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Albino, è polemica sulla proposta di intitolare una via a Sergio Ramelli. L’Anpi: “Gesto divisivo”
A sinistra, Sergio Ramelli. A destra, il municipio di Albino

La mozione del gruppo consiliare “Noi Albino – Fratelli d’Italia – Civicamente Albino” sarà discussa in Consiglio comunale lunedì 26 maggio: “Iniziativa dai toni revisionisti e nostalgici”

Albino. Il gruppo consiliare “Noi Albino – Fratelli d’Italia – Civicamente Albino” ha presentato una mozione per intitolare una via della cittadina seriana alla memoria di Sergio Ramelli, giovane assassinato nel 1975 da militanti della sinistra.

La proposta sarà discussa nel Consiglio comunale di lunedì 26 maggio. La mozione è stata presentata con l’intento di dedicare una via ad una vittima del terrorismo degli anni ’70 del Novecento: Ramelli era un giovane militante del Fronte della Gioventù, la sezione giovanile del Movimento Sociale Italiano (il partito erede del disciolto Partito Fascista, ndr), contrario alle libertà democratiche sancite dalla Costituzione.

La sezione Anpi di Albino ha condannato la proposta in quanto “dedicare una via ad una singola vittima esponente di una sola parte politica, figlia di una tradizione il cui obiettivo è sempre stato quello di opprimere tutte le libertà e instaurare una dittatura violenta, rende divisivo un gesto che potrebbe celebrare i principi democratici coltivati durante la Resistenza”.

“Quello di Sergio Ramelli – spiegano dall’Anpi – è un episodio drammatico che, invece di essere trattato come momento di riflessione umana e storica, viene utilizzato come pretesto per un’iniziativa politico-ideologica segnata da toni revisionisti, nostalgici e dichiaratamente provocatori”.

“L’eventuale intitolazione – osservano – finirebbe per commemorare acriticamente solo un’appartenenza politica e risulterebbe incongruente con le numerose iniziative portate avanti recentemente anche con la partecipazione attiva dell’amministrazione di Albino nell’iniziativa delle targhe di ‘Impronte Partigiane’ dedicate a ricordo degli antifascisti che ad Albino sono nati o hanno vissuto”.

“Ogni cittadino animato da sincero spirito civico e dedito alle questioni storiche con onestà intellettuale non può dimenticare le decine di vite tolte sia per mano del ‘terrorismo nero’, che per mano del ‘terrorismo rosso’: il Consiglio comunale avrebbero il compito morale di prediligere un’iniziativa corale e non selettiva, avendo pietà per un collettivo e non solo per un singolo”.

Sergio Ramelli non ha un vero legame con Albino, che – fanno notare dall’Anpi – è stato invece paese natale di alcuni esponenti della Resistenza come Ercole Piacentini, Cornelia ‘Mimma’ e Bruno Quarti.

“Se l’intento dell’amministrazione è quello di commemorare le vittime del terrorismo politico – continua l’Anpi – invitiamo il Consiglio comunale a intitolare una via o un’area pubblica alle ‘vittime del terrorismo politico italiano’, richiamando lo spirito con cui il 4 maggio 2007 (con legge n° 56, ndr), venne istituito il ‘Giorno della memoria dedicato alle vittime  del terrorismo interno e internazionale, e delle stragi di tale matrice’, celebrato per la prima volta il 9 maggio 2008, anniversario dell’assassinio di Aldo Moro”.

In quell’occasione, conclude l’Anpi, in merito allo scopo di questa ricorrenza l’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano pronunciò queste parole: “Quel che più conta, tuttavia, è scongiurare ogni rischio di rimozione di una così  sconvolgente esperienza vissuta dal paese, per poter prevenire ogni pericolo di  riproduzione di quei fenomeni che sono tanto costati alla democrazia e agli italiani”.