Confindustria oltre l’incertezza mondiale: cresce, si candida a “casa comune dell’innovazione” e incassa il ritorno di SDF
Venerdì l’assemblea privata per approvare il bilancio e fare il punto sulle attività annuali: crescono aziende associate e contributi versati, con un ruolo sempre più attivo e propositivo nel percorso di sostegno alle imprese
Un’associazione più propositiva e che non si limita più al solo fornire risposte laddove nascano istanze care agli associati. Un’associazione che, seppur all’interno di un contesto territoriale che vede flettere sia la produzione industriale (-1% dal 2023 al 2024) che l’export (-0,4%), continua nel suo trend di crescita in termini di aziende (1.349, con un incremento netto di 42), loro dipendenti (91.609, in rialzo di 3.049 unità) e contributi incassati (11,9 milioni, +780mila euro).
È con questi numeri che Confindustria Bergamo approccia l’assemblea annuale che, in forma privata, si riunisce venerdì 6 giugno a Treviglio, mettendo all’ordine del giorno l’approvazione del bilancio (chiuso a 12 milioni, con un avanzo di 1,5 milioni) e la relazione sulle attività degli ultimi 12 mesi.
Dati positivi, che lo diventano ancor di più se aggiornati ai primi di giugno 2025, con le associate già salite a 1.357 con 95.355 dipendenti e contributi per 12,3 milioni, e con una richiesta formale di adesione sul tavolo che simbolicamente rappresenta molto più di quel “+1” che verrà messo a bilancio. Dopo 7 anni, infatti, è tornata a bussare alla porta della casa degli industriali bergamaschi la Same Deutz-Fahr, colosso mondiale della produzione di trattori e macchine agricole, che porterà in dote anche i suoi oltre 1.300 dipendenti.
“Il nostro sistema imprenditoriale si dimostra solido e altamente resiliente al momento di incertezza dominante – sottolinea la presidente di Confindustria Bergamo Giovanna Ricuperati – Dobbiamo continuare a valorizzare la forza di questo territorio, dove in 50 chilometri puoi trovare qualunque cosa per realizzare qualunque prodotto: questo dà valore alle nostre aziende ed è un fattore attrattivo importante”.
La resistenza, però, ha un limite e gli industriali bergamaschi auspicano che in un futuro non troppo lontano ci siano un’inversione di rotta sull’energia, i cui costi ad oggi rappresentano l’handicap più grave che erode capacità competitiva, una decisa sburocratizzazione a livello europeo e investimenti reali focalizzati sulla crescita industriale delle imprese.
In attesa di segnali di contesto più incoraggianti, sono state sostanzialmente tre le macroaree dentro le quali nell’ultimo anno si è mossa l’azione di Confindustria, in linea e in continuità con il programma di presidenza: innovazione, capitale umano e governance.
Al primo capitolo lavorano in via esclusiva 7 dipendenti, con l’obiettivo di esplorare le direttrici future da seguire per puntare a sviluppo e marginalità importanti: “Lo stiamo facendo nel settore aerospace e di conseguenza la difesa – spiega Ricuperati – C’è grande fermento delle imprese già presenti e anche di quelle interessati. Essere faro per le imprese è una modalità ormai consolidate e vogliamo proseguire così, nell’ambito del nucleare e dell’energia in senso più ampio”.
Un rafforzamento che passa anche da nuovi spazi, più idonei, in una sorta di “casa comune per l’innovazione” dove le connessioni siano ancora più strette tra formazione, ricerca e industria: a questo proposito la ricerca del luogo fisico dove mettere in campo l’iniziativa è ancora in corso, senza escludere la possibilità anche di una nuova edificazione nei pressi del quartier generale di Confindustria al Kilometro Rosso.
Parlando di capitale umano, invece, gli orizzonti si allargano ancora di più: se da un lato l’orientamento agli studenti verso materie tecniche che rappresentano il futuro delle imprese è fondamentale, imprescindibile è il ragionamento sulle problematiche demografiche e sulle possibili soluzioni.
“I numeri sono implacabili e la prospettiva al 2040 è drammatica – aggiunge il direttore generale Paolo Piantoni – Vediamo nell’immigrazione qualificata una delle strade per rispondere all’emergenza e lo dimostriamo nei fatti con le esperienze degli Its partiti sul territorio e con l’accoglienza di una settantina di studenti etiopi ed egiziani che stanno terminando il primo anno di studi nei loro Paesi prima di arrivare in stage nelle nostre aziende. È una partita che non finisce qui, perché proseguiamo l’esplorazione in particolare dell’Egitto, col quale stiamo stringendo accordi di frontiera. Abbiamo già fatto due visite al Cairo col ministro Valditara e c’è tutta la disponibilità del governo egiziano. Poi ovviamente ci sarà tutto un tema di housing da verificare sul territorio”.
Sul grande tema della governance, infine, l’obiettivo primario è quello della messa in sicurezza della stabilità aziendale, che riguarda la piccola realtà come la grande: passaggi generazionali, fusioni, cessione e acquisizioni sono al centro di un percorso di sensibilizzazione che Confindustria porta avanti da mesi.
I risultati del servizio M&Atching, attivato in autunno, sono la prova più lampante della necessità di trattare in modo più approfondito il futuro della gestione delle nostre aziende: in un percorso finalizzato all’incontro tra domanda e offerta, tra chi è intenzionato a vendere e chi ad acquistare in un’ottica di crescita, già una cinquantina di aziende si sono fatte avanti per farsi seguire da esperti e staff direzionale.
“Se avessimo proposto questo servizio anche solo cinque anni fa non avremmo avuto lo stesso successo – ammette Piantoni – C’è stato un cambio culturale importante: non c’è alcuna corsa alla cessione, ma l’esigenza ben chiara da un lato di dare continuità ad aziende che, giusto sottolinearlo, sono tutte sane e dall’altro puntare a una crescita impossibile da conseguire tramite le forze tradizionali. Noi in questo piano ci poniamo come ente super partes a tutela dell’occupazione e della produzione locale”.
L’associazione cresce anche nella partecipazione alle cariche sociali e nella considerazione nazionale e a questo proposito il 19 e 20 giugno Bergamo ospiterà il meeting di tutti i direttori delle Confindustrie italiane, senza dimenticare che 26 bergamaschi hanno trovato posto nelle commissioni confindustriali di Roma, tra i quali Matteo Zanetti come special advisor sul tema Pnrr e Giovanna Ricuperati per il Gruppo Tecnico Cultura d’Impresa.
A livello territoriale, invece, si è prossimi a due appuntamenti elettivi di tenore diametralmente opposto.
Da un lato il 2026 vedrà un avvicendamento alla presidenza, percorso lineare che già a fine anno sarà avviato con le consultazioni dei saggi e la valutazione dei candidati: in primavera il consiglio generale e l’assemblea definiranno il tutto, entro la prima decade di giugno.
Dall’altro è molto più aspra la questione della guida della Camera di Commercio, dove martedì 10 giugno si insedierà il primo consiglio presieduto da Giovanni Zambonelli, in quota Imprese & Territorio: non il nome che avrebbe voluto Confindustria, scottata anche dall’esclusione dalla vicepresidenza.
“In questa partita abbiamo fatto quello che ritenevamo giusto – taglia corto Ricuperati – La Camera esprime la rappresentanza del sistema economico, per noi è sempre stata una questione di progetti e forza di traino. Non abbiamo gradito, ma vedremo cosa accadrà martedì”.


