Messina: “L’Europa pensi a giovani e al lavoro e meno alle armi”
Carlo Messina, consigliere delegato e Ceo di Intesa Sanpaolo, sottolinea come le emergenze sono “i giovani, la povertà. Argomenti che dovrebbero essere centrali sia per i governi europei, sia per le grandi aziende”
“L’evoluzione di quanto sta accadendo in Ucraina da oltre tre anni riguarda tutti noi. Allo stesso tempo vedo altre emergenze” afferma Carlo Messina, consigliere delegato e Ceo di Intesa Sanpaolo, che sottolinea come le emergenze sono “i giovani, la povertà. Argomenti che dovrebbero essere centrali sia per i governi europei, sia per le grandi aziende”.
“Temi che toccano tutti noi e che richiedono un impegno collettivo. Lavoriamo per dare un’altra agenda alle priorità politiche – rimarca -. Non possiamo avere come unico tema di dibattito pubblico l’incremento degli investimenti nella Difesa”. Secondo Messina “l’Europa deve darsi un grande piano di investimenti comuni nel campo della tecnologia, dell’energia, delle infrastrutture. Solo così potrà assicurarsi un ruolo nelle sfide del mondo globale”, sottolinea.
La Ue ha dato un giudizio positivo sui conti dell’Italia. “Se davvero i conti pubblici dovessero presentarsi meglio del previsto, ci si dovrebbe concentrare su crescita, occupazione, riduzione delle disuguaglianze. In Italia ci sono sei milioni di persone in condizioni di povertà assoluta – evidenzia ancora -. E dieci milioni di persone che non possono permettersi di affrontare un imprevisto in famiglia da 500 euro”.
In merito alle fusioni bancarie e alle possibili ingerenze della politica Messina spiega che “è il mercato che crea valore. Il punto imprescindibile è che in ogni fusione bancaria decidono gli azionisti, che sono i proprietari dell’azienda. Ma non possono essere gli unici interlocutori”. Ci sono anche “le persone che lavorano in azienda e anche i clienti devono avere un vantaggio. Poi, deve avere un ruolo anche il sistema-Paese. Le autorità competenti devono considerare ognuno di questi elementi”.
“Non ci può stupire se il governo fa le proprie valutazioni: il risparmio è un tema di sicurezza nazionale ancor più di difesa ed energia, perché rispetto a questi rappresenta la leva attivabile per assicurare l’indipendenza del nostro Paese”, conclude evidenziando che il Golden Power “è uno strumento che va usato in modo corretto”.


