Caos Italia, il nome del prossimo ct è sempre più un rebus: il nuovo ciclo azzurro partirà da Bergamo
In attesa di conoscere l’erede di Spalletti, l’unica certezza è che il debutto del nuovo commissario tecnico avverrà il 5 settembre al Gewiss Stadium contro l’Estonia
Continuano a regnare incertezza e confusione in casa Italia dopo l’esonero, che rimane solo da ufficializzare, di Luciano Spalletti. Il tecnico di Certaldo ha di fatto spoilerato il proprio licenziamento nel corso della conferenza stampa alla vigilia della partita che l’Italia ha poi vinto piegando 2-0 la Moldova al Mapei Stadium di Reggio Emilia.
Una vittoria utile sì ai fini della classifica, ma amara per quanto concerne il contesto nella quale si è disputata: la Nazionale è infatti scesa in campo guidata da un allenatore che già conosceva il proprio destino, senza avere a disposizione alcuna possibilità di cambiarlo. In altre parole, una tristezza infinita, ma soprattutto la fotografia di un movimento che sta attraversando l’ennesimo periodo complicato, scandito da tanta – per non dire troppa – confusione.
Se Spalletti è già parte del passato, in FIGC si sta cercando di arrivare ad una soluzione per capire a chi verrà affidato il timone della selezione tricolore. Il nome designato sembrava quello di Claudio Ranieri, ma proprio quando l’intesa sembrava ormai raggiunta, il tecnico romano ha preferito fare un passo indietro, rinunciando alla panchina azzurra per concentrarsi esclusivamente sul proprio ruolo di consulente sportivo all’interno della nuova Roma targata Gian Piero Gasperini.
Il piano B, pensato dalla Federcalcio, sembrava invece potesse rispondere al nome di Stefano Pioli, ma anche l’attuale tecnico dell’Al-Nassr sembra sempre più lontano, visti i recenti sondaggio della Fiorentina che punta dichiaratamente a riportarlo sulla panchina viola. Morale della favola, il nome del prossimo commissario tecnico della nazionale assomiglia sempre di più ad un rebus, nelle ultime ore starebbe prendendo quota il nome di Gennaro Gattuso.
L’ex centrocampista, campione del Mondo nel 2006, ha da poco risolto il contratto che lo legava all’Hajduk Spalato e nella giornata di martedì (10 giugno) ha aperto ufficialmente al dialogo con la Federazione per provare ad arrivare ad un’intesa che porrebbe fine a quello che sta già diventando un vero e proprio tormentone.
Il nuovo ciclo parte da Bergamo
L’unica certezza, ad oggi, è che il nuovo ciclo dell’Italia partirà da Bergamo. Proprio così, perché a prescindere dall’allenatore a cui verrà affidato il compito di risollevare le sorti della Nazionale, l’unica sicurezza è che la prima partita ufficiale sotto la guida del nuovo commissario tecnico si giocherà al Gewiss Stadium.
Il prossimo 5 settembre, infatti, si giocherà proprio a Bergamo la terza sfida valevole per le qualificazioni ai Mondiali del 2026: per l’occasione, gli Azzurri ospiteranno l’Estonia. E anche in questo caso l’imperativo è uno solo: vincere. Per ritrovare credibilità e per non acuire una crisi che si rivelerebbe di fatto senza precedenti. Perché fallire il terzo Mondiale consecutivo avrebbe tutti i connotati del dramma sportivo.


