Un bergamasco in marcia per Gaza: “Mi sentivo impotente, dovevo andare. Vorremmo creare un po’ di pressione”
Paolo Pasini, 33enne di Ardesio, è volato a Il Cairo per partecipare insieme ad altre 5mila persone alla pacifica Global March to Gaza: l’obiettivo è chiedere l’apertura del valico di Rafah per consentire l’ingresso degli aiuti umanitari
Camminare insieme per aprire una strada di vita per Gaza. È questo lo scopo della Global March to Gaza, il grande movimento internazionale che oggi, giovedì 12 giugno, vede riunirsi a IlCairo, capitale dell’Egitto, le delegazioni provenienti da 54 Paesi del mondo. L’obiettivo? Attraversare il deserto del Sinai per raggiungere il valico di Rafah e chiedere, pacificamente, l’apertura del blocco e il via libera all’ingresso degli aiuti umanitari delle Nazioni Unite verso la Striscia di Gaza.
Nella lunga carovana che tra poche ore partirà per Rafah ci sarà anche un bergamasco: Paolo Pasini, 33enne di Ardesio in Alta Val Seriana. “Non so se ci faranno arrivare al valico, ma è la speranza di tutti noi – confida -. Da tempo mi sentivo impotente di fronte alla situazione a Gaza: avevo un sogno utopico, che gli abitanti della Terra un giorno si sarebbero svegliati per dirigersi in cammino verso la Palestina. Quando ho letto della marcia ho pensato di non poter più aspettare, dovevo andare”.
I partecipanti – secondo le stime degli organizzatori almeno 5mila persone – si stanno ritrovando nella capitale egiziana. Partiranno per un viaggio a piedi di tre giorni attraverso il deserto, da Al Arish a Rafah. L’arrivo nella zona del valico è previsto per il 15 giugno.
Pasini è partito per l’Egitto nella notte tra mercoledì e giovedì dall’aeroporto di Orio al Serio insieme ad altre 8 persone che non conosceva: sono almeno 200 i viaggiatori in partenza dall’Italia. “L’altro giorno è saltato il nostro hotel e siamo stati costretti a fare una nuova prenotazione – racconta -. Lo scopo della marcia è di creare un po’ di pressione, soprattutto a livello mediatico: si tratta di un’iniziativa gigantesca, un referente mi ha fornito tutte le informazioni necessarie”.
Alla “March to Gaza “, che ha sottoscritto una dichiarazione congiunta con Freedom Flotilla e Sumud, poteva aderire chiunque. L’unico vincolo era l’accettazione del manifesto etico della missione: a prendere forma sarebbe stata una spedizione pacifica, nel rispetto della sovranità egiziana. “Se l’esercito dovesse impedirci di proseguire non opporremo resistenza – conferma Pasini -. La scelta di partecipare è stata spontanea. Alterno momenti di fiducia e ottimismo ad attimi di grande timore”.
Una marcia dei cittadini di tutto il mondo che, dopo oltre 600 giorni di assedio, intende lanciare un messaggio chiaro ai potenti della Terra.
Macerie a Gaza. Foto Cesvi

