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Il commosso saluto di Toloi a Bergamo: “Niente di più bello del vostro affetto”
Foto Getty

Il capitano non nasconde l’emozione di fronte alla curva che gli dedica uno striscione: “Hai difeso la nostra maglia da capitano in un calcio di falsi eroi”

Bergamo. Ore 20. L’Atalanta entra in campo per il riscaldamento. Rafael Toloi è l’ultimo della fila. Esce passeggiando, è infortunato, non può correre, si guarda intorno, si gode il momento. Un po’ come la sua discesa dal pullman. Mani dietro la schiena, lo sguardo scorre sulle tribune tra un saluto e l’altro. L’emozione è palpabile, non potrebbe essere altrimenti. Sta vicino ai suoi compagni senza poter palleggiare, vuole sentirsi parte della squadra. Non ha neanche un minuto nelle gambe, ma sente il bisogno di essere lì per un’ultima volta.

Quando lo speaker annuncia il suo nome mentre legge le panchine, c’è un boato. La partita scorre, i cambi finiscono: chi pensa ad un cameo con la fascia di capitano anche solo per 30 secondi deve ricredersi quando a 18 minuti dalla fine Cuadrado entra in campo. Quinto cambio, terzo slot. Si va direttamente dopo il triplice fischio.

Lo speaker chiama i giocatori uno a uno: si dispongono su due file per il pasillo de honor. Ci sono anche ex compagni come Hateboer, c’è tutta la società, compreso Pagliuca. E poi entra lui, capitan Toloi, tributato da un lunghissimo applauso. “Per 10 anni a difesa dei nostri colori, grazie Rafa” scrive la Sud, insieme ad un “2” gigante. “Hai onorato la nostra maglia da vero capitano in un calcio di falsi eroi, infinitamente grazie Rafa Toloi” è il messaggio della Nord.

L’emozione non si nasconde neanche sul volto di un duro come Rafa. “C’è solo un capitano” ricorda tutto lo stadio: 313 presenze riassunte in un video che commuove tutti. Occhi lucidi. Il giovane Toloi che arriva e parla con quell’accento brasiliano marcato che solo il tempo riesce a

Scorrono le prime immagini di un giovane Rafa che arriva, poi il cameo di Dublino, la coppa alzata alla fine e gli “olé” del pubblico. “Posso solo dire grazie per questi 10 anni meravigliosi per me e per la mia famiglia” afferma il diretto interessato, emozionato, “ho cercato di dare sempre il meglio, di trasmettere ai giovani cosa significa giocare per l’Atalanta. Se mi guardo indietro, non poteva succedermi niente di più bello: è più di quello che volevo nella mia carriera. Magari si diventa famosi, si possono guadagnare tanti soldi, ma non c’è niente di più bello che ricevere questo affetto della gente. Grazie per ciò che avete fatto per me”.

“Con i tuoi comportamenti sei stato l’esempio per i ragazzi e il riferimento della società” è la chiosa del presidente Antonio Percassi, applaudita da tutto il Gewiss Stadium. Un posto che per Toloi sarà per sempre “casa”.