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In Bergamasca un medico ogni 1.602 pazienti: “Carenza strutturale, Regione intervenga”

Fallimentare l’ultimo bando per reclutare medici di base negli ambiti carenti: solo 20 adesioni rispetto ai 427 posti richiesti. Si aggrava l’emergenza in Alta Val Seriana, Azione Bergamo: “Frutto di una sbagliata programmazione”

Bergamo. Gli esiti dell’ultimo bando per reclutare medici di base negli ambiti carenti, con solo 20 adesioni rispetto ai 427 posti richiesti manifesta ancora una volta la situazione di grave emergenza sanitaria in Bergamasca.

Alcuni giorni fa è stata pubblicata da IlSole24Ore un’indagine sul rapporto tra medici di base e abitanti che vede la Provincia di Bergamo agli ultimi posti in Italia, con un solo professionista disponibile ogni 1.602 pazienti, dato pressoché stabile dal 2023 e che è ben al di sopra sia della media nazionale, pari a uno ogni 1.370 abitanti, sia dello standard ottimale, pari a uno ogni 1.200.

La situazione raggiunge punte di particolare gravità in alcuni distretti. Tra pochi giorni più di 3.500 abitanti in 4 comuni dell’Alta Val Seriana (Gandellino, Gromo, Valgoglio e Valbondione) resteranno orfani del medico di base per la cessazione dell’attività del dottor Roberto Carrara.

Secondo i dati presentati da Azione Bergamo, nei distretti dell’Asst Bergamo Ovest gli orfani sono 22.324, che scendono a 18.657 se non si considerano i posti ancora disponibili per i medici presenti. Di questi, 5.112 in Pianura Occidentale, 4.233 in Pianura Orientale, 2.415 in Media Pianura e 6.897 nel distretto Isola Bergamasca e Valle San Martino. “La situazione è destinata a peggiorare – avvertono dalla sede provinciale – visto il prossimo pensionamento di altri medici”.

Per Azione la responsabilità della carenza di medici di medicina generale è di Regione Lombardia, che ha il compito di gestire e programmare il sistema sanitario territoriale.  “La carenza strutturale di medici si deve a una sbagliata programmazione, non avendo affrontato per tempo i numerosi e prevedibili pensionamenti sinora avvenuti – commenta Rossano Pirola, segretario provinciale del partito -. Regione Lombardia ha tentato di porre rimedio alla situazione aumentando le borse di studio e consentendo ai medici in formazione di acquisire assistiti durante il corso. Tuttavia, le misure si sono rivelate insufficienti, con un calo delle iscrizioni ai corsi di formazione in medicina generale e una crescente disaffezione verso una professione completamente snaturata, non più attrattiva e oberata di adempimenti burocratici”.

“La mancanza di medici di base ha conseguenze dirette sulla popolazione – prosegue Pirola -. La medicina territoriale è il presidio del fondamentale diritto alla salute sancito dalla Costituzione. Purtroppo le carenze del sistema costringono molti cittadini a rivolgersi a servizi di pronto soccorso o a percorrere lunghe distanze per ricevere assistenza medica. Questo è un enorme problema soprattutto per le persone più anziane e quelle prive di una rete familiare in grado di aiutarle”.