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Obesità: riconoscerne la complessità e combattere la discriminazione
L’obesità è una patologia cronica e complessa ed è ormai assodato che fattori genetici, epigenetici ed ambientali giocano un ruolo cruciale nel determinare il peso corporeo, rendendo difficile per molte persone gestire l’obesità semplicemente con il controllo della dieta e l’esercizio fisico
Di recente, la Camera dei Deputati ha approvato in Italia una proposta di legge intitolata ‘Disposizioni per la prevenzione e la cura dell’obesità’. La norma definisce i principi e le finalità volti a tutelare la salute e a migliorare la qualità della vita delle persone affette da obesità. Inoltre, prevede l’inserimento delle prestazioni per la cura dell’obesità nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), garantendo così un accesso equo e uniforme alle cure attraverso il Servizio Sanitario Nazionale.
L’approvazione definitiva di questa proposta rappresenterebbe un passo fondamentale nella lotta contro l’obesità, ma il suo significato va oltre l’ambito sanitario. Le persone affette da obesità, infatti, si trovano spesso a dover affrontare anche lo stigma sociale che circonda questa condizione, una forma di discriminazione che può avere gravi conseguenze psicologiche ed emotive.
Con il termine “stigma del peso” si intende il pregiudizio e la discriminazione nei confronti delle persone con sovrappeso o con obesità. Questo fenomeno si manifesta attraverso la svalutazione sociale e la denigrazione, alimentando stereotipi negativi, atteggiamenti ostili e comportamenti discriminatori legati all’aspetto fisico.
Numerose ricerche hanno dimostrato che lo stigma e la discriminazione legati al peso sono problemi pervasivi e globali. Essi sono stati infatti documentati in molteplici ambiti sociali, tra cui il posto di lavoro, l’istruzione, l’assistenza sanitaria e all’interno delle famiglie.
Lo stigma legato al peso, più ancora dell’obesità in sé, può avere effetti profondamente dannosi sulla salute mentale. È stato infatti associato a sintomi depressivi, livelli elevati di ansia, bassa autostima, isolamento sociale, aumento dello stress percepito e abuso di sostanze. Inoltre, può influenzare negativamente il comportamento alimentare, favorendo abitudini scorrette e portando a episodi di alimentazione disfunzionale, come le abbuffate emotive, contribuendo così a un circolo vizioso difficile da interrompere.
Numerose evidenze scientifiche indicano che, talvolta, anche alcuni professionisti della salute abbiano la tendenza a dedicare meno tempo alle visite e a fornire informazioni meno complete ai pazienti con obesità rispetto a quelli con peso nella norma. È stato inoltre osservato che chi sperimenta discriminazioni legate al peso in ambito sanitario riporta esiti terapeutici peggiori ed è più incline a evitare l’accesso futuro alle cure.
L’idea che il peso corporeo sia interamente sotto il controllo della volontà individuale e che basti semplicemente mangiare meno o fare più esercizio per prevenire o risolvere l’obesità è smentita da un ampio e consolidato insieme di evidenze scientifiche raccolte negli ultimi decenni. L’obesità è una patologia cronica e complessa ed è ormai assodato che fattori genetici, epigenetici ed ambientali giocano un ruolo cruciale nel determinare il peso corporeo, rendendo difficile per molte persone gestire l’obesità semplicemente con il controllo della dieta e l’esercizio fisico. In conclusione, l’approvazione definitiva della proposta di legge sulla prevenzione e cura dell’obesità rappresenterebbe un’opportunità concreta per migliorare l’accesso alle cure e la qualità della vita delle persone affette da questa condizione. Ma il suo valore è legato anche al contributo che potrebbe dare in termini di educazione e sensibilizzazione sul tema dell’obesità, andando a contrastare tutto ciò che ruota attorno al problema dello stigma e della discriminazione legati al peso corporeo. È essenziale imparare, dunque, a riconoscere l’obesità come una malattia complessa e multifattoriale e non come una colpa o una scelta individuale.
Solo promuovendo un cambiamento culturale e strutturale sarà possibile offrire risposte efficaci e rispettose, e interrompere quel circolo vizioso in cui lo stigma alimenta la malattia e ostacola la cura.
Fonti:
Joint international consensus statement for ending stigma of obesity -https://doi.org/10.1038/s41591-020-0803-x
Obesity stigma and its impact on health: A narrative review – David Sánchez-Carracedo -Endocrinología, Diabetes y Nutrición 69 (2022) 868—877
Obesity Stigma: Important Considerations for Public Health (Am J Public Health. 2010;100:1019–1028. doi:10.2105/AJPH.2009.159491)


