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Omicidio di Elena Belloli, la Rete bergamasca contro la violenza domenica in piazza

La Rete bergamasca contro la violenza domenica 8 giugno sarà in piazza per il femminicidio di Elena Belloli

Bergamo. “Ancora una volta nel nostro territorio la violenza di genere uccide. Non è una tragedia familiare, non è un omicidio-suicidio: chiamare le cose con il loro nome è fondamentale, sempre. È un femminicidio – dichiara la Rete bergamasca contro la violenza di genere -. Si chiamava Elena Belloli, aveva 51 anni, impiegata, madre di due figli di 11 e 20 anni. Viveva a Cene, in Val Seriana. Giovedì sera il marito Rubens Bertocchi, nella loro casa, le ha sparato e poi si è ucciso. Le prime cronache ci dicono che l’uomo era geloso: credeva che Elena lo tradisse. Ecco, questo è il femminicidio. Un uomo che uccide per possedere. Che uccide una donna in quanto donna. La “sua” donna. Un dolore forte ci attraversa, soprattutto pensando ai due figli di Elena. Elena, non dimenticheremo il tuo nome: continueremo a lottare per te e per tutte le nostre sorelle. Domenica 8 giugno saremo in piazza anche per te!”.