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Continuità o rottura? Juric più di Motta: l’Atalanta sta per sciogliere il dubbio allenatore

Dea pronta a decidere a chi affidare il dopo Gasperini: corsa a due con il croato leggermente favorito

Sono ore di trepidante attesa in casa Atalanta perché dopo l’addio di Gian Piero Gasperini, in casa nerazzurra si aspetta solo di capire chi sarà il prossimo allenatore della Dea che dovrà rispondere ad un compito sulla carta complicatissimo: raccogliere l’eredità del tecnico di Grugliasco, giunto ai saluti al culmine dei nove anni più emozionanti e brillanti dell’intera storia del club.

E giusto per rimanere in tema di storia, toccherà dunque al prossimo timoniere atalantino scriverne una nuova di zecca, possibilmente altrettanto ricca di soddisfazioni e vittorie. Ma per quello ci sarà tempo. Ciò che preme maggiormente ai tifosi nerazzurri ora è conoscere il nome di colui che metterà mano al timone orobico aprendo di fatto una nuova era.

Di certo, ad oggi, non c’è nulla, se non che la nuova guida tecnica dell’Atalanta uscirà da una ristretta rosa di candidati che comprende Thiago Motta, Ivan Juric e, molto più defilato, Raffaele Palladino. Le prossime ore, in tal senso, potrebbero essere decisive, dopo un paio di giornate passate agli archivi come puramente interlocutorie riguardo alla vicenda allenatore. Nella fattispecie, quella di mercoledì 4 giugno è stata l’occasione per fare festa, in quel di Zingonia, e celebrare i quindici anni di presidenza targata Antonio Percassi che si (ri)prese il timone della Dea all’imbocco dell’estate del 2011. E il resto è, ovviamente, storia.

Da questo momento, però, occorrerà essere per forza di cose sul pezzo e giungere ad una scelta definitiva. Riavvolgendo il nastro alla questione panchina, gli ultimi exit poll danno in netto e prepotente rialzo le quotazioni di Ivan Juric, che sembra a questo punto il favorito, e il cui ingaggio andrebbe a tracciare una sorta di linea di continuità, in termini di principi e filosofia di gioco, proprio con lo stesso Gasperini. Se la bilancia, dunque, sembra ora pendere con decisione dalla parte del tecnico croato, va monitorata con massima attenzione anche la posizione di Thiago Motta.

L’allenatore italo-brasiliano di 42 anni, considerato uno dei profili più interessanti ed emergenti sulla scena nazionale, è reduce dal clamoroso fallimento alla Juventus, costatogli l’esonero dopo appena dieci mesi. Un grande flop, decisamente inaspettato, viste le premesse: Motta, infatti, era riuscito nella grande impresa di portare il Bologna in Champions League al termine della stagione 2023/24, guadagnandosi la chiamata della Vecchia Signora. Morale della favola: un autentico buco nell’acqua.

Il valore e le idee dell’ex tecnico dello Spezia, però, continuano a riscuotere consensi e proprio per questo motivo anche la Dea ha allacciato i contatti con l’ex centrocampista di Genoa, Inter e della Nazionale per esplorare le possibilità di affidargli la panchina della terza classificata dell’ultimo campionato di Serie A. Bergamo potrebbe rappresentare l’habitat ideale per riprendere in mano il filo di un discorso molto interessante interrotto una stagione fa perché anche Motta è uno di quei profili che – esattamente come Palladino e Juric – vengono etichettati come gli ‘allievi’ di Gasperini.

A differenza di Juric, il cui accostamento alla Dea ha acuito il malcontento (via social) di una grossa fetta di tifosi atalantini, l’ingaggio di Thiago Motta rappresenterebbe una sorta di punto di rottura col passato. Un allievo, sì, ma diverso. Motta all’Atalanta, infatti, porterebbe in dote significativi cambiamenti dal punto di vista tattico e della proposta.

A finire in soffitta, come prima cosa, sarebbe la difesa a tre. L’allenatore nativo di Sao Bernardo do Campo, infatti, è un promotore dello schieramento difensivo a ‘quattro’ e l’impianto di gioco sul quale ha lavorato in questi anni è quello del 4-2-3-1 o, a seconda delle fasi di gioco rimodulabile sulla base del 4-1-4-1. Gasperini per esempio puntava molto sull’intensità e nell’uno contro uno in ogni parte del campo, mentre Thiago predilige un possesso più ragionato e sicuramente meno verticale, con un maggior controllo della partita e una differente impostazione anche in fase di non possesso.

Che strada deciderà di percorrere, dunque, l’Atalanta? Continuità o rottura. Juric o Thiago Motta. Ne rimarrà soltanto uno e la scelta finale farà tutta la differenza di questo mondo.