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Referendum 2025, in città affluenza superiore alla media nazionale ma niente quorum

Per il quinto quesito, relativo alla cittadinanza, i sì risultano inferiori rispetto a quelli ottenuti dai temi del lavoro

Nella città di Bergamo l’affluenza ai referendum su lavoro e cittadinanza che hanno avuto luogo domenica 8 e lunedì 9 giugno è stata superiore alla media nazionale. La percentuale in Italia è stata del 30,58%, mentre nel capoluogo si è attestata a circa 6 punti in più in ognuno dei cinque quesiti.

Alla luce dei dati del ministero degli interni, considerando sia il capoluogo sia la provincia nel complesso, invece, il dato è inferiore alla media nazionale fermandosi attorno al 28,8%.

Per quanto riguarda i voti espressi, i sì hanno avuto di gran lunga la meglio arrivando all’87-89% mentre i no si sono limitati al 10-12% nei primi quattro quesiti legati ai temi del lavoro. Le proporzioni risultano differenti, invece, per il quinto quesito, relativo alla cittadinanza, dove i sì sono stati il 65,41% e i no il 34,58%, quindi il distacco è maggiore.

Guardando al primo quesito, complessivamente, nella Bergamasca, considerando sia la città sia la provincia nel suo insieme, l’affluenza si è attestata al 28,86%, con una differenza di 1,72 punti percentuali rispetto al dato nazionale, che ha raggiunto il 30,58%. Il sì ha avuto la meglio nettamente arrivando all’89,06% (12.142.007 voti), mentre i no si sono fermati al 10,94% (1.491.167).

Nel capoluogo si è totalizzato il 36,60% (+6% rispetto alla percentuale nazionale).

Hanno superato la media nazionale anche Alzano Lombardo (32,28%), Azzano San Paolo (31,96%), Blello (31,03%), Bonate Sotto (30,65%), Canonica d’Adda (30,59%), Capriate San Gervasio (30,94%), Cassiglio (36,67%), Castro (38,37%), Curno (34,36%), Dalmine (33,67%), Fara Gera d’Adda (31,53%), Gorle (34,95%), Lallio (32,34%), Levate (34,86%), Lovere (31,56%), Moio de’ Calvi (37,29%), Mozzo (35,92%), Nembro (33,04%), Oltressenda Alta (46,72%), Osio Sopra (31,12%), Osio Sotto (31,01%), Paladina (33,47%), Pedrengo (34,75%), Piario (33,49%), Ponte San Pietro (30,66%), Ponteranica (32,93%), Presezzo (33,86%), Ranica (33,04%), Roncobello (43,72%), Scanzorosciate (32,61%), Seriate (32,93%), Sotto il Monte (31,43%), Stezzano (34,29%), Torre Boldone (37,60%), Treviglio (32,63%), Treviolo (33,24%), Valnegra (33,73%), Verdellino (31,18%), Verdello (32,02%), Villa d’Ogna (30,91%), Villa di Serio (31,74%) e Zanica (31,33%). Il dato più basso, invece, si è registrato nel Comune di Vigolo (12,53%), ma la partecipazione è stata ridotta anche a Foppolo (13,87%) e ad Azzano (14,60%).

La partecipazione, pertanto, in diversi casi come Seriate e Alzano Lombardo ha superato colori di maggioranza e storiche appartenenze.

In nessuna località l’affluenza ha superato il 50%.

Percentuali analoghe si sono rilevate in Bergamasca per il secondo quesito, con affluenza al 28,85% (in città il 36,59%). I sì sono stati l’87,62% (11.914.297 voti)), mentre i no il 12,38% (1.682.630).

Differenze di pochi centesimi di percentuale si annotano anche per il terzo quesito, con affluenza al 28,86% (in città il 36,63%). I sì sono stati l’89,07% (12.066.630 voti), mentre i no il 10,93% (1.481.090 voti).

Analogamente, il quarto quesito in Bergamasca ha visto un’affluenza del 28,88% (in città il 36,68%). I sì sono stati l’87,36% (11.855.679 voti) e i no il 12,64% (1.714.624 voti).

Infine, per il quinto quesito, quello relativo alla cittadinanza, con un’affluenza pari al 28,88% in Bergamasca (in città il 36,84%). I sì sono stati il 65,41% (8.905.124 voti), una percentuale minore rispetto agli altri quesiti sul lavoro rispetto ai quali c’è un distacco di circa il 24%, mentre i no ammontano al 34,58% (4.709.262 voti).

Matteo Rossi, vicesegretario del Pd Lombardia, esorta il centrosinistra a ripartire dai diritti dei lavoratori: “C’è un terzo di questo paese che ha chiesto con forza che la questione del lavoro torni al centro del dibattito politico, a partire dai temi della sicurezza e della precarietà, per anni dimenticati. Nessuno può far finta di nulla, nemmeno il Governo, che si è sottratto al confronto boicottando il referendum. Il mancato raggiungimento del quorum non ferma questa battaglia, per cui ringraziamo la Cgil e i tanti militanti sindacali e democratici che si sono spesi, insieme a tanti cittadini, soprattutto giovani. Per il Pd è stato giusto e doveroso stare su questa partita, con un fronte sociale e politico unito, che anche in termini di elettori vale il centrodestra. E su questa strada dobbiamo continuare, senza passi indietro, perché con la linea di Elly Schlein siamo passati in poco più di due anni dal 14% al 24% delle ultime europee. Questa battaglia ci ha inoltre ravvicinato con un pezzo di società dalla quale negli anni scorsi ci eravamo allontanati, e ha aperto relazioni con le nuove generazioni impegnate sul tema dei diritti. Permane un enorme blocco sociale della sfiducia e dello spaesamento ancora da convincere, e lo faremo allargando il campo sociale politico dell’alternativa al centrodestra e continuando a batterci per i temi della vita reale delle persone, non certo annacquando o moderando la nostra linea politica”.

La sindaca di Bergamo, Elena Carnevali, afferma: “Il mancato raggiungimento del quorum ai referendum dell’8 e 9 giugno è un dato che non può essere ignorato. Quando meno di un terzo degli elettori decide di recarsi alle urne, il segnale è chiaro: c’è una distanza crescente tra i cittadini e gli strumenti della partecipazione democratica. Non si tratta di un episodio isolato. Già alle ultime elezioni europee, nel giugno 2024, l’affluenza si era fermata sotto il 50%. È un trend preoccupante, che interpella tutti: istituzioni, partiti, forze sociali. Al di là del merito dei quesiti referendari, il punto vero è il rafforzamento del rapporto tra cittadini e democrazia. Non vogliamo che la partecipazione democratica diventi l’eccezione e non la regola. Anche in città, pur con una percentuale di affluenza più alta, restiamo sotto la metà dell’elettorato. Come sindaci, siamo chiamati ogni giorno a dare concretezza alla democrazia nelle scelte che riguardano la vita delle nostre comunità. Il risultato di questo referendum ci sollecita a impegnarci ancora di più per costruire un dialogo costante e credibile, rendendo le istituzioni più vicine ai cittadini”.