Oreste Castagna: “Pietro Ghislandi manca tanto, era un punto di riferimento”
Oreste Castagna ricorda l’amico attore e conduttore televisivo venuto a mancare nelle scorse ore
“Pietro Ghislandi faceva parte della mia vita: è stato un punto di riferimento importante e manca tanto”. Così Oreste Castagna, attore e personaggio televisivo bergamasco d’adozione, molto amato dal pubblico de L’Albero Azzurro, della Melevisione e di Rai Yoyo, ricorda l’amico attore e conduttore televisivo venuto a mancare nella notte fra martedì 3 e mercoledì 4 giugno.
“Pietro – afferma – faceva parte della mia vita. Ci siamo incontrati al Teatro Prova di Bergamo con Umberto Verdoni e Giuseppe Cella (attori e registi, ndr) quando avevamo 16-17 anni. Abbiamo subito condiviso la volontà di fare spettacolo: è stata una grande avventura, fatta di viaggi pazzeschi per andare a effettuare i provini qua e là. Siamo cresciuti assieme, abbiamo sofferto e gioito assieme, poi siamo arrivati a farci conoscere a livello televisivo assieme, ognuno ha preso la propria strada ma lui è sempre rimasto un punto di riferimento nella mia vita. Gli ho sempre detto che siamo un po’ degli eroi: abbiamo lasciato quello che era sicuro, come il lavoro del papà, per intraprendere questo tipo di carriera. Lui voleva fare l’insegnante di musica e io il perito elettronico, invece ci siamo lanciati nel mondo della televisione e dell’arte e ce l’abbiamo fatta. Lo ricordavo anche mentre stava molto male e si rideva tantissimo: ne abbiamo combinate di tutti i colori, divertendoci e collaborando con personaggi come Walter Chiari e Gassmann, i grandi che ci hanno accudito e coccolato”.
Le esperienze vissute insieme sono parecchie. Oreste Castagna annota: “Conservo nel mio cuore tantissimi ricordi, come i viaggi a bordo della Cinquecento con Pietro. Questa vettura aveva un motore a due tempi e la utilizzavamo per fare le serate compiendo anche viaggi di sei o sette ore, mangiando un panino ed esibendoci con vari spettacoli. È stata una gloriosa avventura e manca tanto”.
Infine, l’attore conclude: “Lo ricordo come un uomo di grande intelligenza e senso dell’umorismo, dolcissimo, profondo di pensiero, meditativo e ricco di passioni. Amava il jazz, il teatro e la poesia: aveva una cultura notevole”.



