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Torre de’ Busi, concluso il restauro delle pitture murali nella chiesa di San Michele
Foto dal sito del Fai

L’intervento è stato realizzato grazie al contributo messo a disposizione da FAI e Intesa Sanpaolo nell’ambito del programma “I Luoghi del Cuore”, da un cofinanziamento di privati e dall’impegno di tanti volontari che riconoscono
nel complesso il loro “luogo del cuore”

Torre de’ Busi. Domenica 25 maggio il pubblico ha potuto scoprire integralmente il restauro, appena concluso, dei dipinti murali custoditi nella torre campanaria della chiesa di San Michele Arcangelo a Torre de’ Busi, che versavano in pessimo stato e rischiavano di andare perduti per sempre: un lavoro necessario, ma anche sorprendente perché ha portato alla luce, in modo del tutto inaspettato, pitture raffiguranti scene dell’Inferno, parte di un’opera che probabilmente era un Giudizio universale, di cui sono stati svelati in anteprima inediti dettagli durante la giornata inaugurale. Dopo la presentazione alle istituzioni e alla cittadinanza – che ha visto la partecipazione di Claudio Cecchinelli, Delegazione FAI di Bergamo, in qualità di moderatore, del parroco don Daniele Plebani, del dott. Silvio Tomasini dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Bergamo, del dott. Antonio Rusconi, Presidente della Comunità Montana Lario Orientale Valle San Martino, della Sindaca Eleonora Ninkovic, della Storica dell’Arte Cecilia Primo, delle restauratrici Annalisa Bonfanti ed Elisa Anna Figus, dell’arch. Cesare Carminati e di Federica Armiraglio, Responsabile nazionale FAI “I Luoghi del Cuore”– si sono tenute le visite su prenotazione in compagnia della storica dell’arte, delle restauratrici, a cura della Delegazione FAI di Bergamo. Alle 18.00 la giornata si è conclusa con lo spettacolo teatrale intitolato “Avvicinandoci al Cielo”, a cura della compagnia teatrale Le Corinnine A.P.S.

L’intervento sulle pitture murali è stato realizzato in buona parte grazie al contributo di 21.400 €messo a disposizione da FAI-Fondo per l’Ambiente Italiano e Intesa Sanpaolo nell’ambito del programma “I Luoghi del Cuore”: durante l’edizione del 2022, infatti, 10.226 persone hanno votato a favore del complesso di San Michele, risultato che ha consentito alla Parrocchia dei Santi Michele Arcangelo e Giovanni Battista in Torre de’ Busi di partecipare al Bando che il FAI lancia al termine di ogni censimento e di candidare il progetto. I lavori sono stati sostenuti, inoltre, da cittadini appassionati della storia e dell’arte del paese in cui vivono che, in forma privata, hanno raccolto e stanziato i fondi per cofinanziare e completare il restauro. Ancora, numerosi volontari hanno prestato il loro aiuto in diversi modi: chi curando la pulizia del sito, chi aiutando le restauratrici a preparare l’ambiente di lavoro, chi occupandosi di piccole manutenzioni.

Il lavoro di restauro è stato entusiasmante. Le diverse fasi dell’intervento hanno portato alla luce, salvandole da un oblio che pareva inesorabile, oltre alle figure dei Vizi capitali, già in parte visibili prima dei lavori, anche quelle di Dannati e di Demoni. Ci si è trovati, così, davanti alla rappresentazione delle pene dell’Inferno e ciò fa pensare che l’opera scoperta sia parte di un Giudizio universale che occupava tutta la fascia bassa della controfacciata dell’attuale chiesa. L’intervento è stato effettuato dalle restauratrici Annalisa Bonfanti ed Elisa Anna Figus, alle quali si è affiancata la storica dell’arte Ph.D Cecilia Primo, specializzata in storia dell’arte medievale nelle Alpi, che ha provveduto alla lettura iconografica dei soggetti ed all’identificazione dei cartigli presenti sulle pitture.

La Chiesa di San Michele e il complesso in cui è inserita sono luoghi preziosi per l’identità, il passato e la fede della comunità di Torre ‘de Busi, ma dal 1964 non rivestono più la loro storica funzione e non sono più aperti per le celebrazioni liturgiche. L’amore degli abitanti e dei parroci per questo “luogo del cuore”, tuttavia, non si è mai sopito, così come la speranza di non vederlo abbandonato del tutto. In questo contesto si inserisce il sodalizio, nato nel 2022, con laDelegazione FAI di Bergamo, che ha risposto con entusiasmo all’SOS lanciato a favore del bene stimolando la nascita del Comitato per la valorizzazione del complesso storico del San Michele, che si è attivato per la raccolta voti al censimento “I Luoghi del Cuore” e per organizzare aperture mensili straordinarie della Chiesa di San Michele e dell’Oratorio di Santo Stefano. Grazie ai volontari e alla preziosa partecipazione dellaScuola primaria e della Scuola secondaria di primo grado di Torre de’ Busi, nonché di altre scuole del territorio, sono stati raccolti gli oltre diecimila voti che hanno permesso alla Parrocchia di presentare il progetto per la conservazione e il restauro delle pitture murali all’interno della torre campanaria. Don Daniele Plebani ha affidato la stesura del progetto alle restauratrici Annalisa Bonfanti e Elisa Anna Figus e all’architetto Cesare Carminati.

L’intervento di restauro appena concluso è l’ultimo passo compiuto per la salvaguardia del Complesso del San Michele. Negli anni, infatti, la Parrocchia ha scelto di sostenere, in base alle proprie possibilità, opere ponderate ma comunque efficaci per rallentare il progressivo degrado del bene. Tale strategia ha spinto tutti coloro che amano il San Michele a cercare validi aiuti che potessero sostenere i vari interventi: si è contattata, ad esempio, la Scuola di restauro ligneo dell’Accademia di Brera, per avviare una preziosa collaborazione volta al restauro degli armadi della sacrestia della chiesa. Negli anni ’90 si è provveduto al recupero dell’Oratorio di Santo Stefano, che conserva preziose pitture murali di fine Trecento-inizio Quattrocento, e alla sistemazione delle cappellette della Via Crucis, il cui percorso fa da “recinto sacro” al Complesso del San Michele. Dal 2004 al 2008 è stato realizzato un importante intervento di messa in sicurezza alla torre campanaria, che minacciava di rovinare.

Molto resta da fare per un “luogo del cuore” così amato. La Chiesa di San Michele, infatti, è stata colpita da una frana che ha portato via molto materiale sotto al portichetto che abbellisce il lato sud dell’edificio. Un’azione fondamentale e decisiva per la conservazione della chiesa prevedrebbe, oltre alla riparazione dei danni causati dalla frana, la messa in atto di misure preventive per evitare ulteriori cedimenti.