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Chiuse le piscine Italcementi, Ribolla: “Mai nessun confronto, per noi danno al mondo sportivo”
Un rendering del progetto futuro

Tutti i dubbi del consigliere della Lega: “Alla presentazione del progetto il pubblico non potrà intervenire. Avevamo già espresso perplessità dal punto di vista procedurale”

Bergamo. Le ultime bracciate i frequentatori le hanno potute fare sabato 31 maggio, ultimo giorno di apertura delle piscine Italcementi prima della chiusura che durerà due anni per portare a termine un progetto di restyling del valore di 30 milioni di euro.

Da domenica 1 giugno i bergamaschi potranno ripiegare sulle piscine di Seriate e Stezzano che, grazie agli accordi tra i Comuni e a uno stanziamento di circa 20 mila euro deciso da Palazzo Frizzoni, applicheranno tariffe agevolate equiparate a quelle riservate per i residenti. In coda all’estate, il prossimo 6 settembre, tornerà poi a disposizione anche la piscina del Seminario, con una grande cerimonia d’apertura che vedrà ospite Filippo Magnini.

La gestione sarà affidata a Tipiesse, che sta definendo il progetto esecutivo da sottoporre alla Giunta: spazi completamente trasformati, con tre vasche separate che sostituiranno quella principale oggi presente nell’impianto, portando le novità della piscina per bambini e quella dedicata a relax e fitness. Il nuoto agonistico, la pallanuoto e i tuffi traslocheranno nella zona oggi occupata dalla palestra, mentre nell’area interrata dovrebbe trovare posto anche una piccola spa.

Proprio la presentazione alla cittadinanza del progetto ha aperto la contestazione della minoranza, con l’interrogazione presentata dal leghista Alberto Ribolla, che tra le altre cose mette in dubbio anche l’ammontare economico dell’operazione: “L’amministrazione indice un’Assemblea pubblica per presentare il nuovo progetto di riqualificazione dell’impianto sportivo Italcementi con tanto di loghi delle Reti di quartiere e di Bergamo Partecipa. Come al solito, sarà una presentazione cui il pubblico presenzierà per la curiosità di capire cosa accadrà grazie all’intervento urbanistico ma senza avere voce in capitolo. Non si faccia passare per partecipazione una relazione per quanto interessante e completa mentre non c’è mai stata nessuna interlocuzione durante il procedimento per sondare le necessità della cittadinanza e del mondo sportivo”.

“In realtà – attacca Ribolla – la proposta proviene da un investitore privato che trasformerà l’impianto sportivo fino ad oggi frequentato da nuotatori e tuffatori, con corsi di ogni genere, in un parco acquatico, una piccola Disneyland, tanto per cambiare, con scivoli e idromassaggi, non nell’ottica della ‘città dello sport’ ma nell’ottica del profitto su un’offerta che più che sportiva sarà di divertimento. È da dimostrare se questo collimi con la vocazione dell’impianto, donato dall’Italcementi e vincolato per un utilizzo a favore dello sport nella città di Bergamo. L’eliminazione della palestra non è certamente un buon segno. Una raccolta firme ha già denunciato le perplessità di migliaia di cittadini; il mondo sportivo ha già subito notevoli danni, vedi ad esempio la Bergamo Tuffi”.

“Del resto – conclude Ribolla – non c’è stata interlocuzione nemmeno con la minoranza consigliare che ha sollevato parecchie obiezioni anche dal punto di vista procedurale. Una mia interpellanza si chiede infatti se una spesa abnorme di 23 milioni, che divengono quasi 30 se consideriamo tutti i costi nel complesso, e un procedimento forzato siano stati la scelta più corretta anche nel caso di un eventuale attenzionamento dell’ANAC che già ha bacchettato l’amministrazione sulla parcellizzazione dei contratti”.