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In corso incontri tra Teb e il Mit per reperire i fondi mancanti. Lunedì mattina il sopralluogo della Commissione Territorio di Regione Lombardia: prende forma il deposito di Petosino

Ranica. Il traguardo è sempre più vicino. Manca un anno a giugno 2026, quando la costruzione della nuova linea Teb T2 Bergamo – Villa d’Almè dovrebbe essere terminata. Un’operazione, iniziata con la progettazione nel 2022, che sta vedendo nascere nuovi sottopassi, sovrappassi e ponti sulla linea di 11,5 chilometri e mezzo, con 17 fermate e 5 Comuni attraversati (Bergamo, Ponteranica, Sorisole, Almè e Villa d’Almè).

Nella mattinata di lunedì 16 giugno c’è stato un confronto nella sede della Teb, con successivo sopralluogo in alcuni cantieri, tra la Commissione Territorio di Regione Lombardia e i vertici dell’azienda dei trasporti con l’obiettivo di fare un punto della situazione dei lavori, al momento al 50% del completamento.

Sulle tempistiche dei cantieri si è espresso Gianni Scarfone, amministratore delegato di Teb. “I lavori stanno procedendo come da cronoprogramma – annuncia – e sono già stati avviati i primi interventi relativi all’armamento tramviario e degli impianti di linea. Siamo in linea con la programmazione dei lavori ed operiamo perché il completamento dell’opera avvenga nei tempi previsti di giugno 2026”.

Sono 225 i milioni previsti per la realizzazione dell’opera. Per ora sono 205 i milioni reperiti, come ribadito più volte da Scarfone. Per quanto riguarda i restanti 20 sono in corso incontri con le strutture tecniche e il Ministero dei Trasporti per mettere a punto il tipo di soluzione. “Speriamo di avere conferma di ciò quanto prima, si spera entro la fine dell’anno – commenta Scarfone -. In questi 20 milioni sono comprese opere piccole ma rilevanti, oltre a un aumento dei costi relativi allo spostamento dei sottoservizi”.

Previsto anche un costo aggiuntivo di circa 4,5 milioni all’anno per il mantenimento dei costi di gestione del servizio (trasporto, gestione delle infrastrutture e aumento energia elettrica), comunque inferiori rispetto ai 5,2 milioni utilizzati per la T1.

Focus poi sulle difficoltà per la recluta dei conducenti dei tram e la loro formazione. “È un problema – sostiene l’ad di Teb – perchè i nuovi componenti del personale vanno formati: devono essere in possesso della patente di guida degli autobus e devono conseguire un’abilitazione certificata tramite un esame. I tempi stringono: speriamo di riuscire a trovare un sufficiente numero di operatori, serviranno tra i 20 e i 30 dipendenti”.

Il percorso della nuova T2 condivide il tracciato e le tre fermate esistenti (Bergamo FS, Borgo Palazzo e San Fermo) della linea T1, mentre dalla nuova fermata Bronzetti, d’interscambio tra le due linee tramviarie, la T2 prosegue lungo il tracciato della vecchia ferrovia della Valle Brembana, dismessa nel 1966.

Tutto il tracciato è a doppio binario con l’esclusione del breve tratto della galleria Ramera a Ponteranica, che è oggetto di uno specifico intervento di riqualificazione strutturale. Si stima che, una volta a regime, la linea comporterà una riduzione di 26 milioni di chilometri annui percorsi dai veicoli privati che corrispondono a un taglio del 10% del traffico.

Lungo la linea è in fase di costruzione il nuovo deposito, situato in prossimità della fermata Petosino, che servirà per il ricovero, la pulizia e la manutenzione dei tram. Il progetto è già in fase avanzata di realizzazione. “Sarà utilizzato per il pre-esercizio dei veicoli tramviari – spiega l’ingegnere Giuliano Lorenzi, responsabile Area Sviluppo T2 -. A febbraio verrà consegnato il primo tram da Skoda che verrà utilizzato per il primo test”.

Gli interventi

“La nuova tramvia saprà valorizzare le relazioni e le attività locali: non solo nel suo servizio quotidiano, ma anche nel modo in cui le aree saranno attraversate – sottolinea il presidente di Teb Filippo Simonetti -.Le linee T1 e T2 propongono un approccio differente all’interno di una mobilità condivisa, capace di offrire una pluralità di soluzioni”.

Jonathan Lobati, presidente della Commissione Territorio di Regione Lombardia ha definito la nuova infrastruttura un progetto strategico per la mobilità della città di Bergamo, della Val Brembana e della Valle Imagna. Dobbiamo affrontare le sfide della mobilità senza paletti ideologici, ma percorrendo soluzioni concrete ed efficaci immaginando un nuovo sistema di mobilità, senza dubbio più sostenibile che, però, garantisca alle nostre imprese di continuare a essere competitive e ai cittadini di muoversi liberamente in città e nella regione”.

“Si tratta di un investimento moderno – sostengono Jacopo Scandella e Davide Casati, consiglieri regionali Pd – necessario a ridurre il traffico su gomma, a trasformare la nostra provincia in chiave green e sostenibile. Un progetto che sembrava un sogno e oggi invece è realtà, grazie ai finanziamenti europei che, insieme a quelli statali e regionali, hanno sostenuto la lungimiranza delle istituzioni locali bergamasche”.

Per la Commissione Territorio erano presenti anche Alberto Mazzoleni (Fratelli d’Italia), Simone Negri (PD), Luigi Ponti (PD), Ivan Rota (Forza Italia) e Michele Schiavi (Fratelli d’Italia).