il provvedimento
|A Treviglio scatta l’ordinanza anti accattonaggio: multe fino a 500 euro e confisca del denaro
Divieto di chiedere l’elemosina in modo molesto: stretta del Comune anche su chi utilizza minori, anziani o disabili. Le somme requisite andranno alle associazioni di volontariato
Il Comune di Treviglio dice stop all’accattonaggio molesto. Con una nuova ordinanza in vigore per due anni, l’amministrazione comunale conferma il divieto di chiedere l’elemosina in modo invasivo, insistente, ostinato o utilizzando — anche solo in apparenza — minori, disabili o anziani. Sanzioni più pesanti rispetto al passato: le multe, che fino al 2023 si fermavano a un tetto massimo di 300 euro, arrivano ora fino a 500 euro e, in caso di violazione, sono previste anche la confisca del denaro raccolto e degli oggetti usati per chiedere l’elemosina, come cartelli o contenitori.
Le somme requisite saranno destinate alle associazioni di volontariato attive in città.
L’invito ai cittadini è chiaro: “Non fate l’elemosina agli accattoni o mendicanti presenti sulla pubblica via del territorio comunale”, si legge nel documento. Chi volesse contribuire ad aiutare i più fragili potrà farlo “attraverso modi alternativi, quali erogazioni alle diverse associazioni che operano sul territorio comunale in grado di veicolare le risorse verso le persone effettivamente bisognose”.
L’ordinanza è stata preventivamente comunicata al prefetto di Bergamo con nota del 21 maggio. I controlli saranno affidati alla polizia locale.
“È un provvedimento che nasce dall’esigenza di sanzionare chi si approfitta dei soggetti fragili – spiega il sindaco Juri Imeri –. Treviglio è una città a misura di uomo e di donna e la qualità della vita è importante. Sono attivi anche numerosi servizi di sostegno alle persone in difficoltà, e sono quelli che possono dare le risposte a chi ne avesse bisogno. L’accattonaggio molesto non si giustifica e, da qualche anno, stiamo contrastandolo, soprattutto se commesso nei confronti di soggetti fragili. L’ordinanza consente alle forze dell’ordine di disporre di uno strumento concreto per far fronte a queste situazioni”.


