Albanese: “L’Occidente sta guadagnando dal massacro del popolo palestinese a Gaza”
“Potere come atto di umanità” è il titolo dell’intervento di Francesca Albanese, relatrice Onu per il territorio palestinese occupato, intervenuta alla nona edizione di TedXBergamo
Bergamo. Il conflitto tra Israele e Palestina arriva sul palco del Teatro Donizetti in occasione della nona edizione di TedX Bergamo che ha come tema il Potere. Ed il “Potere come atto di umanità” è il titolo dell’intervento di Francesca Albanese, relatrice Onu per il territorio palestinese occupato.
Assistiamo tutti i giorni al massacro del popolo palestinese, perché l’Occidente e l’Italia tardano a denunciare questa situazione e a prendere provvedimenti?
Non credo che il problema sia solo questo. Non è che i Paesi occidentali tardino a denunciare. L’Occidente sta aiutando, sostenendo, armando Israele. L’Occidente sta dando sostegno politico, economico, sta traendo profitto dal genocidio. Ci sono aziende che stanno guadagnando dal massacro del popolo palestinese a Gaza, questo ci rimanda al nodo fondamentale del perché non riusciamo ad avere i diritti e libertà fondamentali tutti e tutte.
I Paesi arabi sembrano, allo stesso tempo, impassibili. Secondo lei per quali motivi?
Il popolo palestinese ha sempre rappresentato un vulnus per gli autocrati del Medio Oriente, quindi mentre il popolo si strugge e sente quello che sta accadendo ai palestinesi sulla propria pelle, i governanti fanno quello che fanno i governanti in Occidente. Il potere in questo senso non è diverso da nessuna parte, senza principio.
Il recente attentato a Washington aprirà una fase di atti violenti contro gli ebrei?
L’ho detto in tutte le salse possibili: gli israeliani in quanto tali non possono essere tutti associati a quello che fa Israele. Sono la prima a dire ci sono israeliani che si battono contro l’occupazione permanente, contro l’apartheid e oggi contro il genocidio. A maggior ragione, oggi, i gruppi che si oppongono più fortemente contro le politiche (non del governo Netanyahu), dello Stato di Israele e di quello che la società israeliana sta diventando, purtroppo, sono ebrei ed ebrei in tutto il mondo. E quelli che non lo fanno non sono responsabili, sono gli Stati responsabili e quindi no, la violenza non è mai una risposta.
Se da una parte il governo israeliano é colpevole, ora persino i cittadini israeliani ed ebrei nel mondo non mancano di condannare questo genocidio. La società civile potrà incidere e fare la differenza?
La Carta delle Nazioni Unite dice “We the people”, noi la gente, alla fine al di là degli Stati e dei confini e dei passaporti, siamo noi esseri umani che siamo chiamati in causa e dobbiamo aiutare con un senso di responsabilità il cambiamento che è necessario perché finisca il genocidio. E serve che ci impegniamo tutte e tutti, però questa non è una questione lontana, è proprio una questione nazionale.
Assisteremo mai ad una pace tra due stati e due popoli tra Palestina ed Israele?
Bisogna innanzitutto accettare che Israele è stato creato all’interno della Palestina. Non lo so se ci saranno due stati o uno stato, però quale che sia la soluzione politica che spetta ai palestinesi e agli israeliani, se vogliono vivere in due stati o in uno stato, quello che è responsabilità di tutti è fare in modo che palestinesi e israeliani e tutti quelli che quella terra tra la riva e il mare chiamano casa, abbiano gli stessi diritti e le stesse libertà.

