Un naso rosso da clown, l’ultimo saluto a Pietro Ghislandi
Don Giancarlo Vitali: “Pietro è in cielo a far divertire gli angeli. All’uscita troverete un naso rosso da clown, prendetelo, mettetelo alla porta d’ingresso di casa vostra: quando lo vedrete, penserete a Pietro e sorriderete”
Bergamo. Un addio? Non proprio. Uscire di scena è la cosa più difficile nel mondo dello spettacolo, l’ultimo saluto a Pietro Ghislandi – scomparso a 68 anni – al Cimitero monumentale di Bergamo è stato dolcissimo ed ironico. Una chiesa gremitissima, la senatrice Alessandra Gallone, tantissimi amici, l’amata Patrizia e la nipote Federica. E tanti colleghi dello spettacolo da Oreste Castagna a Maurizio Tabani, da Carlo Bianchessi al “Vava”, da Eros Scola al maestro Roberto Frattini.
“In uno suo sketch teatrale Pietro aveva persino interpretato un sacerdote che chiama Dio al 6163, giocando sulla Trinità, e trova la segreteria – ha ricordato don Giancarlo Vitali che ha presieduto le esequie -. Ecco, ora Pietro è in cielo a far divertire gli angeli. All’uscita troverete un naso rosso da clown, prendetelo, mettetelo alla porta d’ingresso di casa vostra: quando lo vedrete, penserete a Pietro. Dove c’era Pietro c’era sempre una festa”.
Al termine della celebrazione il suo amico e direttore di banca ha tracciato un profilo di Ghislandi mentre Claudio Ranalli con la fisarmonica, strumento molto amato da Ghislandi (bravissimo pianista) ha suonato “Il Signore delle cime” accompagnato dal coro degli Alpini. Le ceneri di Ghislandi riposeranno nel cimitero di Palazzago.









