Matteo Rossi (Pd): “Rimettiamo il lavoro al centro della politica e della società”
A poche ore dal voto per i referendum pubblichiamo l’intervento di Matteo Rossi, Vicesegretario Pd Lombardia
Si sta per chiudere una campagna referendaria impegnativa, che ha visto il Partito Democratico, con tutti i suoi circoli e la sua base, impegnati in una battaglia di giustizia attraverso decine di assemblee, volantinaggi, incontri con gli studenti. Una mobilitazione generosa, per la quale vanno ringraziati tutti gli uomini e le donne della nostra comunità, che ancora in questi ultimi giorni saranno impegnati a parlare con tante persone sull’importanza di partecipare e di esprimere cinque Si.
Al di là delle distinzioni dei singoli, in tanti hanno capito l’importanza di dare un segnale chiaro e netto che riguarda la vita reale delle persone. Perché è di questo che parlano i referendum, della vita e dei diritti di chi lavora, delle condizioni di sicurezza, della durata dei contratti, del fatto che la dignità non può avere un prezzo e non può essere comprata, della fatica a vedersi riconosciuta – attraverso la cittadinanza – l’appartenenza ad una comunità nazionale nella quale già si vive e si lavora.
La vera posta in palio è proprio rimettere il lavoro e i lavoratori al centro della politica e della società, anche superando i limiti di norme sbagliate, come quelle parti del Jobs Act che hanno contributo a indebolire i lavoratori in caso di licenziamento illegittimo, cancellando di fatto la possibilità di riavere il proprio posto di lavoro e lasciando un tetto troppo basso all’indennizzo per chi lavora nelle realtà sotto i quindici dipendenti, senza risolvere il nodo della precarietà di molti contratti, un tema che riguarda una parte importante delle nuove generazioni e del loro futuro.
Il Partito Democratico ha, nelle proprie proposte programmatiche, idee forti e chiare per il salario minimo, il costo dell’energia, le politiche industriali e a favore della competitività e delle imprese. Ed è con queste proposte che parleremo a tutte le organizzazioni sindacali, per contribuire, nel rispetto dell’autonomia di ogni soggetto, a ritrovare un’azione comune. Perché quando l’unità sindacale si rompe, la voce del lavoro si indebolisce, e a farne le spese sono i temi che interessano i lavoratori: i diritti, i salari, le tutele, la forza della contrattazione, la sicurezza. Obiettivi che oggi, attraverso i cinque Si ai referendum, possono ottenere una spinta popolare per essere raggiunti con maggior forza.
L’8 e 9 giugno i cittadini hanno l’occasione di dare un segnale di speranza, soprattutto alle nuove generazioni, votando per ridurre la precarietà, aumentare la sicurezza, riconoscere i diritti di cittadinanza. La comunità del Partito Democratico, sia con l’elezione della Segretaria nazionale sia con il voto unanime della Direzione, ha preso una posizione chiara a favore dei 5 Si, e non mancherà, fino all’ultimo minuto, di impegnarsi in questa battaglia.
Matteo Rossi, Vicesegretario Pd Lombardia


