Logo

Temi del giorno:

Inaugurata la Casa minori e famiglia Marina Lerma: “L’angelo custode è diventato grande”

L’edificio, situato in via Morelli, nel quartiere cittadino della Malpensata, permette di contare su nuovi spazi dedicati ai bambini in situazioni di disabilità complessa e fragilità, anche nel percorso di fine vita

Bergamo. “Oggi l’angelo custode è diventato grande. Non è una grandezza che si impone e questa è la forza dell’angelo: la sua forza risiede nell’amore, nella condivisione e nell’attenzione per l’altro”. Così il vescovo di Bergamo, monsignor Francesco Beschi, ha dato il benvenuto alla Casa minori e famiglia “Marina Lerma”, nuova realtà di Fondazione Angelo Custode, che è stata inaugurata nella mattinata di sabato 14 giugno.

L’edificio, situato in via Morelli, nel quartiere cittadino della Malpensata, permette di contare su nuovi spazi dedicati ai bambini in situazioni di disabilità complessa e fragilità, anche nel percorso di fine vita. Quello che era un vecchio e fatiscente edificio industriale è diventato un luogo in cui verrà ampliata e articolata l’esperienza di “Casa Amoris Laetitia”, nata nel 2018.

Ringraziando tutti coloro che hanno contribuito a “rendere grande l’angelo”, il vescovo Beschi, che ha fortemente voluto e attentamente accompagnato questo progetto, ha espresso il massimo entusiasmo per l’inaugurazione della Casa: “Nel corso della cerimonia ho cominciato a sperare che tra i presenti vi fosse un cardiologo perché, provando grande gioia, il mio cuore ha cominciato a battere molto forte e avevo paura che scoppiasse”.

Illustrando il grande valore che questa realtà ha per la comunità, ha spiegato: “Non so se gli angeli crescano o invecchino, ma oggi l’angelo custode è diventato grande. Non è una grandezza che si impone e questa è la forza dell’angelo: la sua forza risiede nell’amore, nella condivisione e nell’attenzione per l’altro. Una parola descrive molto bene questo progetto: Magnificat, titolo di un celebre cantico di lode levato a Dio dalla Madonna. Questo termine latino significa ‘magnifica’, una meraviglia che suscita stupore, qualcosa di grande che riempie il cuore. Amare vuol dire conoscere il bisogno dell’altro, che può essere un bisogno profondo, anche doloroso e grande. Significa essere pronti a donare un sorriso e ad avere le mani tese per sostenere, aiutare e supportare. L’importanza dell’attenzione e della cura verso l’altro trova espressione nella storia dell’angelo custode con un’ala sola (metafora potente spesso associata al libro “Angeli con un’ala soltanto” di don Tonino Bello, ndr), a indicare che per volare bisogna abbracciarsi e collaborare. Questa realtà non eroga solamente dei servizi ma è una storia di comunità e la forza dell’angelo custode è la forza della comunità: continuerà a crescere nella misura in cui la comunità lo alimenterà. Dall’intelligenza comunitaria, infatti, nasce la cura della comunitarietà, ossia l’attenzione e l’impegno nel coltivare e mantenere un forte senso di comunità, che crea quell’atmosfera che respiriamo, non come l’aria ma in termini di sensibilità dei rapporti con gli altri. Come ha affermato in diverse occasioni Papa Leone, la nostra vita è fatta di incontri, durante i quali emerge ciò che siamo”.

Facendo riferimento alla parabola del buon samaritano, che “si ferma perché è un uomo davanti a un altro uomo che ha bisogno di aiuto”, ha messo in evidenza anche l’importanza delle crepe, le debolezze, che “lasciano entrare la luce di Dio”, aggiungendo che “quando ci troviamo davanti a una situazione di fragilità possiamo decidere cosa fare, se prenderci cura dell’altro oppure no. In tal senso, questa Casa costituisce un segno che esprime la volontà di custodire e coltivare umanità: di fronte allo sgomento del mondo, non rinunciamo a custodire e coltivare umanità. Non basta rispondere a un bisogno: vogliamo esprimere uno stile e questa Casa costituisce un segno di cosa voglia dire costruire comunità. Con questo spirito, la Casa è una testimonianza dell’attenzione e della vicinanza della chiesa e della Diocesi di Bergamo alle situazioni di fragilità e alle famiglie che le vivono”.

Il presidente della Fondazione Angelo Custode, monsignor Vittorio Nozza, ha ripercorso la missione che anima questa realtà, “che gestisce strutture di accoglienza e consultoriali volte a sostenere persone e famiglie bisognose, che versano in condizioni di fragilità e disagio sociale, morale o fisico. Ispirata ai valori del Vangelo, con la sua attività è espressione della fede che supporta le opere dando concreta vicinanza all’uomo e soprattutto all’uomo che soffre. In modo particolare, Casa Amoris Laetitia accoglie piccole e fragili creature assicurando loro cura e amore”.

La Casa minori e famiglia “Marina Lerma” si sviluppa su tre piani e occupa complessivamente un’area calpestabile di quasi 3.600 metri quadri. Al suo interno ci sono spazi destinati alla residenzialità, anche per brevi periodi e per sollievi, per i piccoli e i genitori, dove questi ultimi potranno essere accompagnati a conoscere ed imparare strategie e azioni di cura da agire una volta rientrati nelle proprie abitazioni. Anche al domicilio, attraverso le Cure domiciliari per minori, le famiglie e i bambini potranno continuare a ricevere assistenza e sostegno. E ancora sarà presente il Polo territoriale di Neuropsichiatria infantile nel quale si potranno avere valutazioni e diagnosi, dove saranno sviluppati progetti abilitativi e riabilitativi e i piccoli potranno essere guidati nell’acquisizione o potenziamento delle autonomie personali. Non meno importanti, il Centro Diurno disabili per minori e il consultorio dedicato agli adolescenti e giovani.

Casa minori famiglie

Il direttore generale della Fondazione Angelo Custode, Giuseppe Giovanelli ha spiegato: “Questa Casa nasce, prosegue e sviluppa l’esperienza di Casa Amoris Laetitia. Amplia e rafforza i servizi dedicati ai bambini in situazioni di disabilità complessa e fragilità, e alle loro famiglie. Nell’edificio si trova il centro diurno per minori, con stanze interattive con indicazioni colorate e facilmente comprensibili (non solo disegni, ma anche scritte in diverse lingue e anche in braille) dove gli ospiti possono sperimentare e apprendere. Ci sono poi le stanze per i piccoli, e i monolocali dove possono stare con la famiglia, il polo di Neuropsichiatria territoriale, gli spazi dedicati agli ambulatori e il consultorio. Ma anche sale per la formazione e la ricerca. Tutto è pensato per rispondere alle esigenze dei più piccoli e delle loro famiglie, che sono seguite anche durante i percorsi domiciliari”.

“La nuova Casa Minori e Famiglia Marina Lerma, in collaborazione con l’Asst Papa Giovanni XXIII e con l’Università degli Studi di Bergamo, offrirà anche occasioni di formazione relativi ai percorsi di cura sperimentati, dedicati agli operatori socio-sanitari e alle diverse realtà educative del territorio. Una struttura nata grazie anche al bando di Fondazione Cariplo (bando progetti emblematici) e a un finanziamento di Regione Lombardia” – ha aggiunto Giuseppe Giovanelli.

Esprimendo la gratitudine a chi con la propria generosità ha contributo alla concretizzazione del progetto, il direttore di Fondazione Angelo custode ha sottolineato: “L’inaugurazione della Casa minori e famiglia Marina Lerma è un sogno che si realizza. Un vecchio e fatiscente edificio che in passato ha ospitato la produzione di panettoni, è diventato luogo di vita e di cura. La Casa è dedicata a Marina Lerma, giovane disabile venuta a mancare in adolescenza, di cui ringraziamo i genitori per la generosità”.

Marialuisa Galli, responsabile area minori, ha osservato: “Questa struttura si chiama casa per indicare una sua caratteristica fondamentale. Come una casa, infatti, è un luogo in cui ci si sente accolti e si riceve uno sguardo di bene. In questi anni, complessivamente, abbiamo accudito 50 bambini e 40 famiglie che portiamo tutte nel nostro cuore. Come in tutte le case, al suo interno è fondamentale che ci sia vita: le nostre giornate sono accompagnate da molta musica, che spazia fra le melodie dei cartoon Disney tanto amate dai bambini alle note di componimenti classici o moderni, ma ci sono anche i suoni delle apparecchiature mediche e momenti di silenzio, specialmente la sera, che si trasformano quasi in momenti di preghiera. Ogni giorno è diverso e può succedere qualsiasi cosa, ma basta un sorriso di uno dei nostri piccoli per ritrovare l’armonia e colgo l’occasione per ringraziare il personale, i collaboratori e i volontari per il loro apporto”.

Il notevole valore della forza della comunità che si manifesta nella Casa è stato espresso anche dagli operatori, dai volontari, dai genitori che hanno preso parte alla cerimonia d’inaugurazione. Tutti, hanno costruito “simbolicamente” una casa sul palco, con dei grandi mattoni colorati. Una casa che non è isolata, ma è al centro di un territorio, come hanno testimoniato la sindaca di Bergamo Elena Carnevali, l’assessore regionale alla casa Paolo Franco (in rappresentanza del presidente della Lombardia Attilio Fontana e della Giunta), il direttore generale di Ats Massimo Giupponi, il direttore generale di Asst Papa Giovanni Francesco Locati, Gianpietro Benigni della commissione centrale beneficenza di Fondazione Cariplo, e l’artista Andrea Mastrovito. Anche Alessandra Locatelli, ministro per le disabilità, ha mandato un messaggio video per ringraziare tutti coloro che hanno dato vita a questo nuovo progetto.

Osvaldo Ranica, presidente Fondazione della Comunità Bergamasca, ha dichiarato: “Dopo un importante intervento di rigenerazione urbana, prende il via una delle iniziative più significative nel panorama dei servizi sociosanitari bergamaschi. Fondazione della Comunità Bergamasca ha sostenuto con convinzione il progetto “Casa e Minori e Famiglia Marina Lerma”, finanziato da Fondazione Cariplo attraverso il Bando Emblematici Maggiori, riconoscendone il valore nella risposta ai bisogni crescenti del territorio. La struttura si rivolge in particolare a bambine e bambini con patologie o disabilità gravi, offrendo supporto concreto anche alle loro famiglie. Un’iniziativa che coinvolge l’intera comunità, chiamata a farsi carico della fragilità, a prendersi cura e a rafforzare i legami sociali”.

Karina, mamma di Sofia, una bimba assistita a Casa Amoris Laetitia, racconta: “Io e mio marito abbiamo tre figli e Sofia, una di loro, è molto malata. Quando si riceve una diagnosi come quella della nostra piccola è molto difficile capire come andare avanti, ma poi siamo stati accolti da Casa Amoris Laetitia. Ogni volta che vengo qui, mentre esco dal cancello, piango, ma non piango perché  mi sento male: sono lacrime di gratitudine per la possibilità di contare su una struttura come questa. Per i bambini e per noi genitori è fondamentale sentirsi ascoltati e in questo posto siamo circondati da tanto amore”.

Una chicca: nella struttura, dove lavorano circa 80 dipendenti (compresi gli specialisti) a cui si aggiungono 60 volontari, sono state installate le opere degli artisti Andrea Mastrovito e di Paola Meneghetti, dando vita a un emozionante connubio tra arte e umanità, all’insegna della bellezza nel suo significato più alto.