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I locker Amazon scatenano la rabbia del commercio cittadino: “È così che si sostengono i negozi di vicinato?”
Il locker Amazon di recente inaugurazione in Porta Nuova

Confesercenti Bergamo, Confcommercio Bergamo e Distretto Urbano del Commercio sorpresi dalla scelta dell’amministrazione. La replica: “Volontà di gestire in modo sostenibile un fenomeno diffuso. I punti di ritiro diminuiscono il traffico e limitano le emissioni”

Una presa di posizione chiara e tutt’altro che tenera nei confronti dell’amministrazione comunale, accusata di scarsa considerazione, poco equilibrio e di aver preso una decisione non condivisa che rischia di favorire un colosso dell’e-commerce penalizzando fortemente i negozi fisici di vicinato: sono grandi la preoccupazione e la sorpresa destate in Confesercenti Bergamo, Confcommercio Bergamo e Distretto Urbano del Commercio dall’installazione di un Amazon Locker in Porta Nuova e dall’imminente arrivo di 37 nuovi punti di ritiro su strada che saranno posizionati in punti strategici e centrali di Bergamo.

“Un segnale dell’evoluzione delle modalità di acquisto e consegna, sempre più orientate alla rapidità e all’autonomia da parte del consumatore – ammettono i rappresentanti dei commercianti – ma si pongono in netta concorrenza e contraddizione con la tutela del pluralismo commerciale, con il rischio di accentuare ulteriormente la desertificazione commerciale”.

Rivendicando il proprio ruolo comunitario, di chi è in grado di “offrire un servizio insostituibile in termini di presidio sociale, assistenza al cliente e valore territoriale”, le tre associazioni hanno espresso rabbia e delusione al tempo stesso.

“Come Confesercenti pensiamo che un’amministrazione dovrebbe cercare di compensare certe dinamiche e in questo caso compensare significa almeno non facilitare la vita a market place che godono di vantaggi fiscali rispetto ai negozi tradizionali – sottolinea con forza Antonio Terzi, presidente di Confesercenti Bergamo – Pertanto, auspichiamo che l’amministrazione abbia valutato con attenzione l’impatto di queste installazioni sul commercio locale. Secondo i nostri dati, il commercio al dettaglio ha subito nei primi tre mesi del 2025 una caduta che raggiunge già il -2,3% in volume, calo che stimiamo arrivare oltre il -3% per le piccole superfici e, osservando l’andamento degli ultimi anni, difficilmente potremo registrare una variazione positiva. L’obiettivo auspicabile deve essere un equilibrio tra modernizzazione e tutela del pluralismo commerciale e, se consultati, avremmo proposto che l’installazione avvenisse quantomeno in aree intermodali o di interscambio, non nell’area centrale o nel Distretto urbano del commercio”.

Dello stesso tenore anche il ragionamento di Giovanni Zambonelli, presidente di Confcommercio Bergamo: “Confcommercio è perfettamente conscia dell’evoluzione dei consumi e non ha mai fatto battaglie di retroguardia, bensì ha sempre cercato il punto di equilibrio. In questo caso riteniamo che la situazione sia sfuggita di mano o gestita con poca attenzione e proprio nel momento in cui si fanno grandi sforzi per rivitalizzare il commercio cittadino e la vivibilità degli spazi, unica soluzione al progressivo degrado che tutte le parti in causa, iniziando dalla pubblica amministrazione, vogliono contrastare. E su questo fronte vanno segnalati gli sforzi anche del Distretto Urbano del Commercio e le azioni di Visit Bergamo che, a questo punto, potrebbero essere vanificate”.

A mettere il carico ci pensa infine Nicola Viscardi, manager del Distretto Urbano del Commercio: “Spiace constatare che, anche in questa occasione, c’è stata una totale mancanza di confronto con il Comune di Bergamo che pure è socio del DUC. Un percorso costruito insieme avrebbe potuto portare a una soluzione condivisa, capace di cogliere le diverse esigenze e dare risposte adeguate”.

La replica del Comune

“È importante chiarire – scrivono in una nota gli assessori Marco Berlanda e Sergio Gandi – che l’installazione dei locker, progetto presentato pubblicamente lo scorso 7 novembre, segue l’approvazione della deliberazione della Giunta comunale n. 738 del 21 dicembre 2023, coerente con gli obiettivi del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (Pums), approvato nel 2022″.

“Non nasce dunque per incentivare ulteriormente il commercio online, ma per gestire in modo più razionale e sostenibile un fenomeno già strutturato e diffuso tra i cittadini – precisano gli assessori -. I punti di ritiro automatizzati consentono di ridurre i passaggi ripetuti dei mezzi di consegna, contribuendo al contenimento del traffico, in particolare nei quartieri più centrali, e limitando così le emissioni e l’ingombro su strada. Non si tratta, dunque, di una misura che promuove nuovi consumi digitali, ma di un tentativo di regolare e rendere più sostenibile ciò che già avviene”.

“Meno traffico, meno furgoni in doppia fila, meno inquinamento: questi sono gli effetti concreti che si vogliono ottenere, sia in centro che nei quartieri periferici, come si evince dalla mappa delle 37 postazioni previste – si legge nella nota -.  Una città più ordinata e vivibile è anche un contesto migliore per il commercio cittadino che, in questi anni, ha mostrato una tenuta positiva in controtendenza con altre aree della provincia”.

“L’amministrazione conferma il proprio impegno con azioni concrete a sostegno del commercio locale e di prossimità – concludono -. Dal 2025 il contributo al Duc sarà incrementato a 100mila euro. Sono inoltre previsti 15mila euro a supporto di iniziative promozionali per lo shopping in centro nei prossimi mesi. Si ricorda inoltre che l’amministrazione ha accolto le istanze avanzate dalle associazioni di categoria rispetto alla rimodulazione delle politiche relative alla Ztl, dimostrando ancora una volta attenzione e disponibilità all’ascolto e al confronto”.