Bergamo a sostegno della tutela degli animali, dei minori e dell’ambiente con l’approccio “One Health”
Un concetto che si traduce in azioni concrete come la prevenzione degli abusi e la tutela del territorio
Una visione che mette al centro la salute globale e i bisogni della popolazione. Un fronte unito tra istituzioni sanitarie, forze dell’ordine, psicologi e associazioni per affrontare il problema della violenza sia sugli animali che sulle persone, con una particolare attenzione ai minori. La base di questa visione si chiama “One Health”, un approccio che mette in relazione salute umana, animale e ambientale. Un approccio che è stato presentato giovedì 22 maggio nella sede di Ats Bergamo.
A spiegarne il significato è Chiara Caslini, del dipartimento veterinario dell’ATS di Bergamo: “One Health è un approccio integrato e unificante che mira a ottimizzare e migliorare le condizioni di animali, piante e ambiente, per promuovere il benessere e affrontare le minacce per la salute”.
Un concetto che si traduce in azioni concrete come la prevenzione degli abusi e la tutela del territorio.
Il comandante della polizia provinciale di Bergamo, Matteo Copia, lancia un grido d’allarme: “La rete è una vetrina di violenza”. Copia evidenzia come molti episodi di maltrattamento animale siano messi in scena per ottenere visibilità sui social, e mette in guardia i genitori affermando che molti di loro non conoscono la doppia faccia dei propri figli. Il comandante si esprime, inoltre, a riguardo del sovraffollamento animale in alcune abitazioni: “Creano disagio alla comunità e allontanano le persone dai servizi, serve investire nella prevenzione e creare una rete territoriale pronta a reagire”.
Il comandante del gruppo carabinieri forestale di Bergamo, Amerigo Filippi, ricorda l’efficacia del lavoro svolto nel caso del killer di gatti di Trescore: “Un’operazione complessa dove il soggetto
agiva con meticolosità, fingendo interesse per gli animali per poi abusarne”. Filippi sottolinea il fenomeno in crescita dell’animal hoarding che prevede l’accumulo di animali nelle abitazioni: “A Bergamo già tre casi nel 2025 e spesso dietro ci sono problemi personali come il gioco d’azzardo o le dipendenze – prosegue il comandante -. Queste situazioni causano disagio sociale, odori molesti, rumori e condizioni igienico-sanitarie inaccettabili, è fondamentale proteggere gli operatori che intervengono sul campo che devono lavorare in estrema sicurezza per contrastare gli
abusi”.
Simonetta Spada, direttrice dell’unità di psicologia dell’ASST Papa Giovanni XXIII, ribadisce come il danno provocato dalla violenza non sia solo fisico ma anche emotivo: “Assistere a violenze,
anche sugli animali, condiziona e influenza profondamente la crescita di un minore. La salute non è solo assenza di malattia, ma sentirsi al sicuro e parte di una comunità – rammenta la direttrice -. La prevenzione deve partire dalle scuole, dai pediatri e dalle associazioni sportive, promuovere una cultura di ascolto e consapevolezza è fondamentale per fare in modo che certe situazioni non
degenerino in traumi”.
Francesca Sorcinelli, presidente di LINK-Italia, dichiara: “Chi fa male agli animali spesso rappresenta un pericolo per le persone. Bergamo può diventare un modello nazionale nella diffusione
della conoscenza e nell’adottare le contromisure necessarie per evitare questi problemi”. Il messaggio è chiaro: solo unendo competenze e risorse si può costruire una società più sana, più consapevole e meno violenta. Bergamo ha dimostrato di avere gli strumenti per farlo, adesso serve che tutti, dalle istituzioni ai cittadini, mettano il loro mattoncino.






