Esercitava abusivamente la professione di avvocato: 58enne condannato a 1 anno e mezzo
La sua qualifica di avocat, titolo conseguito in Romania e riconosciuto solamente da alcune province italiane, non gli permette di assistere i clienti. Ma lui, con già una condanna per lo stesso reato, ha continuato a farlo
Bergamo. Esercitava abusivamente la professione di avvocato e mercoledì 28 maggio è stato condannato a 1 anno e mezzo di reclusione e al pagamento di 20mila euro.
Il pubblico ministero aveva chiesto per M.F., 58 anni, residente a Treviolo, una condanna a 1 anno e 2 mesi, la difesa l’assoluzione, ma la giudice Donatella Nava ha emesso la sua sentenza, che va di pari passo con quella pronunciata nel 2022 dalla collega Alice Ruggeri. Stessa imputazione, stesso esito: condanna a 1 anno e al pagamento di 15mila euro di multa.
Nell’ultimo procedimento l’imputato era accusato di aver assistito in qualità di avvocato dei clienti per due separazioni, una rissa, un caso di percosse davanti al giudice di pace, due guide in stato di ebbrezza. In realtà la sua qualifica è quella di avocat, titolo conseguito in Romania e riconosciuto solamente in alcune province. Non in quella di Bergamo.
Nel 2019 M.F. era stato cancellato dall’ordine degli avvocati di Caltagirone, al quale era iscritto. Nel 2023 una sentenza della Cassazione a sezioni unite ha stabilito che M.F. non può esercitare come avvocato, ma nonostante ciò il 58enne ha continuato a seguire i suoi clienti.
L’indagine nei suoi confronti era partita durante il processo a carico di Daniela Milesi, avvocato del foro di Bergamo condannata a 6 anni per essersi intascata denaro di proprietà di persone di cui era amministratrice di sostegno. M.F. e un altro avocat erano stati nominati difensori di fiducia, ma nel corso del procedimento era stata sollevata la questione della cancellazione dagli albi professionali. L’imputato e il collega erano così stati costretti ad abbandonare la causa nonostante il procedimento non fosse ancora giunto al termine.
M.F. aveva però proseguito con la sua attività, tant’è che è finito davanti al giudice altre due volte, ricevendo in entrambi i casi sentenze di condanna.


