Bergamo
|Astino, Inaugurato il nuovo parco apistico nella Valle della Biodiversità
Nell’ambito del Festival dell’Ambiente: il parco si estende per circa 1.000 metri quadri
Bergamo. È stato ufficialmente inaugurato nel pomeriggio di martedì 3 giugno, nell’ambito del Festival dell’Ambiente, il nuovo parco apistico “Città, Api, Piante e Persone”, un progetto innovativo e sostenibile che segna un nuovo settore nella Valle della Biodiversità dell’Orto Botanico di Astino. La Valle della Biodiversità, che nasce dall’accordo di programma tra Comune di Bergamo, Fondazione Mia, Parco dei Colli, Regione Lombardia, compie quindi un nuovo passo in avanti.
Il progetto del Parco apistico “Città, Api, Piante e Persone” elaborato dal Comune di Bergamo, cofinanziato dalla Fondazione Banco del Monte di Lombardia con un contributo di 100.000 euro e sostenuto da Rotary Club Bergamo Terra di San Marco, ha permesso di trasformare uno spazio terrazzato – un tempo coltivato a vigneto e da tempo in stato di abbandono – in un luogo dedicato alla conoscenza della flora e alla tutela degli insetti impollinatori, oltre al rapporto tra uomo e api. Il parco si estende su una superficie di quasi 1.000 metri quadrati, resa nuovamente fruibile grazie a interventi di recupero e valorizzazione del paesaggio interpretato dall’architetto paesaggista Filippo Piva.
Il nuovo parco apistico propone un vero e proprio percorso didattico: antichi terrazzamenti sono stati rimodellati e arricchiti con piante da siepe e piante erbacee attrattive per api e altri impollinatori, su cui l’Orto Botanico invita a soffermarsi.

All’interno di parcelle gradonate, delimitate da pali di castagno, sono state trapiantate una novantina di nuove specie mellifere di prateria, di margine boschivo, di macchia, arbusti ed erbacee perenni gradite agli impollinatori perché fonti di nettare e di polline. Accanto a queste zone, sono state inserite parcelle dedicate a specie di coltivo particolarmente attrattive per le api, come la facelia, il grano saraceno, la camomilla, la senape. Non mancano specie mediterranee ed ornamentali che possono ispirare i visitatori affinché anche i giardini privati o i terrazzi diventino fonte di cibo per gli impollinatori.
“L’impollinazione è un fenomeno di grande rilievo, mette in relazione piante e animali, garantisce il funzionamento degli ecosistemi, la sopravvivenza delle specie e la qualità delle infrastrutture verdi, anche in città. Questo è uno dei messaggi del parco apistico che non a caso è intitolato ‘Città, api, piante e persone’: più specie di fiori e di insetti ci sono, meglio è per tutti. – afferma il direttore dell’Orto Botanico Gabriele Rinaldi – Il nuovo settore nella Valle della Biodiversità ha proprio lo scopo di invitare il cittadino ad allenare lo sguardo verso queste presenze e ai fenomeni che le rendono possibili: le parole chiave sono coevoluzione, comunicazione animale, infrastrutture verdi biodiverse, prati a sfalcio ridotto, città sempre più verdi e fiorite.”
Il percorso di visita è stato integrato nel contesto paesaggistico esistente, con interventi che rispettano la tradizione costruttiva locale, con materiali naturali e un progressivo inerbimento naturale.
Il percorso didattico è arricchito da 7 pannelli bifacciali realizzati da studenti dell’Accademia di Brera di Milano sotto la guida della professoressa Paola Manusardi, a partire dai testi del direttore dell’Orto Botanico. Un viaggio nella storia dell’apicoltura è suggerito dall’esposizione di 6 arnie storiche e moderne, da quelle cosiddette irrazionali come il tronco cavo o la cesta, fino alle più recenti e razionali come la Dadant, la Top Bar o la Az slovena, inserite in un contesto evolutivo e temporale che racconta la lunga relazione tra uomo e ape.
Nel Parco c’è anche un beehotel realizzato da volontari dell’Orto Botanico, dedicato alla nidificazione degli insetti, realizzato anche con materiali di recupero provenienti dal parco stesso. In un altro settore della Valle della Biodiversità da anni a scopo didattico sono presenti tre arnie con famiglie di api, a dimostrazione che con il rispetto dovuto e un po’ di attenzione, la coesistenza pacifica tra i circa 20.000 visitatori annui e almeno il doppio del numero di api è possibile.

Nelle prossime settimane verranno programmate visite agli alveari anche per famiglie con bambini, che verranno dotati di apposite tutine, laboratori per la costruzione di beehotel, lezioni sul rapporto flora e impollinatori e su come realizzare aiuole amiche degli impollinatori.
“Il nuovo parco apistico rappresenta un ulteriore tassello della strategia di valorizzazione della Valle della Biodiversità, migliorandone l’accessibilità e arricchendola di spazi per l’educazione ambientale e l’esperienza diretta in natura. Un luogo che, grazie alla sinergia tra istituzioni, fondazioni e comunità, diventa patrimonio collettivo e punto di incontro tra natura, cultura e cittadinanza. Questo progetto rappresenta un esempio concreto di come la cura per il paesaggio, la promozione della biodiversità e la tutela degli insetti impollinatori si intreccino con l’educazione e la partecipazione dei cittadini, trasformando un’area un tempo abbandonata in un luogo vivo e pulsante di esperienze e conoscenze. È un segnale chiaro dell’impegno della nostra città per uno sviluppo armonioso e rispettoso dell’ambiente, che guarda al futuro con responsabilità e visione” dichiara la Sindaca Elena Carnevali.
“Vogliamo portare sempre più natura in città per salvaguardare la qualità della vita delle persone e la salute dell’ecosistema. In questa prospettiva, l’Orto Botanico ha scelto di realizzare un parco apistico che coinvolge la comunità e restituisce un’area che non era accessibile: antichi terrazzamenti, in parte crollati e in parte costituiti da una scarpata inagibile, sono tornati a vivere e diventano parte integrante della nostra visione di città amica delle api. Promuovere lo sfalcio differenziato, creare corridoi di fiori e tutelare la biodiversità significa anche occuparci della nostra alimentazione: oggi, il 52% dei prodotti ortofrutticoli che acquistiamo dipende proprio dall’impollinazione” dichiara l’assessora alla Transizione ecologica, Ambiente e Verde Oriana Ruzzini.


