto della vita degli uomini che gli occidentali non possono dimenticare.

Gli occidentali o gli europei? L’Europa deve avere la forza di esprimere le sue posizioni sviluppando un soft power autonomo rispetto agli Stati Uniti. Le questioni che abbiamo ricordato non riguardano un “deal”, ma qualcosa di più profondo che tocca il concetto di libertà “sociale” che è anche nella nostra Costituzione Italiana. Cioè una libertà che finisce dove inizia quella degli altri, concetto che l’America di Trump, Israele di Netanyahu e, soprattutto, la Russia di Putin non conoscono.

Ecco, dunque, dove l’Europa può avere una voce, forte e gentile. Esattamente quello che mio padre salutando Garibaldi uscendo di casa, diceva a me bambino, simile a quello che è oggi sulle spalle del monumento: “Guarda come è forte e gentile, l’eroe dei due mondi si toglie il cappello per salutarci”. Vogliamo un Garibaldi per la nostra Europa.


Andrea Moltrasio

* Andrea Moltrasio, Industriale, già presidente di Confindustria Bergamo e del Consiglio di Sorveglianza di Ubi Banca