Il parroco ai funerali: “Elena vittima di una società malata, contro i femminicidi più leggi a tutela delle donne”
Don Primo Moioli durante l’omelia: “Usciamo dalla grotta del maschilismo, va riscoperta l’importanza della donna”
Cene. Sono parole che non lasciano indifferenti quelle che don Primo Moioli ha pronunciato durante l’omelia dei funerali di Rubens Bertocchi ed Elena Belloli, uccisa giovedì scorso dal marito nel loro appartamento di via Fanti 43 a Cene. “Elena – ha detto il parroco ai fedeli, assiepati in una parrocchiale gremita – è l’ennesima vittima di una società malata. Una società che deve riscoprire il ruolo della donna”. Un ruolo che “non può essere marginale”, “subordinato a quello dell’uomo”. Che non può essere relegato soltanto a quello di madre e moglie, dice il sacerdote.
Don Moioli definisce i femminicidi “una piaga” da estirpare. “Bisogna uscire dalla grotta di questo oscuro maschilismo. Bisogna sciogliere le bende” e ripartire da una “giusta legislazione, che tuteli maggiormente le donne”. Serve una “attenta formazione dei ragazzi nelle scuole”. Serve “riscrivere i libri di storia, mostrando le sublimi figure femminili che hanno fatto grande l’intera umanità”. Serve una “nuova nascita culturale per chiudere con l’orrore diabolico dei femminicidi”.
Ai figli della coppia, Davide e Andrea, il parroco ha chiesto di “provare a ripartire. Nonostante il dolore, nonostante la mancanza di senso”. Sono stati proprio i figli a chiedere che i funerali dei genitori fossero celebrati in modo congiunto. Il padre Rubens, dopo avere ucciso la moglie, si è tolto la vita. Al termine della cerimonia funebre, un applauso ha accolto la salma della donna all’uscita dalla parrocchiale.






